Sono sincera ?


Un giorno, qualcuno consigliò ‘Umar ibn ‘Abdul ‘Azîz (rahimahullah) in questi termini : « Oh ‘Umar, fai attenzione a non essere l’alleato di Allah in pubblico, pur essendo il Suo nemico in segreto. Se il comportamento di qualcuno non è identico, che si trovi in pubblico o in privato, allora egli è un ipocrita, e gli ipocriti occuperanno il livello più basso dell’Inferno”.

Tra le cose più difficili che si possano acquisire vi è la sincerità, e a causa di ciò, i Pii Predecessori (As-Salâfu-Salih) cercavano di evitare che i loro atti di devozione fossero noti a tutti, e non rivelavano le loro buone azioni – allo stesso modo in cui non avrebbero rivelato quelle cattive.

Si consigliavano gli uni con gli altri tramite parole del tipo: “Non essere il nemico di Shaytan in pubblico e il suo amico in privato”; in altri termini: sìì sicuro di essere la stessa persona in pubblico e nella solitudine. In ragione di ciò, amavano restare da soli, assorti negli atti d’adorazione di cui Allah Solo (SubhanaHu waTa’ala) fosse a conoscenza.

In quanto alle azioni pubbliche, la seguente storia sarà sufficiente (come esempio):

Un allievo di ‘Abdullâh ibn Mas’ûd (radiAllahu ‘anhu) invitò un giorno a pranzo un uomo cieco, e decorò il piatto come se l’ospite avesse potuto vederlo. Quando gli venne chiesta la ragione per cui stesse decorando il cibo per un uomo che non poteva nemmeno guardarlo, rispose: “Ma Allah può vederlo!”.

Per questa ragione, una delle migliori definizioni della sincerità è di dimenticare la creazione, ricercando costantemente il Creatore (per quanto riguarda il fatto di meritare l’ammirazione per le tue azioni); ciò consiste anche nel non prestare attenzione se la gente veda sì o no il (tuo) più piccolo atto d’adorazione.

Così, quando un uomo si alza per adorare, non si preoccupa dei pensieri della gente, se costoro lo lodano o lo criticano, perché egli non vede che Allah (subhanaHu waTa’ala) dinanzi a sé, raggiungendo così il livello di al-Ihsân.

…Ed egli (l’angelo Jibrîl sotto forma umana) chiese: “Informami riguardo all’Ihsân”. Egli (il Messaggero di Allah, sallAllahu ‘alayhi waSallam) rispose: “È che tu adori Allah come se Lo vedessi; poiché, anche se tu non Lo vedi, Egli vede te” (riportato da Muslim).

Inoltre, quando qualcuno raggiunge al-Ihsân, non diviene come coloro che ‘Ali ibn Abi Talib (radiAllahu ‘anhu) descrisse a proposito della loro mancanza di sincerità : « La persona che esulta (giubila) ha tre caratteristiche : è pigra quando è sola con se stessa. È  vivace ed energica quando sta con gli altri. E moltiplica le (buone) azioni quando viene lodata, e le diminuisce quando è criticata ».

Per via della difficoltà della sincerità, essi (i Salâf) si consideravano ipocriti (come la narrazione secondo cui un Tabi’i incontrò 30 Compagni del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), e tutti temevano per se stessi l’ipocrisia). Costoro erano i Compagni del Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui), questi uomini e queste donne di cui Allah (subhanaHu waTa’ala)  era soddisfatto, e che erano soddisfatti di Allah; allora che dire di qualcuno meno elevato di loro, della gente come noi, che agiamo come se il Paradiso ci fosse garantito mentre stiamo ancora vivendo sulla Terra.

E ciò che vi è di più sorprendente è il fatto che ‘Umar ibn al-Khattâb (che Allah sia compiaciuto di lui) chiese una volta a Hudhayfah Ibnul Yamân (radiAllahu ‘anhu) se egli (‘Umar!) facesse parte degli ipocriti!

Così, non si può mai essere sinceri se si pensa di esserlo; poiché la sincerità consiste nel non accorgersi della sincerità in se stessi. E a causa della grandezza della sincerità, essi (i Salâf) dicevano che “Chiunque abbia avuto un breve momento della propria vita consacrato esclusivamente e sinceramente per l’amore di Allah, sarà salvo”, poiché ciò ha la capacità di purificarti da tutti i peccati. Una volta, uno dei Salâf constatò quanto sarebbe stato felice se soltanto avesse saputo che Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo) avesse gradito anche soltanto due raka’at di preghiera provenienti da lui.

Grazie alla loro sincerità, essi vivevano una vita pura e senza ansietà né rimpianto, poiché era verso Allah che si sarebbero rivolti, sia nei giorni buoni che in quelli cattivi. Può darsi che Ibnu-l-Qayyim pensasse a questo mentre diceva: Ikhlâss waTawhîd (la Sincerità e l’Unicità, il puro monoteismo) sono un albero nel cuore, i suoi rami sono le buone azioni e i suoi frutti sono una buona vita in questo mondo e un conforto eterno nell’Aldilà; e come in Paradiso la provvigione di frutti non è interrotta né fuori portata, allo stesso modo sono i frutti dell’Unicità (Tawhîd) e della Sincerità (Ikhlâss) in questo mondo. [Cf : Al-Fawa’id – 292].

Siate allora sincere, oh schiave di Allah ! E abbandonate la sete intima della ricerca dell’attenzione, poiché il piacere a breve termine ottenuto dall’ammirazione della gente non vale veramente la Collera né il Corruccio di Allah ed Egli certamente non ignora quello che fate.

Se tu dovessi riflettere sui falliti, ti renderesti conto di quanto sia patetica la loro situazione, poiché coloro che non sono sinceri non possono vedere nulla a parte ciò che si trova dinanzi a loro, così sono incapaci di nutrire delle elevate aspirazioni e sono incapaci di subire delle prove per qualsiasi cosa lodevole.

يَعْلَمُونَ ظَاهِرًا مِّنَ الْحَيَاةِ الدُّنْيَا وَهُمْ عَنِ الْآخِرَةِ هُمْ غَافِلُونَ

essi conoscono [solo] l’apparenza della vita terrena e non si curano affatto dell’altra vita (Corano XXX. Ar-Rûm, 7)
E se potessero vedere al di là dell’apparenza esteriore di questo mondo, avrebbero saputo con certezza che la sola cosa che impedisce loro di alzare gli occhi verso il Volto di Allah (subhanaHu waTa’ala) è la morte; e non si sarebbero mai arrischiati all’assenza di sincerità per un miserabile guadagno, quale la celebrità in questo mondo; a quale velocità passa infatti questa vita, quanta gente si dimentica presto, e in definitiva com’è inutile un’azione priva di sincerità; poiché in effetti la sola persona che Shaytan è capace di sviare è colui che non sia sincero.

قَالَ فَبِعِزَّتِكَ لَأُغْوِيَنَّهُمْ أَجْمَعِينَ
إِلَّا عِبَادَكَ مِنْهُمُ الْمُخْلَصِينَ

 

 

Disse: “Per la Tua potenza, tutti li travierò, eccetto quelli, fra loro, che sono Tuoi servi protetti” (Corano XXXVIII. Sâd, 82-83)


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