L’appello all’unione delle religioni è inammissibile nell’Islâm

بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

 

La Lode spetta solo ad Allah; che la pace e le benedizioni siano sul suo Profeta, su tutti i membri della sua Famiglia, sull’insieme dei suoi Compagni e su tutti coloro che li seguono e li seguiranno fino al Giorno della Resurrezione.

Il Comitato Permanente per le Ricerche Scientifiche e l’Elaborazione di Fatâwâ (sentenze giuridiche conformi alla Legge Musulmana) ha preso in esame le domande che gli sono pervenute concernenti l’unione delle religioni; ha inoltre studiato le opinioni e gli articoli pubblicati nei diversi media sullo stesso argomento e che propongono l’unione delle religioni giudaica, cristiana e musulmana, e ciò che ne deriva, ossia l’edificazione, nello stesso luogo, di moschee, chiese e sinagoghe nelle università, negli aeroporti e nelle piazze pubbliche; la pubblicazione, in uno stesso libro, del Corano, della Torâh e del Vangelo; e altre conseguenze indotte da questo movimento: congressi, conferenze, associazioni istituite in Oriente e in Occidente.

Dopo aver studiato e analizzato questa dottrina, il Comitato ricorda i punti seguenti:

1. Uno dei fondamenti del dogma musulmano (‘aqidah), il cui disconoscimento esclude il suo autore dal cerchio dell’Islâm, e che raccoglie il consenso dell’unanimità dei musulmani, stipula che non vi è sulla terra un’altra religione, al di fuori dell’Islâm, che sia vera; che essa (la religione dell’Islâm) è l’ultima religione, che abroga tutte quelle che l’hanno preceduta. Non vi è sulla terra una religione attraverso gli insegnamenti della quale sia permesso adorare Dio, al di fuori dell’Islâm. Allah (SubhanaHu waTa’ala) dice nel Corano:

Chi vuole una religione diversa dall’Islâm, il suo culto non sarà accettato, e nell’altra vita sarà tra i perdenti (Corano III. Âl-’Imrân, 85)

2. Tra i fondamenti dell’Islâm, vi è il fatto di riconoscere che il Libro di Allah (il Sublime Corano) è l’ultimo Libro rivelato, che abroga i libri che l’hanno preceduto (Torâh, Salmi, Vangeli, ed altri), che è elevato al di sopra di questi Libri e che non vi è più alcun Libro che possa servire da guida nel culto al di fuori del Corano. Allah (SubhanaHu waTa’ala) dice:

E su di te abbiamo fatto scendere il Libro con la Verità, a conferma della Scrittura che era scesa in precedenza e lo abbiamo preservato da ogni alterazione. Giudica tra loro secondo quello che Allah ha fatto scendere, non conformarti alle loro passioni allontanandoti dalla verità che ti è giunta…(Corano V. Al-Mâ’ida, 48)

3. E’ necessario attestare che la Torâh e il Vangelo sono stati abrogati dal Corano, che sono stati alterati, modificati con l’aggiunta e la sottrazione (di alcune parti), così come attesta il Sublime Corano:

Ma essi ruppero l’alleanza e Noi li maledicemmo e indurimmo i loro cuori: stravolgono il senso delle parole e dimenticano gran parte di quello che è stato loro rivelato. Non cesserai di scoprire tradimenti da parte loro, eccetto alcuni… (Corano V. Al-Mâ’ida, 13)

 

Guai a coloro che scrivono il Libro con le loro mani e poi dicono: “Questo proviene da Allah” e lo barattano per un vil prezzo! Guai a loro per quello che le loro mani hanno scritto, e per quello che hanno ottenuto in cambio(Corano II. Al-Baqara, 79)

 

Ci sono alcuni di loro che distorcono la Scrittura con la lingua per farvi credere che ciò è parte della Scrittura, mentre le è estraneo. Dicono: “Proviene da Allah”, mentre non proviene da Allah. E, consapevolmente, dicono menzogne contro Allah (Corano III. Âl-’Imrân, 78)

 

Perciò conviene far rimarcare che ciò che è rimasto intatto in questi Libri antichi è stato abrogato dal Corano, e che il resto è frutto dell’alterazione. E’ stato riportato che il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) si inquietò vedendo ‘Umar ibn al-Khattâb (radiAllahu ‘anhu) tenere tra le mani una pergamena contenente alcuni estratti dei Libri antichi, e gli disse (sallAllahu ‘alayhi waSallam): “Oh ‘Umar, avresti dei dubbi? Non sono forse venuto con la Legge corretta e indenne? Se Mûsâ (Mosè, pace su di lui) fosse in questo mondo, non avrebbe altra alternativa che quella di seguirmi”.

4. Tra i fondamenti dell’Islâm, vi è il fatto di credere che il nostro Profeta Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui) è l’ultimo Profeta. Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo) dice nel Sublime Corano:

Muhammad non è padre di nessuno dei vostri uomini, egli è l’Inviato di Allah e il sigillo dei Profeti… (Corano XXXIII. Al-Ahzâb, 40)

Non vi è dunque più alcun Profeta che gli uomini debbano seguire se non Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui). E se gli altri Profeti di Allah fossero in vita, non avrebbero altra scelta se non quella di seguirlo; di conseguenza, coloro che seguono tali Profeti (pace su tutti loro) non hanno, nemmeno loro, altra alternativa se non quella di seguirlo. Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo) dice nel Sublime Corano:

E quando Allah accettò il patto dei Profeti: “Ogni volta che vi darò una parte della Scrittura e della saggezza e che vi invierò un Messaggero per confermarvi quello che avete già ricevuto, dovrete credergli e aiutarlo”. Disse: “Accettate queste Mie condizioni?”. “Accettiamo” dissero. “Siate testimoni e Io sarò con voi Testimone” (Corano III. Âl-’Imrân, 81)

(E’ importante anche sapere che) quando ‘Îsâ (Gesù, pace su di lui) ritornerà sulla terra prima della fine del mondo, seguirà il Profeta (pace e bendizioni di Allah su di lui) e governerà conformemente alla Legge portata da Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam).

Allah (SubhanaHu waTa’ala) dice nel Sublime Corano:

… coloro che seguono il Messaggero, il Profeta illetterato che trovano chiaramente menzionato nella Torâh e nell’Injîl… (Corano VII. Al-A’râf, 157)

E’ anche stabilito come fondamento dell’Islâm il fatto che il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) è stato inviato a tutto il genere umano. Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo) dice in effetti:

Non ti abbiamo mandato se non come nunzio ed ammonitore per tutta l’umanità, ma la maggior parte degli uomini non sanno (Corano XXXIV. Sabâ’, 28)

 

Di’: “Uomini, io sono un Messaggero di Allah a voi tutti inviato… “ (Corano VII. Al-A’râf, 158)

 

5. E’ stabilito come fondamento dell’Islâm di considerare come miscredenti tutti coloro che si rifiutano di abbracciare l’Islâm, che siano giudei, cristiani o altro, che li si debba chiamare kuffâr (empi, miscredenti), che li si debba considerare come dei nemici di Allah, del Suo Profeta e dei credenti; Allah (SubhanaHu waTa’ala) dice nel Suo Santo Libro:

I miscredenti fra la Gente della Scrittura e gli associatori non cesseranno, finché non giunga loro la Prova Evidente (Corano XCVIII. Al-Bayyina, 1)

 

In verità i miscredenti fra la Gente della Scrittura e gli associatori saranno nel fuoco dell’Inferno, dove rimarranno in perpetuo. Di tutta la creazione essi sono i più abbietti (Corano XCVIII. Al-Bayyina, 6)

 

Muslim (che Allah abbia misericordia di lui) riportò nel suo Sahîh queste parole del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam): “Non vi è una persona di questa comunità, che sia giudea o cristiana, che intenda parlare di me e che muoia senza credere in me, che non sia nel numero della gente destinata all’Inferno”.

Da ciò deriva che ogni persona (musulmana) che non riconosca la miscredenza dei giudei e dei cristiani, è anch’essa miscredente (empia), conformemente alla regola che enuncia: “E’ miscredente colui che non accusa il miscredente di miscredenza”.

6. Considerando i fondamenti dogmatici e le verità religiose citate sopra, conviene far osservare che l’appello all’unione delle religioni, al riavvicinamento tra le diverse religioni e alla loro presentazione in una visione omogenea unificata è un tentativo della miscredenza che ha l’obiettivo di mescolare la verità e la menzogna, di sradicare l’Islâm silurando le sue basi, e di condurre i musulmani verso un’apostasia generale. Infatti, Allah (Gloria a Lui l’Altissimo) ha detto:

… Essi non smetteranno di combattervi fino a farvi allontanare dalla vostra religione… (Corano II. Al-Baqara, 217)

 

Vorrebbero che foste miscredenti come lo sono loro e allora sareste tutti uguali (Corano IV. An-Nisâ’, 89)

 

7. Come conseguenza di questa dottrina, l’abolizione delle frontiere tra l’Islâm e la miscredenza, tra il bene e il male, l’abolizione degli istinti di ripulsa tra musulmani e non musulmani; non vi sarà più al-walâ’ wa-l-barâ’ (alleanza tra i credenti e rinnegamento, sconfessione dei miscredenti) su base confessionale, non vi sarà più guerra o combattimento perché la Legge di Allah sia al di sopra di tutte le altre leggi, mentre Allah (Subhanahu waTa’ala) dice:

Combattete coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, fra la Gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati (Corano IX. At-Tawba, 29)

 

… Combattete tutti assieme i politeisti come essi vi combattono tutti assieme… (Corano IX. At-Tawba, 36)

 

8. Questo appello all’unione delle religioni, se proviene da un musulmano, è una testimonianza di apostasia, poiché essa va contro i fondamenti dogmatici dell’Islâm, poiché accetta la miscredenza in seno all’Islâm, rimette in causa le verità contenute nel Corano ed il fatto che esso abbia abrogato i Libri che l’hanno preceduto, e rigetta l’abrogazione da parte dell’Islâm di tutte le religioni e le leggi che l’hanno preceduto.

In virtù di tutto ciò, è un’idea inaccettabile religiosamente parlando, vietata sicuramente da tutti i testi autorevoli nell’Islâm, ossia il Sublime Corano, la Sunnah del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) ed il consenso di tutti i Sapienti dell’Islâm.

9. In virtù di tutto ciò che abbiamo detto:

a)     E’ formalmente vietato ad ogni musulmano che creda in Allah, nella religione musulmana e nel Profeta dell’Islâm (pace e benedizioni di Allah su di lui) di richiamare a questa dottrina peccaminosa, di incoraggiarla, di diffonderla tra i musulmani e a più forte ragione di accettarla, di assistere ai suoi congressi e conferenze, o di far parte delle sue istituzioni;

b)     Non è permesso ad un musulmano di pubblicare la Torâh, o il Vangelo, da soli. Che dire allora del fatto di pubblicarli con il Sublime Corano in uno stesso volume!? Colui che lo faccia o inviti a farlo è nello sviamento più totale, poiché raggruppa la vera Parola di Allah (il Corano) con ciò che è stato falsificato o nel migliore dei casi abrogato (tra i testi della Torâh e del Vangelo)

c)      Non è nemmeno permesso ad un musulmano di accettare l’idea di costruire nello stesso luogo una moschea, una chiesa e una sinagoga. Ciò equivarrebbe a riconoscere la possibilità per un individuo di essere sulla via di Allah (pur) scegliendo una religione diversa dall’Islâm, tra quelle che lo precedettero; riconoscenza che implicherebbe il fatto di non riconoscere all’Islâm il carattere di religione elevata al di sopra di tutte le religioni; implicherebbe il fatto di credere che le tre religioni siano idonee ad essere seguite come sentieri che conducono a Dio, che esse si trovino sullo stesso piano, che l’Islâm non abbia abrogato le religioni precedenti. Non vi è dubbio che tali credenze siano una miscredenza manifesta, poiché sono in contraddizione flagrante col Corano, con gli insegnamenti del Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui), così come col consenso di tutti i musulmani, e perché inducono a credere che il frutto delle manipolazioni che i giudei e i cristiani hanno operato sulle Scritture emani da Allah (SubhanaHu waTa’ala)!

E’ pure assolutamente vietato chiamare le chiese “case di Dio”, o di credere che gli adepti di questi luoghi osservino un culto ammesso da Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo), poiché non vi è altro culto al di fuori del culto dell’Islâm. Allah l’Altissimo dice:

Chi vuole una religione diversa dall’islâm, il suo culto non sarà accettato, e nell’altra vita sarà tra i perdenti (Corano III. Âl-’Imrân, 85)

Sono, al contrario, dei templi pagani. Preghiamo Allah Ta’ala di preservarci dal paganesimo e dai suoi adepti.

Ibn Taymiyyah (che Allah lo accolga nella Sua Misericordia) dichiarò: “Chiese e sinagoghe non sono le case di Allah. Solo le moschee sono le case di Allah. Esse sono al contrario dei luoghi in cui si dà prova di miscredenza, anche se accade che vi si invochi il nome di Dio. In effetti, i templi rispecchiano l’immagine dei loro fedeli. Siccome i loro fedeli sono miscredenti, allora si tratta di case di miscredenza” (Majmu’ al-Fatâwâ, 22/162)

10. Bisogna tuttavia sapere che l’invito di tutti i miscredenti in generale, e dei giudei e dei cristiani in particolare, all’Islâm, è un dovere fondamentale che incombe a tutti i musulmani, così come attestano i passaggi del Libro di Allah (SubhanaHu waTa’ala) e le parole del Suo Messaggero (sallAllahu ‘alayhi waSallam). Ma ciò non può avvenire se non esortando al sentiero di Allah, e mediante la discussione saggia, e non può in alcun caso essere fatto tramite delle concessioni consistenti nell’abbandonare qualche principio dell’Islâm. Una tale esortazione deve aver luogo per stabilire le prove contro tutti, affinché, una volta avute le prove, perisca colui che doveva perire e viva colui che doveva vivere. Allah (SWT) dice nel Sublime Corano:

Di’: “Oh Gente della Scrittura, addivenite ad una dichiarazione comune tra noi e voi: (e cioè) che non adoreremo altri che Allah, senza nulla associarGli, e che non prenderemo alcuni di noi come signori all’infuori di Allah”. Se poi volgono le spalle allora dite: “Testimoniate che noi siamo musulmani”(Corano III. Âl-’Imrân, 64)

Sicuramente se intrattenersi, stabilire delle discussioni e organizzare incontri con essi abbia per corollario il fatto di obbligarci a far loro delle concessioni, a permettere loro di raggiungere i loro obiettivi, a farci abbandonare i precetti dell’Islâm e i fondamenti della fede, allora questa è una cosa che né Allah (SubhanaHu waTa’ala), né il Suo Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) né i credenti possono ammettere. Preghiamo Allah l’Altissimo di preservarci dai loro stratagemmi. Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo) dice:

… Bada che non cerchino di allontanarti da una parte di quello che Allah ha fatto scendere su di te… (Corano V. Al-Mâ’ida, 49)

Il Comitato, decretando ciò che è stato appena citato e mostrandone i pericoli, fa appello a tutti i musulmani, e particolarmente a coloro che detengono la conoscenza, ad osservare i comandamenti di Allah Ta’ala con sincerità, a temerLo, a vegliare sul fatto che l’Islâm venga preservato e la sua dottrina protetta da tutti i tentativi miranti ad introdurvi idee che le sono estranee.

Il Comitato invita i musulmani a stare in guardia contro la miscredenza e i suoi adepti, e particolarmente contro questa dottrina traditrice dell’ “unione delle religioni”, così come li avverte di stare attenti a non soccombere ai suoi tranelli, e prega Allah (subhanaHu waTa’ala) di risparmiare ai musulmani il fatto di importare tali perfide credenze nei loro paesi.

Imploriamo Allah attraverso i Suoi Nomi meravigliosi e i Suoi Attributi sublimi di preservarci da ogni sviamento, di fare di noi delle guide illuminate e dei ferventi difensori della Sua Religione fino al momento in cui Egli ci chiamerà a Sé.

Il Comitato Permanente per le Ricerche Scientifiche e l’Elaborazione delle Fatâwâ.

 

Il presidente‘Abdul-’Azîz ibn ‘Abdillah ibn Bâz

Il vicepresidente‘Abdul-’Azîz ibn ‘Abdillah Ibn Muhammad Âl ash-Shaykh

 

MembroBakr ibn ‘Abdillah Abu Zayd

MembroSâlah ibn Fawzân Al-Fawzân

Fatwâ n° 19402 del 25 Muharram 1418 H. del “Comitato Permanente per le Ricerche Scientifiche e l’Elaborazione di Fatâwâ”. Tradotto dalla versione francese.

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