Le basi della Scienza degli ahadith

بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo


Ogni ricercatore avveduto puo’ constatare che le basi e i fondamenti essenziali della Scienza della Relazione e della Trasmissione delle informazioni tradizionali si trovano nel Libro Sublime e nella Tradizione Profetica (Sunnah).

Cosi’, nel Nobile Corano:

O credenti, se un malvagio vi reca una notizia, verificatela… (Corano XLIX. Al-Hujurat, 6)

In quanto alla Sunnah, possiamo cogliervi il dire del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam): “Allah è soddisfatto di un uomo che ci abbia sentito dire qualcosa, e l’abbia trasmessa cosi’ come l’ha sentita. poiché spesso puo’ accadere che colui cui la si trasmetta l’intenda meglio di colui che l’ha sentita” (riportato da at-Tirmidhi nel capitolo della scienza; classificato buono-valido sicuro/ hasan sahîh).

E in un’altra versione dell’hadîth: “…poiché spesso puo’ accadere che il latore di conoscenza religiosa trasmetta a chi è più sapiente di lui; e che, spesso, il latore di conoscenza religiosa non sia sapiente” (At-Tirmidhi l’ha classificato buono/hasan. L’hanno riportato anche Abû Dâwûd, Ibn Mâjah e Ahmad).

Cosi’, in questo nobile versetto e in questo illustre hadîth, figura il principio della verifica delle informazioni, come trattarle con vigilanza, comprenderle, e la precisione nella loro trasmissione ad altri.

A partire da questo ordine, proveniente da Allah l’Altissimo e dal Suo Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui), i Compagni (che Allah sia soddisfatto di loro) verificavano scrupolosamente la trasmissione dei fatti e la loro concordanza, soprattutto se dubitavano della sincerità del trasmettitore.

Da cio’, si presento’ la questione della catena dei trasmettitori, e la sua importanza riguardo l’accettazione dei fatti e il loro rifiuto.
Cosi’, nell’introduzione del Sahîh di Muslim, da Ibn Sîrîn, troviamo la sua affermazione seguente: “Prima, non ponevano domande sulla catena dei trasmettitori (isnâd), ma quando la prova corruttrice (fitnah) fece la sua comparsa, dissero: “Nominateci i vostri uomini (trasmettitori dell’informazione)”. Se si trattava di gente della Sunnah, il loro hadîth veniva accettato; se si trattava di gente dell’innovazione religiosa, allora non si prendeva in considerazione il loro hadîth”.

Inoltre, poiché l’informazione non poteva essere accettata se non dopo la conoscenza della sua catena di trasmissione, apparve allora la Scienza della Critica e dell’Approvazione (Jarh wa Ta’dîl) dei trasmettitori, la conoscenza delle catene continue o interrotte, dei difetti sottili.

Cosi’, si comincio’ ad emettere delle riserve su qualche trasmettitore, ma in piccola proporzione, poiché rari erano i narratori sconfessati in questi primi tempi.
Poi, i sapienti approfondirono questo dominio, al punto che si moltiplicarono le Scienze facenti riferimento all’hadîth e alla sua padronanza, come trasmetterlo e riportarlo, l’abrogante e l’abrogato, quello a carattere singolare, ecc.
Tuttavia, tutto cio’ veniva trattato oralmente dai Sapienti.
In seguito, la questione evolvette e le sue Scienze furono trascritte e registrate; nondimeno, cio’ si trovava disperso nei libri che trattavano anche altri argomenti, come il dogma, il diritto e la Scienza dell’hadîth, quali il Libro dell’Epistola (ar-Risâla) e il Libro Fondamentale (al-Umm) dell’Imâm ash-Shâfi’î.

Infine, quando le scienze pervennero a maturità, furono enunciate le regole e le definizioni e tutte le materie furono indipendenti le une dalle altre – e cio’ nel IV° secolo dell’Hijrah – i sapienti separarono allora la Scienza delle Norme e definizioni dell’hadîth (Mustalah) in opere indipendenti.

uno dei primi ad avere cosi’ consacrato un’opera in materia fu il giudice Abû Muhammad al-Hasan Ibn ‘Abd ar-Rahmân Ibn Khâlid ar-Râmahurmuzi, deceduto nell’anno 360 H., nel suo libro Al-Muhaddith al-fâsil bayn ar-Râwi wa-l-wâ’i (Il Conoscitore dell’hadîth discernente un trasmettitore definito da un ricevente riflessivo).

[…]

Critica e Approvazione dei relatori della Sunnah

Il relatore e le condizioni della sua approvazione

1 – Premessa

Poiché l’hadîth del Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) ci perviene attraverso i trasmettitori, costoro rappresentano l’elemento primo su cui riposa la conoscenza della sua validità o della sua inaccettabilità.

Per tale ragione, i sapienti del’hadîth si sono consacrati particolarmente allo studio dei relatori, e hanno posto – per la loro accettazione – delle condizioni precise e nettamente strutturate, indicanti il loro alto livello, la sagacità del loro pensiero e la qualità del loro metodo.

A queste condizioni che essi posero, riguardanti il trasmettitore, e le altre condizioni enunciate per la validità dell’hadîth e delle informazioni tradizionali, nessun’altra società è mai pervenuta, nemmeno nella nostra epoca contemporanea, che i suoi attori presentano come quella del metodo scientifico e della precisione.

In effetti, questi ultimi non pongono, a coloro che recano le informazioni, le condizioni emesse un tempo dai sapienti delle Norme dell’hadîth riguardanti i relatori. Peggio ancora, non pongono nemmeno qualcosa di inferiore a queste condizioni.

Infatti, per quanto riguarda un buon numero di informazioni diffuse dalle agenzie di stampa ufficiali, nessuno ne ha fiducia e non ci si basa sulla loro sincerità. Ciò, a causa dei loro trasmettitori ignoti. “Ma il male delle notizie non ha origine se non nei loro relatori”.

È così che, spesso, queste notizie si rivelano false qualche tempo dopo.

2 – Le condizioni di accettabilità del trasmettitore

Vi è unanimità, tra le sommità dell’hadîth e del Diritto, su due condizioni essenziali, che essi pongono, riguardanti il relatore. Esse sono:

a) La qualità di testimone onorabile (al-‘adâla):

Essi intendono, con ciò, che il trasmettitore deve essere: musulmano, pubere, dotato di ragione, privo di fattori di perversità, privo di ciò che fa diminuire l’onorabilità.

b) L’affidabilità (ad-dabt):

Essi intendono, con tale espressione, che il relatore: non debba essere in opposizione con i trasmettitori sicuri, non debba possedere una memoria deficiente, non commetta errori grossolani, non sia distratto, non abbia frequentemente delle false impressioni.

3 – Come è stabilita la qualita’ di testimone onorabile?

a) Per dichiarazione esplicita di coloro che sono abilitati a riconoscere tale qualità. Ossia quando uno o più sapienti della scienza dell’accettabilità dei trasmettitori la esplicitano.

b) Per l’ampiezza della notorietà e della reputazione. Dunque, colui la cui onorabilità testimoniale sia ben nota alla gente di scienza e il cui elogio sia diffuso, riempie questa condizione e non ha bisogno, dopo di ciò, che colui che sia abilitato ad attribuire la qualità di testimone onorabile la espliciti. Tale è il caso per esempio degli Imâm celebri come i quattro Imâm, i due Sufyân, al-Awzâ’i, e altri.

4 – Posizione di Ibn ‘Abd al-Barr nello stabilire la qualità di testimone onorabile

L’opinione di Ibn ‘Abd al-Barr è che per ogni relatore di scienze, noto per esservisi applicato, il suo stato integri la qualità di testimone onorabile, salvo nel caso in cui il suo deprezzamento appaia chiaramente.

Egli trae argomento dall’hadîth: “Questa scienza sarà portata ad ogni generazione che segue, dai suoi testimoni onorabili. Essi ne allontaneranno le trasformazioni di coloro che ne aggiungeranno, le pretese dei negatori e l’interpretazione degli ignoranti”.

(L’hanno riportato Ibn ‘Adi in “al-Kâmil” e altri. Al-‘Irâqi ha detto: “le sue vie di trasmissione sono tutte deboli. Nulla di ciò che ne è derivato è certo”. Alcuni sapienti l’hanno dichiarato “buono/hasan”, a causa del numero importante delle sue vie di trasmissione. Cfr. in dettaglio “at-Tadrîb”, vol. 1, pag. 302-303).

La sua opinione (di Ibn ‘Abd al-Barr), esposta innanzi, non è assolutamente condivisa dai sapienti, poiché l’hadîth in questione non è valido. E anche se supponessimo la sua validità, il suo significato sarebbe “che porta questa scienza ad ogni generazione che succeda, i suoi testimoni onorabili”. Lo prova il fatto che vi sia della gente che possiede questa scienza, senza tuttavia essere onorabile.

5 – Come conoscere l’affidabilità del trasmettitore?

Si riconosce l’affidabilità del relatore tramite la sua concordanza con i trasmettitori sicuri, dotati di precisione nella relazione dell’informazione tradizionale. Dunque, se egli concorda generalmente con loro nella relazione, è considerato come affidabile, e se diverge da loro qualche rara volta, ciò non nuoce. Se diverge frequentemente da loro, allora la sua affidabilità ne è indebolita, e non costituisce una referenza d’argomentazione.

6 – La critica e l’approvazione sono accettabili senza precisione?

a) Per quanto riguarda l’approvazione, essa è riconosciuta senza che se ne debbano citare le cause. Poiché i fattori che la determinano sono, per la loro moltitudine, difficili da enumerare. Perciò, bisognerebbe in effetti che il certificatore dell’approvazione dicesse, per esempio: “Non ha fatto la tal cosa, non ha commesso la tale azione”, oppure che dicesse: “Fa questo, e questo…” e così di seguito.

b) In quanto alla critica, essa non è accettata a meno che non venga spiegata. Citare questa critica non pone in effetti alcuna difficoltà; inoltre le persone divergono sui fattori che conducono alla critica.

Così, può essere che uno di essi avanzi una critica che non costituisce un fattore svalutante.

Ibn as-Salâh ha detto: “E ciò è ben apparente e stabilito nel Diritto (Fiqh) e nei suoi Fondamenti (Usûl). Al-Khatîb l’erudito ha così notato che questa era la posizione degli Imâm tra gli eruditi dell’hadîth e dei suoi uomini di precisione, come al-Bukhârî, Muslim e altri. Per questo motivo, al-Bukhârî ha tratto argomento da un certo numero di trasmettitori, soggetti alla critica avanzata in precedenza da altri che lui, come ‘Ikrima e ‘Amr Ibn Marzûq. E Muslim ha tratto argomento da Suwayd ibn Sa’îd e altre persone, reputate per essere state nettamente criticate. E Abû Dâwûd fece lo stesso. Ciò dimostra perfettamente che essi adottarono la posizione secondo la quale la critica non è confermata se non quando il fattore che vi ha condotto venga spiegato” (Ulûm al-hadîth, pag. 96, leggermente riassunto).

7 – La critica e l’approvazione possono essere stabilite da una sola persona?

a) La posizione giusta vuole che la critica e l’approvazione siano stabilite a partire da una sola persona

b) È stato sostenuto anche che sia necessario riunirne due.

8 – Congiunzione della critica e dell’approvazione in un solo relatore

Quando, in un solo trasmettitore, si trovino riunite critica e approvazione:

a) Per principio, si fa prevalere la critica, se essa è precisata.

b) È stato sostenuto anche che, quando il numero di coloro che approvano è maggiore di quelli che criticano, allora l’approvazione prevalga. Questa posizione, in effetti, è debole e non è presa in considerazione.

9 – Carattere giuridico della relazione del testimone onorabile che riporti da una persona qualunque

a) Secondo la maggior parte dei sapienti, la relazione del trasmettitore testimone onorabile (‘adl), da una persona qualunque, non è considerata come una certificazione di approvazione per questa persona. Questa è la posizione esatta. È stato anche sostenuto che essa costituisca un’approvazione.

b) In quanto alla pratica del sapiente e alla sua decisione giuridica concordante con un hadîth, esse non conferiscono all’hadîth un carattere valido.

Allo stesso modo, la sua attitudine in opposizione ad esso (l’hadîth) non comporta un deprezzamento in quanto alla sua validità (dell’hadîth) o a quella dei suoi trasmettitori.

Ma è stato anche sostenuto che ciò costituisse una certificazione di validità, ed è la posizione giudicata giusta da al-Amidi e altri sapienti tra quelli dei Fondamenti del Diritto (Usûl sl-Fiqh).

Vi sono su tale questione lunghi trattati.

10 – Carattere giuridico di chi si sia pentito dopo perversione

a) La relazione di colui che si sia pentito dopo la perversione è accettata

b) Non è accettata la relazione del pentito che abbia in precedenza praticato la menzogna sull’hadîth del Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam).

11 – Carattere giuridico della relazione di colui che precepisca una remunerazione trasmettendo degli ahâdîth

a) La sua relazione non è accettata secondo alcuni, come Ahmad, Ishâq e Abû Hâtim

b) È accettabile secondo altri, come Abû Na’îm al-Fadl ibn Dukayn.

c) Abû Ishâq ash-Shizâri ha emesso un responso giuridico (fatwâ) a favore di colui che non possa sovvenire ai bisogni della sua famiglia, essendo occupato a trasmettere l’hadîth: gli è permesso percepire questa remunerazione.

12 – Carattere giuridico della relazione di chi sia noto per la mancanza di rigore, per la ripetizione meccanica delle parole o per la frequente distrazione

a) La relazione di colui che sia noto per essere negligente nella sua audizione o nella sua locuzione, come colui cui sia indifferente sonnecchiare nel corso dell’audizione, o che sia venuto a sapere ciò che dice da una fonte incerta, non è accettata.

b) Non è accettata la relazione di colui che sia noto per praticare indifferentemente la ripetizione automatica delle parole dell’hadîth. Come nel caso in cui gli si compitino delle parole e in seguito egli le enunci senza riconoscere che si tratta della sua stessa espressione.

c) Non è accettata la relazione di colui che sia noto per la frequente distrazione quando riporti l’informazione tradizionale.

13 – Carattere giuridico della relazione di chi si sia occupato della trasmissione dell’hadîth, e in seguito abbia dimenticato

a) Definizione di colui che abbia trasmesso l’hadîth e poi abbia dimenticato:

È il fatto, per lo shaykh (insegnante), di non ricordarsi la relazione che il suo allievo ha riportato da lui.

b) Carattere della relazione:

1. L’inaccettabilità, se lo nega categoricamente, come il fatto che dica: “Non l’ho riportato”, o “Egli mente sul mio conto”, o altre espressioni simili

2. L’accettabilità, se, negandolo, avanza qualche dubbio, come: “Non ne ho conoscenza”, o “Non me ne ricordo”, e altre espressioni simili.

c) Il rifiuto dell’hadîth costituisce un deprezzamento per uno dei due?

Il rifiuto dell’hadîth non  è un deprezzamento per alcuno dei due, poiché nessuno dei due è più soggetto al deprezzamento dell’altro.

d) Esempio:

ciò che hanno riportato Abû Dâwûd, at-Tirmîdhi e Ibn Mâjah dalla relazione di Rabî’a Ibn Abû ‘Abd ar-Rahmân, da Suhayl bn Abû Sâlah, da suo padre, da Abû Hurayra, che “Il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) ha deciso, in giudizio, del giuramento con il testimone”. ‘Abd al-‘Azîz Ibn Muhammad ad-Darâwardi ha dichiarato: “Rabî’a Ibn Abû ‘Abd ar-Rahmân mi ha riferito ciò da Suhayl. Poi, incontrai Suhayl e l’interrogai a questo proposito. Non ne era a conoscenza. Allora, gli disse: “Rabî’a mi ha riferito così, da te, in questi termini”. Suhayl, dopo di ciò, disse: “ ‘Abd al-‘Azîz, da Rabî’a, mi ha riferito, da me, che io gli riferii da Abû Hurayra (radiAllahu ‘anhu), elevato fino al Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), queste parole…”

e) Opere rinomate in materia:

Il libro “Akhbâr man hadatha wa nazm” (La relazione di informazioni tradizionali di chi ha trasmesso, poi ha dimenticato), di al-Khatîb.

[…]

Panoramica generale sui libri di critica e d’approvazione dei trasmettitori

I sapienti si sono assunti il compito di redigere delle opere precisanti l’onorabilità dei relatori e la loro affidabilità, poiché la decisione riguardante l’hadîth, la sua validità o la sua debolezza, è stabilita a partire da determinati elementi, tra cui la qualità di testimone onorabile e l’affidabilità dei trasmettitori, o la svalutazione d’onorabilità ed affidabilità.

Ciò è stabilito dalle sommità, i certificatori di approvazione più noti. Tale scienza è chiamata l’Approvazione (at-ta’dîl).

Vi sono anche, in questi libri, delle precisazioni riguardanti le svalutazioni avanzate a proposito dela qualità di testimone onorabile di alcuni relatori, o sulla loro affidabilità e la loro memoria.

Ciò è stato trasmesso dalle sommità, l’obiettività delle quali è una costante.

Tale scienza è denominata la Critica (al-Jarh). Per tale motivo questi libri sono designati come “opere di Critica e di Approvazione”.

Questi libri sono molto numerosi e varii. Tra essi, vi sono quelli consacrati ai trasmettitori sicuri, altri espongono quelli deboli e quelli sottoposti alla critica. Altri ancora espongono sia i relatori sicuri che quelli deboli.

D’altra parte, alcuni di questi libri trattano globalmente dei relatori dell’hadîth, indipendentemente dal loro ricollegamento ad uno o più libri particolari di hadîth.

Altri, al contrario, riguardano in particolare la descrizione dei trasmettitori di uno o più libri riunenti gi ahâdîth.

Il lavoro dei sapienti della Critica e dell’Approvazione dei trasmettitori, nella redazione di queste opere, è un lavoro considerevole, essenziale e prodigioso. Così, hanno prima di tutto stimato rigorosamente la descrizione dell’insieme dei relatori dell’hadîth, in quanto alla critica e all’approvazione che sono loro propri.

Poi, il loro studio si è esteso a coloro che hanno trasmesso loro, e a coloro che da essi hanno ricevuto la trasmissione; dove hanno viaggiato, quando hanno incontrato i tali insegnanti, e altre informazioni ancora, precisanti l’epoca in cui vissero.

Così, mai una societa’ aveva conosciuto un tale procedimento, intrapreso da questi sapienti. Inoltre, le  società civili nel mondo contemporaneo non si sono nemmeno avvicinate a ciò che hanno prodotto i sapienti dell’hadîth, questi immensi dizionari analizzanti gli uomini trasmettitori dell’hadîth.

Hanno così preservato, col passare del tempo, l’intera conoscenza sui trasmettitori e latori dell’hadîth.

Che Allah li ricompensi enormemente, come prova della nostra riconoscenza.

Ecco presentati, di seguito, alcuni titoli di queste opere:

1 – “At-Târîkh al-Kabîr” (Il Grande Storico), di al-Bukhârî. Opera complessiva sui trasmettitori sicuri e deboli.

2 – “Al-Jarh wa-t-ta’dîl” (La Critica e l’Approvazione) di Ibn Abû Hâtim. È, anch’essa, un’opera complessiva sui trasmettitori sicuri e deboli. Somiglia alla precedente.

3 – “Ath-Thiqât” (I Trasmettitori sicuri) di Ibn Hibbân. Opera specializzata nei relatori sicuri.

4 – “Al-Kâmil fi-d-du’afâ” (Il Completo sui trasmettitori deboli), di Ibn ‘Ady. Tratta in particolare dei trasmettitori deboli, così come indica il titolo.

5 – “Al-Kâmil fî asmâ’ ar-rijâl” (Il Compendio sui nomi dei trasmettitori), di ‘Abd al-Ghani al-Maqdisi. Opera complessiva, col particolare che tratta specialmente dei trasmettitori relativi ai “Sei libri”.

6 – “Mîzân al-i’tidâl” (La bilancia della qualifica di onorabilità) di Adh-Dhahabi. Opera specializzata nei trasmettitori deboli e trascurati (cioè ogni trasmettitore riguardo al quale sia stata avanzata una critica svalutativa, anche se la critica sia stata poi rigettata).

7 – “Tahdhîb at-Tahdhîb” (Il risultato della sintesi), di Ibn Hajar. È considerato come uno dei compendi e una delle sintesi di “al-Kâmil fî asmâ’ ar-rijâl”.

[…]

I livelli della critica e dell’approvazione

Ibn Abû Hâtim, nell’introduzione al suo libro “Al-Jarh wa-t-Ta’dîl” (La Critica e l’Approvazione), ha diviso i gradi della critica e dell’approvazione in quattro livelli, indicando per ciascuno il suo effetto giuridico.
I sapienti hanno in seguito aggiunto a questi livelli, sia per quanto riguarda la critica quanto per l’approvazione, due altri gradi, giungendo così a sei livelli per ciascuna delle categorie: la Critica e l’Approvazione dei trasmettitori.

Ecco, con la loro designazione, questi livelli:

1 – I livelli dell’Approvazione e la loro designazione
a) Ciò che indica un superlativo nella certificazione di approvazione, o ciò che è costruito sulla forma “af-‘ala”. È il più alto grado. Per esempio: “Il Tale ha raggiunto il livello massimo della precisione”, oppure: “Il Tale è la più precisa delle persone”.
b) Poi, viene ciò che è confermato da una o due qualità rispondenti alla certificazione di sicurezza, come “trasmettitore sicuro, sicuro” (thiqa thiqa), o “trasmettitore sicuro, preciso” (thiqa thabt).
c) Di seguito, ciò che è espresso da una qualità indicante la certificazione di sicurezza, senza essere reiterata, come “trasmettitore sicuro” (thiqa) o “referenza d’argomentazione” (hujja).
d) Poi, viene ciò che indica la certificazione di onorabilità, senza esplicitarla nei termini di affidabilità, come “può essere creduto” (sadûq) o “la sua condizione è la sincerità” (mahallul as-sidq) oppure “non presenta del male” (lâ ba’s bihi), quando questa espressione è utilizzata da altri che Ibn Ma’în. Infatti, quando l’espressione “non presenta del male” è utilizzata da Ibn Ma’în a proposito di un relatore, egli intende dire che si tratta di un trasmettitore sicuro.
e) Dopo, ciò che non indica né l’approvazione né la critica svalutativa, come “Il Tale è un insegnante” (shaykh), o “la gente ha riportato da lui”.
f) Ciò che esprime l’avvicinamento alla critica, come “Il Tale è idoneo alla trasmissione dell’hadîth”, o “la sua trasmissione dell’hadîth è trascritta”.

2 – Caratteristiche giuridiche di questi livelli
a) Per ciò che riguarda i tre primi livelli, si trae referenza da colui che è così designato, anche se alcuni hanno, in effetti, maggior forza probante di altri.
b) In quanto al 4° e al 5° livello, non si trae (immediatamente) referenza da colui che è così qualificato; semplicemente, si scrive il suo hadîth, poi lo si esamina , restando inteso che quelli del 5° livello sono inferiori a quelli del 4°.
c) Per ciò che concerne il 6° livello, non si trae argomento da colui che sia così designato. Semplicemente, il suo hadîth è trascritto, non per esaminarlo, ma per trarne una lezione, ossia per chiarire il suo stato in quanto alla mancanza di affidabilità.

3 – I livelli di critica svalutativa e i loro termini
a) ciò che indica la mancanza di rigore (e che costituisce la critica più duttile), come “Il Tale manca di rigore nel’hadîth”, o “vi è da ridire su di lui”.
b) Poi, colui di chi è detto chiaramente che non ci si basa su di lui, o altro termine analogo.
Come “Dal Tale, non si trae argomento”, o “Trasmettitore debole”, o “si notano da parte sua degli ahadîth disapprovati”.
c) Dopo, colui di cui è detto chiaramente che non si trascrive il suo hadîth, o un altro termine che vi somigli. Ad esempio: “Del Tale, non si trascrive l’hadîth”, o “Non è lecito riportare dal Tale”, o “debolissimo”, o “divaga completamente”.
d) Poi, colui che è colpito da un’accusa di menzogna, o qualcosa di simile. Per esempio: “Il Tale è accusato di menzogna”, o “accusato di invenzione di hadîth”, o “ruba l’hadîth”, o “svalutato”, o “abbandonato”, o “non è sicuro”.
e) In seguito, ciò che indica il suo carattere di mentitore o altro termine ad esso somigliante, come “mentitore”, imbroglione”, o “fabbricatore”, o “egli mente”, o “egli inventa”.
f) Poi, ciò che indica il superlativo della menzogna. È il livello più infimo. Come “Il Tale è la più bugiarda delle persone”, o “raggiunge il sommo della menzogna”, o “è un pilastro della menzogna”.

4 – Carattere giuridico di questi livelli
a) Per ciò che riguarda coloro che appartengono ai due primi livelli, certamente non si trae argomento dal loro hadîth. Tuttavia, il loro hadîth è trascritto per trarne una lezione, anche se, tuttavia, quelli del secondo livello sono inferiori a quelli del primo.
b) In quanto a coloro che appartengono agli ultimi quattro livelli, il loro hadîth non è né preso come argomento, né trascritto, né costituisce una lezione da trarne

tratto da:

“Compendio delle Scienze dell’hadîth”
di Mahmûd at-Tahhan

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