Zahra


Zahra è cresciuta nei vicoli di Rabat, quando per digiunare non serviva aspettare il mese sacro del Ramadan, perché a quei tempi il digiuno era forzato e i crampi allo stomaco erano più reali che rituali.

E dare in sposa una figlia poteva voler dire salvarla dagli stenti. Così è cresciuta Zahra, prima di sposare Muhammad, quello che un giorno sarebbe diventato il padre dei suoi figli, un compagno affettuoso e un padre meraviglioso, Alhamdulillah.

Muhammad era già sposato da un po’ di anni, durante i quali aveva tanto pregato Allah Ta’ala, perché gli donasse la gioia di diventare padre. Era passato molto tempo, prima di scoprire che il problema fisico era della moglie, Fatima, ma non volendo farglielo pesare glielo aveva tenuto nascosto, continuando ad avere cura di lei, trattandola con amore e circondandola di tenere attenzioni, vigile ad ogni suo bisogno…

Poi arrivò il giorno in cui Fatima scoprì di essere lei a non potergli donare un figlio. E scoprì che il marito, per non farla soffrire, in tutti quegli anni glielo aveva tenuto nascosto senza farglielo minimamente pesare.

Fu così che un giorno, col cuore in mano, Fatima si confidò a suo marito, chiedendogli di sposare un’altra donna, che potesse dargli dei bambini… Muhammad per anni rifiutò, finché giunsero all’accordo di accogliere una nuova sposa nella loro casa, a patto che fosse Fatima a sceglierla.

Fu così che Zahra, dieci anni più giovane di Muhammad, divenne la sua sposa e la madre dei suoi figli, due maschi e due femmine che riempirono di gioia la loro casa.

Zahra voleva molto bene alla sua co-sposa, e questo affetto era pienamente ricambiato. I bambini sono stati cresciuti da entrambe le “mamme”; quando piangevano e non c’era abbastanza latte per sfamarli, nell’attesa Zahra li affidava a Fatima, che pur non avendo latte li attaccava al suo seno, così da far sentire loro il calore materno, per farli addormentare, masha Allah…

Crebbero così tutti e quattro, circondati dall’affetto e dalle cure di due madri affettuose e di un padre dolcissimo che grazie ad Allah non fece mai mancare loro nulla, Alhamdulillah…

Adesso sono una donna adulta, madre a mia volta di due figli affettuosi, e quando torno a Rabat a trovare mia madre Zahra, mi sdraio ancora ai suoi piedi per farmi accarezzare i capelli, e mentre parliamo fissiamo l’angolo dove mio padre e la mia seconda mamma erano soliti pregare, e raccontiamo di loro ai loro nipoti, ed ogni episodio sarà per loro un tenero ricordo da tramandare a chi verrà dopo di loro, inshallah…

È questa la misericordia che Allah Ta’ala ha posto nel cuore delle donne più pie. Che Allah ci guidi sempre sulla retta via e ci conceda di seguire il loro esempio, amin!

wa-s-salâm,

‘Aisha

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