Spunta il burqa fra ebree ultra-osservanti

L’agenzia ANSA lo scorso 9 Febbraio ha diffuso la seguente notizia:

Nel comune di Beit Shemesh donne coperte dalla testa ai piedi da burqa neri: sono adepte d’una setta ebraica ultrà che accompagnano le figlie a scuola

GERUSALEMME – I talebani sono arrivati alle porte di Gerusalemme. Ogni mattina i residenti del comune di Beit Shemesh vedono arrivare donne coperte dalla testa ai piedi da burqa neri, ma l’Islam stavolta non c’entra nulla: sono adepte d’una setta ebraica ultrà, che accompagnano le figlie a scuola. E anche le bambine indossano cappe scure, con i volti rigorosamente coperti. La stampa laica s’inquieta e ne parla come di “ebree talebane”. La loro è una forma estrema di religiosità, che in Israele ha iniziato a prendere piede nel 2006 e oggi conta già svariate centinaia di fedeli in giro per il Paese. Riconoscerle in mezzo alla folla è facile: sono figlie di un’interpretazione radicale del precetto ebraico dello ‘tzniut’, che impone alle donne modestia nel vestire al fine di non attirare gli sguardi e la concupiscenza maschili. Piedi e testa coperti, maniche che arrivano al gomito, gonne al ginocchio: le donne ‘harediot’, letteralmente “timorate”, vestono tutte così e sono centinaia di migliaia, in crescita costante nel Paese del sionismo. Ma le ‘talebane’ si spingono oltre, non mostrano nemmeno un centimetro di pelle. “Un uomo che vede parti del corpo femminile – spiegano – viene stimolato sessualmente, e questo lo porta a peccare. Il nostro abito salva noi, e salva gli uomini da se stessi”. In questa logica, anche le bambine devono essere velate: “Certi uomini le guardano come oggetti sessuali – argomentano le mamme in nero – e poi i valori veri devono essere insegnati fin dalla più tenera età”. La vista delle piccole infagottate in metri di stoffa ha fatto sollevare più di un sopracciglio.

Il Consiglio nazionale per l’Infanzia ha chiesto al ministero del Welfare d’indagare, anche perché le bambine vengono indottrinate in scuole a parte, gestite dalle loro madri. E nessuno vigila sui metodi impiegati in questi appartamenti riconvertiti in classi, né sul programma didattico. Nemmeno la comunità ultra-ortodossa tradizionale apprezza questo zelo, se non altro perché molti affiliati della setta sono neofiti che hanno riabbracciato la fede dei padri solo di recente. “Sono gli ultimi arrivati e osano dire che le nostre donne non sono abbastanza modeste”, s’adontano gli ‘haredim’ di più antico lignaggio.

Le ‘talebane’, però, ribattono serafiche: “Sono loro che sbagliano, loro e le loro donne”. Il dibattito ferve e investe, oltre il rispetto della ‘halacha”, la legge religiosa, il tema più generale dell’indentità ebraica. Un tema che, per curiosa coincidenza, in questi giorni ha fatto capolino pure alla Knesset, il parlamento d’Israele. Dove proprio ieri si è celebrata, in un’atmosfera non priva di contrasti tra partiti di destra e rappresentanti della minoranza araba, la prima ‘Giornata dell’identità ebraicà. In sostanza, deputati e deputate hanno discusso di come preservare le radici etnico-religiose fra le giovani generazioni. E da esponenti dell’ala dura del Likud, il partito del premier Benyamin Netanyahu, è arrivata una risposta chiara: scoraggiare in tutti i modi i matrimoni misti, in particolare con gli arabi, come ha ammonito con foga la ‘pasionaria’ nazionalista Tzipi Hotovely. Indicando una soluzione che le ha attirato inevitabilmente accuse di razzismo – oltre che di “attentato alla democrazia israeliana” – all’interno dell’aula come sui giornali. E le polemiche, anche qui, appaiono lontane dal placarsi.

Nei testi religiosi ebraici, per quanto mi consta, non è minuziosamente descritto il corretto abito femminile, ma sicuramente qualsiasi tipo di velo, compresi quelli islamicamente noti come niqāb e burqa, corrisponde al principio di modestia e umiltà che l’ebraismo raccomanda

Rilevata anche in questo caso la solita becera, sciocca e disonesta islamofobia dei mezzi di comunicazione (le donne suddette sono chiamate “talebane”: sappiano che per noi musulmani tale sostantivo è un complimento), possiamo domandarci: questa vicenda può avere effetti sui musulmani che vivono in Europa? Io credo di sí, e inoltre spero che arrivino in Europa, perciocché ciò gioverebbe a noi musulmani.

Mi spiego: i paesi occidentali sono tanto asserviti ai sionisti da non avere il coraggio di contraddire gli ebrei in nessuna maniera, cosicché, se il velo integrale fosse usato da donne ebree e difeso dalle comunità israelitiche, nessun governo oserebbe proibirlo. Propongo un confronto con altre due usi comuni ad islamismo ed ebraismo.

La circoncisione è praticata dagli ebrei, dunque nessuno vuole vietarla, e la si difende anche con ragioni mediche[1]; quando però ne parlano i musulmani, la gente comune, se non si sa di offendere anche gli ebrei, la definisce “mutilazione genitale” e la paragona all’infibulazione femminile.

Ancor piú evidentemente la macellazione islamica è sgradita all’Occidente, in questo caso nel suo aspetto ipocritamente animalista, ed è capitato piú volte di ascoltare da ispettori e veterinarî frasi di tal fatta: “Lo sgozzamento è proibito dalla legge”. Di conseguenza, quando si sbatte sotto i loro occhî la legge, che consente tale macellazione per motivi religiosi, costoro devono ritirarsi a capo chino: tale legge è stata decisa per rispettare le esigenze degli ebrei, non certo per fare un favore ai musulmani, i quali invece continuano ad essere accusati di crudeltà in occasione della Festa del Sacrificio.

Forse soltanto la Francia, nel suo nazionalismo fanaticamente laicista, potrebbe insistere nel pretendere la proibizione del velo, se si considera che, pur di danneggiare le odiate donne musulmane e l’islamismo tutto, ha già varato norme che, come quella sugli indumenti scolastici, offende o infastidisce anche cristiani ed ebrei.

A proposito di cristiani, ricordiamo anche la posizione della massima autorità del cristianismo cattolico. Il papa si è espresso in questi termini: “Per quanto riguarda il burqa, non vedo ragione di una proibizione generalizzata. Si dice che alcune donne non lo portino volontariamente ma che in realtà sia una sorta di violenza imposta loro. È chiaro che con questo non si può essere d’accordo. Se però volessero indossarlo volontariamente, non vedo perché glielo[2] si debba impedire” (suL’Osservatore Romano, “Esce il 23 Novembre il libro con l’intervista concessa da Benedetto XVI a Peter Seeweld”. Moschee e burqa, 21 Novembre 2010). Osserviamo ancora una volta che, rispetto a certe forme di laicismo, è meglio tenersi la vecchia Chiesa cattolica.

La presenza del Vaticano è utile infatti anche ai musulmani che vivono in Italia: per esempio le donne musulmane possono esibire documenti nei quali sono velate, giacché ciò è già permesso dalla legge alle suore. Se non fosse una prassi prescritta dalla Chiesa, possiamo forse credere che non si cercherebbe d’impedire alle donne musulmane di essere velate nella carta d’identità e nel passaporto?

Il velo, pur nella sua semplice forma di fazzoletto che copre tutti i capelli e le orecchie lasciando scoperta la faccia, è divenuto ormai il simbolo della psicosi collettiva di una gran parte dell’Occidente, sempre piú impaurito, privo d’identità e desideroso di trovare un nemico, la cui esistenza sia psicologicamente rassicurante. Come commentare la castroneria pronunziata dalla cancelliera Merkel: “Il velo è contro le radici giudaico-cristiane dell’Europa?[3]; detta da una democristiana, fa inorridire finanche il papa!

Basta ricordare colui che fu l’autentico fondatore del cristianismo, Paolo di Tarso, il quale nella Prima Lettera ai Corinzî (XI, 1-16) rimarcò l’importanza del velo, con toni piuttosto severi; l’apologeta Tertulliano, vissuto tra il II e il III secolo, all’argomento dedicò addirittura un libro, De virginibus velandis, titolo traducibile con “Sulla necessità che le giovani donne portino il velo”. Il velo è sempre stato un simbolo cristiano, e l’hanno indossato non soltanto le monache, per le quali è stato ritenuto obbligatorio, ma anche le donne laiche.

Che dire insomma? Diciamo una parola a queste pudiche donne ebree: conoscendo elleno una teologia monoteista, non perdano piú tempo con una falsa religione che s’è tramutata in un infondato culto etnico, abbraccino l’Islam e si facciano musulmane. Allah (gloria a Lui l’Altissimo) provvederà a loro.

Riguardo al velo integrale, è bene rammentare la regola: non basta il niqāb per essere brave musulmane, ma tutte le migliori musulmane lo portano.

Abdullah Nur as-Sardani


[1] “La circoncisione … in linea generale è consigliabile come misura igienica, in quanto consente una piú agevole pulizia. Si ritiene poi un’ottima misura profilattica contro lo sviluppo del cancro del pene; tale malattia si verifica infatti raramente nei maschi circoncisi … Alcuni studiosi sostengono la teoria, che sembra confermata da recenti statistiche, secondo la quale certe sostanze presenti nella plica del prepuzio possono provocare irritazioni a contatto con la cervice … i casi di cancro della cervice sono piú rari tra le donne sposate con uomini circoncisi” (Enciclopedia medica Garzanti, 1975, volume I, pagina 275).

[2] Ho citato la dichiarazione cosí com’è nel giornale, ma ricordo che in italiano è piú corretto scrivere glie lo, parimenti a me lote lo eccetera.

[3] Si noti che il riferimento ai giudei nella formula succitata è un’ulteriore calata di brache davanti ai sionisti. Difendere ad oltranza lo stato sionista contro ogni evidenza: ciò è il primo requisito che un buon politico europeo deve possedere.

As-salamu 'alaykum waRahmatullahi waBarakatuHu. Benvenuto/a su questo blog. I commenti costruttivi saranno visibili appena il gestore del blog li avra' approvati inshaa Allah.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...