Perché il tuo Signore sia Allah, bisogna che tu viva per Allah e che tu muoia per la religione di Allah – “I tre princìpi” spiegati da shaykh Maqdissi (che Allah lo protegga)


بسم الله الرحمن الرحيم

Passò in rivista gli uccelli e disse: “Perché mai non vedo l’upupa? È forse tra gli assenti? Le infliggerò un severo castigo, o la sgozzerò, a meno che non adduca una valida scusa”. Ma non tardò ancora per molto. Disse: “Ho appreso qualcosa che tu non conosci: ti porto notizie certe sui Sabâ: ho scoperto che una donna è loro regina, che è provvista di ogni bene e che possiede un trono magnifico. L’ho scorta prosternarsi, insieme col suo popolo, davanti al sole invece che ad Allah. Satana ha reso belle le loro azioni agli occhi loro, li ha sviati dalla retta via e non hanno guida alcuna. Perché mai non si prosternano dinanzi ad Allah, Che svela ciò che è nascosto nei cieli e sulla terra e che conosce quel che celate e quel che palesate? Allah! Non c’è dio all’infuori di Lui, il Signore del Trono immenso” (Corano XXVII. An-Naml, 20-26)

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, Colui Che dona misericordia

Produzione mediatica At-Tawhîd (l’Unicità)

E la nostra Unicità (Tawhîd) è l’orgoglio dei credenti

vi presenta

I tre princìpi fondamentali

di sua eccellenza, lo shaykh

Abu Muhammad al-Maqdissi (che Allah lo protegga)

La lode spetta ad Allah, Colui che dichiara:

Ogni anima gusterà la morte, ma riceverete le vostre mercedi solo nel Giorno della Resurrezione. Chi sarà allontanato dal Fuoco e introdotto nel Paradiso, sarà certamente uno dei beati, poiché la vita terrena non è che ingannevole godimento (Corano III. Âl-‘Imrân, 185)

E che le Benedizioni e la Pace siano sul migliore dei Profeti e dei Messggeri, che ha detto: “Tre cose seguiranno il defunto: i suoi cari, i suoi beni e le sue opere. Due di esse torneranno indietro [dopo averlo sepolto] e non ne resterà che una. I suoi cari e i suoi beni torneranno, e non resteranno che le sue azioni”.

Ed ecco, miei cari fratelli, il richiamo dell’ultima dimora. Questa è la stazione del ricordo delle sue azioni e della sua preparazione a questo giorno.

Il defunto è interrogato su tre cose.

È ciò che i nostri sapienti chiamano “i tre princìpi fondamentali”.

Egli è interrogato, messo alla prova ed esaminato.

Il beato è colui che è consolidato e guidato alla risposta adeguata e corretta, e lo sventurato è colui che è turbato e sviato dalla risposta appropriata.

Sappiate dunque, fratelli miei, sappiate – che Allah vi benedica –  che la conformità e il consolidamento in quanto alla risposta esatta non risiedono nella memorizzazione, poiché molti miscredenti sentono parlare di questa conoscenza e molti apostati che si affiliano all’Islam la conoscono.

E molti di coloro che combattono la Religione conoscono queste affermazioni.

Ma la conformità e il consolidamento a proposito della risposta esatta e del divenire dei beati risiedono nel fatto che tu sia vissuto per queste tre cose.

Queste cose consistono nel fatto che sarai interrogato a proposito della tua religione, del tuo Profeta e del tuo Signore.

La prima domanda sarà: “Chi è il tuo Signore?”. E ciascuno di noi sa che il nostro Signore è Allah.

E ciascuno di noi risponderebbe correttamente se fosse interrogato nella vita di quaggiù. Ma sarà davvero consolidato in questa fossa?

Sarà forse consolidato, in modo tale da pronunciare questa risposta corretta che ci appare ora così facile e banale, nonostante abbia trascorso tutta la sua vita senza sottomettersi ad Allah?

Sarà forse consolidato, nonostante ascolti l’insulto proferito contro Allah, la denigrazione della religione di Allah e sia testimone dell’ostilità contro Allah e il Suo Messaggero, comportandosi tuttavia come un ribelle, senza alzarsi in difesa della Legislazione di Allah, e in definitiva della sua religione?

Potrà mai essere consolidato su una tale risposta, nonostante abbia vissuto la sua vita e sia morto senza aver compiuto nemmeno una preghiera né essersi inclinato o prosternato una sola volta?

E senza che sul suo viso traspaia l’irritazione per amore di Allah, senza che il suo cuore sia scosso per tutte le azioni illecite che sono perpetrate notte e giorno?

Sarà forse consolidato, per poter dire: “Il mio Signore è Allah”?

Perché il tuo Signore sia veramente Allah, bisognerebbe che tu ti corrucciassi per Allah più di quanto ti irriti per te stesso, la tua famiglia, i tuoi figli, tua moglie o i tuoi genitori.

Ora… Uno di noi, anzi molte persone – che Allah ci protegga dal farne parte – molte persone il cui padre è insultato, la cui madre è ingiuriata, impallidiscono e montano in collera, trovandosi in uno stato indescrivibile.

Ma cosa accade quando questa stessa persona sente un’offesa nei confronti di Allah, il denigramento della Religione, la beffa contro il Messaggero? Mai, ci si deve prendere gioco della religione del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam). E il suo viso non cambia colore.

Ma egli trascorre questa vita mondana nella distrazione e nel divertimento.

Colui che sia descritto in questo esempio non può essere consolidato sulla risposta corretta a queste tre domande, o a questi tre princìpi fondamentali.

Chi è il tuo Signore?

Perché il tuo Signore sia Allah, bisogna che tu viva per Allah e che tu muoia per la religione di Allah.

Di’: “In verità la mia orazione e il mio rito, la mia vita e la mia morte appartengono ad Allah Signore dei mondi. Non ha associati. Questo mi è stato comandato e sono il primo a sottomettermi” (Corano VI. Al-An‘âm, 162-163)

Perché tu possa dire: la mia religione è l’Islâm, occorre che tu viva per l’Islâm e che tu muoia per l’Islâm e non che tu viva per il patriottismo, la democrazia, l’ecologia, la falsità, l’artificio, gli idoli tirannici. Bisogna che tu viva per l’Islâm. Bisogna che tu dichiari fermamente: la mia religione è l’Islâm.

Occorre che tu viva seguendo la guida dell’Eminente (al-Mustafâ), sallAllahu ‘alayhi waSallam. Bisogna che ti abitui alla sua Sunnah (Tradizione), che ti lasci guidare dalla sua Guida (Hadî) e che tu proceda lungo la sua epopea (Sîrah).

Allora potrai dichiarare in perfetta concordanza: “Muhammad è il Messaggero di Allah sallAllahu ‘alayhi waSallam”.

Bisogna che tu pratichi questi tre punti nella vita di questo mondo, fino a conformartici – perché voi vi ci possiate conformare, miei cari fratelli… a questa risposta giusta ed esatta in una tale situazione.

E la questione non si riduce nell’apprendimento di questi punti, ma la problematica consiste nel fatto che tu viva e che tu realizzi queste risposte nella tua vita.

Che il tuo viso impallidisca, che tu ti indegni per la religione di Allah, che tu ami per la causa di Allah e che tu odii per la causa di Allah, che tu doni per Allah e rifiuti per Allah.

Che tu ti unisca per Allah e che ti separi per Allah. Che tu voti tutta la tua vita e la tua morte ad Allah. Che tu viva per Allah e che tu muoia per Allah.

L’Unicità (at-Tawhîd) e la Religione di Allah devono essere in tutti i termini della nostra esistenza, all’inizio come alla fine. Nel momento stesso in cui entri in questa religione, vi entri con la testimonianza: “Non vi è altra divinità all’infuori di Allah”.

E se vuoi far parte dei beati, devi sigillare la tua vita con: “Lâ ilâha illa Allâh”. Com’è riportato nell’hadîth: “Colui le cui ultime parole siano: non vi è divinità all’infuori di Allah, entrerà in Paradiso”.

Il Tawhîd (Unicità) non è soltanto all’inizio. Ma è all’inizio e alla fine. L’Unicità è all’inizio e alla fine. La Religione di Allah è all’inizio e alla fine. Allah è all’inizio e alla fine.

E ciò non ha nulla a che vedere con queste dichiarazioni stupide che la gente proferisce al giorno d’oggi. La Giordania prima di tutto, e la Siria prima di tutto, e gli Emirati Arabi innanzitutto. Tutte queste falsità con cui si prendono gioco della ragione della gente. Statene in guardia dunque. Gettatevele dietro le spalle.

Fate dell’Unicità il vostro inizio e la vostra fine, se desiderate la felicità e la salvezza in una tale situazione, miei cari fratelli.

Se desiderate rispondere a queste tre questioni con delle risposte corrette, e volete realizzare questi tre princìpi fondamentali, occorre che viviate per questi.

Vivete per innalzare “Non vi è divinità all’infuori di Allah”, salvaguardare la Religione di Allah. Vivete in conformità con la Tradizione (Sunnah) e la Guida dell’Inviato di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam).

Altrimenti, non vi è alcun valore in questa vita se lasciamo che la religione di Allah sia tradita in quest’epoca, e se lasciamo che il Profeta di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) sia insultato, mentre i nostri visi non sono stravolti dalla collera e mentre non abbiamo presentato nulla per la religione di Allah.

Per Allah, si applica su di noi l’hadîth del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) che dice che “l’Ora non suonerà finché l’uomo non passi dinanzi alla tomba del defunto dicendo: “Se soltanto potessi essere al suo posto!”.”.

Per Allah, coloro che si trovano sottoterra sono preferibili a coloro che vi camminano sopra, se noi taciamo dinanzi all’insulto proferito contro il nostro Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam); se noi taciamo dinanzi all’oblìo del Libro di Allah (che la Sua Potenza e la Sua Maestà siano santificate), se taciamo dinanzi all’insulto rivolto al nostro Libro in nostra presenza.

Dobbiamo – cari fratelli – essere davvero i figli di questa Religione. Dobbiamo essere davvero degli adoratori di Allah.

I nostri visi devono impallidire, dobbiamo corrucciarci per la Religione di Allah. E non dobbiamo frequentare se non colui che ami la religione di Allah e spezzare i legami con colui che odii la religione di Allah, foss’anche il più intimo dei nostri cari.

Queste sono le lezioni più maestose di questa Religione. Sono gli insegnamenti dell’alleanza e del rinnegamento (al-walâ’ wa-l-barâ’), le anse più solide della fede. La fede possiede delle anse – cioè degli elementi che permettono di coglierne il senso.

Vi sono persone che si afferrano a delle tradizioni profetiche e a dei rami derivati (della fede), abbandonando le anse solide.

Queste anse – le più solide della Fede – sono l’amore in Allah, il rinnegamento per Allah, l’alleanza in Allah, l’inimicizia per Allah.

Chi sono i tuoi intimi e chi sono i tuoi amici? Chi sono i tuoi alleati? A chi sei più vicino? Con chi stringi alleanza? Chi sostieni? Si tratta di domande su cui devi interrogarti.

Attua un’introspezione della tua anima. Fai attenzione a chi doni e a chi rifiuti. Il tuo dono, il tuo amore, la tua proibizione, la tua vicinanza, il tuo allontanamento, sono per Allah e per la causa di Allah?

Le persone a te più vicine sono il sostegno di questa Religione, gli amici di questa Religione e gli adepti di questa Religione? E le persone più lontane da te sono i nemici di questa Religione, che combattono questa Religione, fossero anche i tuoi parenti più stretti?

E non utilizzare alcun altro criterio, il criterio della filiazione, il criterio della vicinanza, il criterio della nazionalità e del patriottismo. Non lasciare che essi superino i criteri del dogma e della Religione. Non vi è, al di sopra della bilancia del Dogma, altro referenziale.

E meditate sugli Inviati di Allah, le più magnanime delle creature. Meditate sulla loro sorte e su come questa Religione e questo Dogma abbiano opposto il padre a suo figlio. E l’immagine più gloriosa di queste è quella di Nûh (Noè, pace su di lui), quando Allah gli disse – a proposito di suo figlio:

Disse [Allah]: “O Noè, egli non fa parte della tua famiglia, poiché ha commesso qualcosa di empio…” (Corano XI. Hûd, 46)

I tre princìpi fondamentali, che i nostri Sapienti hanno chiamato così, poiché si tratta dei princìpi più assoluti, che concretizzano il credo dell’Unicità di Allah (at-Tawhîd), consistono nel fatto che tu segua la Religione di Allah così come vuole e gradisce Allah, e che tu segua il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), prendendolo ad esempio, e che tu faccia della sua Tradizione il tuo itinerario e la tua lanterna

Che noi realizziamo questi tre princìpi come un cammino di vita per noi, perché Allah ci ami e ci renda beati in questa stazione, in modo da non provare alcun rimorso il giorno in cui nessun rimorso ci sarà di alcuna utilità.

Chiedo ad Allah di perdonare ad ogni vivente tra noi, e ad ogni defunto, ad ogni martire, ad ogni assente, ad ogni uomo e ad ogni donna.

E che la Benedizione e la Pace siano sul nostro Profeta Muhammad, sulla sua famiglia, così come sull’insieme dei suoi compagni.

[poesia]

Sono passato tra le tombe dei figli dell’uomo

Ho tremato di timore e mi sono perduto nascondendomi in me stesso

E mi sono riavuto come se fossi vissuto per secoli,

Nonostante fossero passati pochi attimi

Ho trovato, tra esse, delle tombe elevate

Ed altre che si erano evaporate come fumo

E mi sono immaginato che la mia anima si trovasse tra le loro macerie

E che una tomba avvolgesse le mie spoglie

Oh, me disgraziato! Se le mie vene si fossero ghiacciate

E le mie mani si fossero sottratte e le mie palpebre chiuse

E fossi stato portato, accompagnato dai sospiri di mio padre,

E il pianto di mia madre, attorniata dai miei fratelli

E le invocazioni dei miei amici a rendere onore alla mia anima

E la gioia dei miei nemici per quanto accadutomi

E ho ripensato ai giorni della mia adolescenza e della mia infanzia

E mi sono ricordato del mio amico e del mutamento del mio tempo

Abbi misericordia di noi, Signore, se il nostro termine si avvicina

E al di fuori di Te, non ripongo speranza in una seconda divinità

Accompagnaci, Signore, ed abbi misericordia della nostra sorte

Al momento dell’estrazione delle nostre anime dai nostri cuori

[…]

Da Jâbir ibn Abdillah (che Allah sia soddisfatto di lui), mentre brandiva la spada con una mano e il Libro con l’altra, disse: “Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) ci ha ordinato di colpire con questa colui che si allontani dal giudicare con questo”.

[Nashîd]

E la nostra Unicità (Tawhîd) è la gloria dei musulmani.

Per mezzo suo, abbiamo soggiogato i tiranni riluttanti
Nessuna fazione si è vista affidare la vita,

Senza fare del proprio sangue un sacrificio.

Il chiarore giungerà, il chiarore giungerà,

Il chiarore giungerà, nonostante le nuvole.

[…]

Questo sermone dello shaykh Abu Muhammad al-Maqdissi ha avuto luogo in occasione del funerale di un fratello

Chiediamo ad Allah l’Altissimo di accettare gli atti pii del defunto e di perdonargli i suoi peccati.

Questo lavoro [di traduzione dall’arabo in francese] è stato compiuto da un fratello che vi chiede di implorare Allah l’Altissimo di facilitargli il suo quotidiano e di donargli ciò che desidera di più caro.

La traduzione [dall’arabo al francese] è stata verificata, se tuttavia trovaste la minima imprecisione o errore, vi chiediamo gentilmente di segnalarlo dove avete scaricato o visionato questo documento video. Cercheremo di rimediare al più presto.

Che Allah l’Altissimo ci perdoni i nostri peccati, ci ricopra della Sua misericordia e ci guidi sulla retta via, perché anche noi possiamo essere davvero i figli e le figlie dell’Islâm. Âmîn.

Traduzioni  “Al-HOUD-HOUD” (l’upupa) – Trasmettere e tradurre senza tradire il senso

Va’ con questa mia lettera e falla cadere su di loro; mettiti poi in disparte e aspetta ciò che le sarà risposto (Corano XXVII. An-Naml, 28)

Safar 1432 – Gennaio 2011

Il video originale in arabo, sottotitolato in francese:

http://www.dailymotion.com/video/xgqe2l_les-trois-principes-par-sheikh-al-maqdissi_news

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