Non passa giorno che non pensi a te…

Ecco una frase che suona romantica, una frase che ci disegna un leggero sorriso agli angoli della bocca, facendoci pensare che sia destinata a nostro marito (o nostra moglie). Suona come un inizio di lettera d’amore, piegata con cura e cosparsa di un dolce profumo, fatta scivolare sotto un cuscino nuziale.

Per forza, poiché, in fondo, chi altri potremmo amare al punto tale da affermare di non trascorrere neppure un giorno senza pensare a lui (o a lei)?

Sarebbe forse inconcepibile per un essere umano, in più musulmano, rivolgere una dichiarazione d’amore ad un eletto del cuore diverso dal proprio coniuge? Di provare il gusto del sacrificio pensando: “Scalerei le montagne per te”…?

Allora aprite bene gli occhi (e con essi il vostro cuore)!

Sahl (che Allah sia soddisfatto di lui) riferì: “Colui che non si senta sotto l’autorità del Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) in tutte le sue situazioni e nella sua stessa persona, non gusta la dolcezza della sua Sunnah, poiché in verità il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Nessuno di voi sarà veramente credente, finché non mi ami più di se stesso”.” [hadîth autentico riportato dall’Imâm Ahmad nel suo Musnad].

Sì, l’amore per il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) deve traboccare dai nostri cuori, oltrepassare quello che proviamo per gli eletti del nostro cuore (figli, coniuge, noi stessi!)… sapete quel formicolìo nello stomaco, quelle mani umide, quella fitta di rimpianto che si sente quando Allah Ta’ala pone nel nostro cuore l’amore per una persona? Chi più del Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) potrebbe sommergere i nostri cuori di lacrime d’amore?

E tale constatazione mi obbliga a pensare ad una discussione avuta a proposito delle caricature del nostro Nobile Profeta (che Allah umilii coloro che hanno osato caricaturare la migliore delle creature del Jabbâr!), con delle persone che, dinanzi alla mia indignazione, dichiararono: “Oh… sai, è così… non bisogna prestarvi attenzione, così è la vita, combattono l’Islâm… ecco…”, e dopo un secondo cambiarono discorso, passando di palo in frasca… naturalmente.

Com’è possibile?! Gustare la falsa dolcezza di una vita, mentre colui per cui i nostri cuori tremano d’amore è insultato? Così ho pensato: “E se fossi tu? Se ti avessero fotografato nudo per poi rappresentarti sulla prima pagina di un giornale? E si indicasse: il Tale, figlio del Tale…?”. Che scandalo!! E semmai, alla notizia, si passasse di palo in frasca? Se, allora, io cambiassi discorso dicendo: “E… ti piacciono i miei dolci?”, si vedrebbe forse un vaso attraversare in volo la stanza per finire sulla mia testa.

Oltraggio! Indignazione, svenimento, crisi di nervi, pianti, e invocheresti Allah nella maniera più sincera possibile! Poi, agiresti di conseguenza. Andresti a casa di colui che ti ha fotografato, per fargli pagare questa catastrofe, che resterà per sempre impressa nella tua mente…

Ciò è accaduto alla migliore delle creature: delle caricature del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) nudo, con le sue spose, dei film pornografici, dei libri, dei disegni, delle parole, delle assemblee riunitesi allo scopo di discutere sul nostro Profeta e prenderlo in giro… come? Leggi questa frase e non ti fa effetto? Sei forse privo di fede? E oggi si dice: “Lasciali, sono fatti così”?

Sì, oggi manifestiamo per il nostro hijâb, per il nostro niqâb, ci domandiamo a che punto i cattivi siano malvagi, ci preoccupiamo di come potremmo fare la spesa senza il nostro velo se ci impedissero di indossarlo… dimenticando completamente che il peggio è già stato; hanno insultato il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam), insultando quindi Allah ‘azza waJall… come vuoi vivere in pace, mentre il tuo cuore rimane di ghiaccio per colui che ha pianto per te? Cosa ti aspetti dalla vita?

Da oggi, non lasciar passare un giorno senza pensare a lui, a tutto ciò che egli ha sacrificato per te.

Anas ibn Mâlik riferì che il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Avrei voluto incontrare i miei fratelli”.

I Compagni (radiAllahu ‘anhum) domandarono: “Non siamo forse noi i tuoi fratelli?”.

Rispose: “Voi siete i miei Compagni; i miei fratelli sono coloro che crederanno in me senza avermi mai visto” [Ahmad, 3/100].

Il contesto dell’hadîth è il seguente:

Otto giorni prima di morire, egli disse: “I miei fratelli di Uhud (i martiri morti durante la battaglia di Uhud) mi mancano! Voglio rendere loro visita”. Andò a trovarli e disse loro: “Assalamu ‘alaykum martiri di Uhud! Voi siete i precursosi e io sono, inshallah, colui che segue”.

Sulla via del ritorno, si mise a piangere, e i suoi Compagni gli domandarono: “Cosa ti fa piangere, yâ RasulAllah?”. Rispose: “I miei fratelli mi mancano”. Gli venne chiesto: “Non siamo forse noi i tuoi fratelli?”. Disse: “No! Voi siete i miei Compagni! I miei fratelli sono delle genti che verranno dopo di me, crederanno in me senza avermi mai visto!”.

Vivi con ciò, e agisci, oppure la tua vita non sarà che una messinscena.

Fraternamente, tristemente.

Oum Azzam, Al Mujaddida blog

 

As-salamu 'alaykum waRahmatullahi waBarakatuHu. Benvenuto/a su questo blog. I commenti costruttivi saranno visibili appena il gestore del blog li avra' approvati inshaa Allah.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...