Kufr duna Kufr?…


بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo


Uno degli abusi più ridicoli della nostra epoca è certamente quello riguardante la dichiarazione di Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu): “Kufr duna Kufr”. Questa dichiarazione è in effetti impiegata oggi in maniera estremamente abusiva, ed è utilizzata come uno “spazzolino da denti di metallo” allo scopo di pulire i denti dei tiranni che – ricordiamolo – hanno ancora dei pezzi di carne sanguinanti della Ummah incastrati tra i loro denti marci. Ma getteremo ora un’occhiata su questa dichiarazione, allo scopo di dimostrare che essa fu emessa in un’epoca e un contesto diversi, e non ha nessuna ragione di essere utilizzata nella situazione attuale.

L’epoca di tale dichiarazione risale al conflitto tra Mu’awiya e ‘Ali ibn Abi Tâlib (che Allah si compiaccia di loro), entrambi Sahâbah di Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam). I ribelli che avevano abbandonato il campo di ‘Ali (radiAllahu ‘anhu) avevano qualificato di “apostati” Abû Mûsâ al-Ash’ari, arbitro per ‘Ali, e ‘Amr ibn al-’Ass, arbitro per Mu’awiya (che Allah sia soddisfatto di loro).

La prova citata dai ribelli, più tardi noti come “Khawarij – Kharigiti”, erano le Parole di Allah (‘azza waJalla) nel Corano:

وَمَنْ لَمْ يَحْكُمْ بِمَا أَنْزَلَ اللَّهُ فَأُولَئِكَ هُمُ الْكَافِرُونَ (44)

…Coloro che non giudicano secondo quello che Allah ha fatto scendere, questi sono i miscredenti (Corano V. Al-Mâ’ida, 44)

Per questa ragione, i due Sahâbah (Compagni) citati sopra, furono accusati come “Kuffâr” dai Khawarij, i quali sostenevano che i due arbitri avessero giudicato altrimenti che attraverso ciò che Allah (‘azza waJalla) aveva rivelato, divenendo così apostati – e ciò nella loro preoccupazione di risolvere la disputa tra ‘Ali e Mu’awiya (radiAllahu ‘anhuma).

In risposta a tale interpretazione erronea del versetto, e per difendere Abû Mûsâ e ‘Amr ibn al-’Ass (radiAllahu ‘anhuma), Ibn ‘Abbâs (che Allah sia soddisfatto di lui) spiegò che ciò che si era prodotto era “Kufr duna Kufr” (una minore miscredenza, una miscredenza meno grave della grande miscredenza).

Più tardi, fece comprendere che i membri menzionati erano in effetti sempre Musulmani, e che l’interpretazione del versetto operata dai Kharigiti non era corretta. Ma Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) non immaginava certo che i tiranni e i loro partigiani avrebbero utilizzato successivamente, alla nostra epoca, questa semplice dichiarazione come una scusa per ostacolare coloro che invitano al bene e proibiscono il male, cercando di sostituire gli agenti di Shaytân e cercando di demolire i loro troni per sempre.

In effetti, tale dichiarazione è stata corrotta con tanti dettagli e con tanta cura, allo scopo di imbrogliare, che la maggior parte della gente ha dimenticato l’altra dichiarazione di Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu).

Hasan ibn Abi ar-Rabi’a al-Jurjâni riferì: Sentimmo dire da ‘AbdurRazzaq, che lo aveva appreso da Mu’ammar, da Ibn Tawus, da suo padre: “Fu chiesta una spiegazione ad Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) riguardo alle Parole di Allah (‘azza waJalla):

وَمَنْ لَمْ يَحْكُمْ بِمَا أَنْزَلَ اللَّهُ فَأُولَئِكَ هُمُ الْكَافِرُونَ (44)

…Coloro che non giudicano secondo quello che Allah ha fatto scendere, questi sono i miscredenti (Corano V. Al-Mâ’ida, 44),

Ed egli (Ibn ‘Abbâs) rispose: “È un Kufr sufficiente”.”

Quando sentiamo dire che Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) dichiarò: “È un Kufr sufficiente”, ciò non significa che possiamo interpretarlo come se si trattasse di un “kufr minore”. Il fatto che disse “sufficiente” può solo essere compreso come un “kufr maggiore”.

L’importanza di tale questione è direttamente legata alle regole del Tafsîr dei versetti del Corano. Esse sono qui divise in cinque punti che elaboreremo:

1. Gli Ahlu-s-Sunnah wa’l-Jama’ah (Il Gruppo della Gente che segue la Sunnah e il Consenso (della Comunità)), ossia tutte le scuole di pensiero e giurisprudenza islamica riconosciute dalla Ummah, hanno raggiunto il consenso (ijmâ’) sul fatto che la dichiarazione di un Sahabi (Compagno) o di qualche Sahâbah (Compagni) non è sufficiente per eliminare un versetto generalizzato del Corano. Questa regola è chiamata “lâ yasluh mukhasisa li’l-Qur’ân”, stipulante che un versetto generale del Sublime Corano non può essere specificato (ristretto) da un Sahabi senza un ijmâ’, un altro versetto del Corano, un hadîth o un’altra prova esistente.

Tale regola non significa che la dichiarazione di Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu),“Kufr duna Kufr” sia falsa per ciò che riguarda il caso e la fatwâ dell’epoca. No, non si tratta di ciò. Ma significa che egli e i Sahâbah la compresero (tale fatwâ) tenendo conto della realtà della loro epoca, e ciò non contraddisse il Corano o la Sunnah.

2. Per la protezione del Corano, dobbiamo tenere conto dell’Ijmâ’ di Ahlu-s-Sunnah wa’l-Jama’ah sulla metodologia per l’interpretazione dei versetti. In effetti, secondo la regola, la spiegazione di un versetto del Corano deve corrispondere al suo significato esteriore, a meno che vi siano altre prove che ci permettano di ricorrere a dei significati non apparenti. Ciò si è prodotto in casi rarissimi. I sapienti del Tafsîr hanno spiegato: “Se questa regola non venisse preservata, allora la porta delle innovazioni sarebbe spalancata alla gente del Bâtin, per cambiare i significati apparenti del Corano e presentarli in modo totalmente diverso da quello convenuto da Ahlu-s-Sunnah…”.

È dunque importante comprendere che non dobbiamo giocare con le parole o i significati apparenti delle parole nei versetti. Se vi sia un altro significato, deve esservi una prova indipendente per giustificarlo. Per esempio, Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) comprese che il versetto 44 della Sûrah “Al-Mâ’idah” faceva allusione ad un certo tipo di Kufr, che egli stesso chiamò “Kufr”, senza dunque cambiare il termine “Kufr”. Ma conosceva altri ahadîth del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), tra cui quello in cui egli (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “Vi sono tre tipi di giudice, due sono all’Inferno e uno in Paradiso. Un uomo che abbia giudicato altrimenti che secondo verità, volontariamente: sarà dunque nel Fuoco. L’altro, che abbia giudicato nell’ignoranza; sarà anch’egli nel Fuoco. Il terzo è colui che conosceva la verità, ed abbia giudicato secondo quest’ultima; sarà allora in Paradiso”.

Si trattava della prova indipendente per impedire ad Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) di applicare il Takfîr (dichiarazione di apostasia) sui partigiani dei campi di ‘Ali e Mu’awiya (radiAllahu ‘anhum). Era così, poiché l’hadîth riguardante i giudici corrispondeva di più a questa situazione rispetto al versetto impiegato dai Khawarij.

Possiamo inoltre constatare che i Khawarij muovevano delle obiezioni nei confronti di certe persone (in quanto tali), mentre i Mujâhidîn sono contro coloro che sostituiscono la Shari’ah con delle leggi umane.

3. Il commento di Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) al versetto non faceva allusione alla gente che rimpiazzi la Shari’ah come essendo oppure no “apostati”. Parlava in realtà di coloro che non erano semplicemente riusciti a fare ricorso alla Rivelazione per un giudizio o una decisione specifica, cosa che è certo una (forma di) miscredenza, ma minore della miscredenza di coloro che cambiano o modificano tutte o una parte delle leggi della Shari’ah in dei casi generali.

4. Inoltre, Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) ebbe delle divergenze (d’opinione) con gli altri Sahâbah in diverse questioni, come, per esempio, sul fatto di non considerare Nikah al-Mut’a (il matrimonio temporaneo, detto di godimento) come harâm, ma come halâl, al punto tale che ‘Ali ibn Abî Tâlib (radiAllahu ‘anhu) gli disse: “Sei un uomo perduto!”. Anche Az-Zubayr (radiAllahu ‘anhu) lo rimproverò: “Se continui a dichiarare che è halâl, ti lapiderò fino alla morte!”.

Ibn ‘Abbâs (che Allah sia soddisfatto di lui) è anche noto per aver emesso la fatwâ secondo cui Ribâ’ an-Nasi’a (l’interesse riunito per una determinata durata di tempo) sarebbe halâl, al contrario di ar-Ribâ’ “simultaneo”, che sarebbe totalmente harâm. Una volta, dichiarò anche che la Festa del Sacrificio fosse “wâjib” (obbligatoria), mentre la maggior parte dei Sahâbah la descrissero come “raccomandata”.

Allo stesso modo, tutti sanno che Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) ebbe delle divergenze con gli altri Compagni su diversi altri punti. Come mai i “discepoli ciechi” della dichiarazione “Kufr duna Kufr” non lo seguono ciecamente anche nelle altre fatawâ?

5. I Mufassirin (sapienti del Tafsîr, l’esegesi del Corano) tra i Salaf (Pi Predecessori), come Ibn Kathîr, Ibn Taymiyyah e Ibn Qayyim al-Jawziyyah (che Allah abbia misericordia di loro), così come i Sapienti contemporanei del Tafsîr, come Ahmad Shâkir, Muhammad ibn Ibrâhîm, Usama Shâkir e Mahmûd Shâkir, hanno tutti citato la dichiarazione di Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) conoscendone il contesto nella realtà dell’epoca (in cui fu pronunciata). Perché si sarebbero separati da lui su tale questione, designando certi dirigenti della loro epoca come dei “Kuffâr”, a causa della loro sostituzione della Shari’ah (con leggi umane)?

Questi Sapienti non avrebbero riportato l’opinione di Ibn ‘Abbâs (che Allah sia soddisfatto di lui) per divergere in seguito, a meno che non conoscessero il senso della dichiarazione e il suo contesto. Allo stesso modo, come mai questi Sapienti non sono stati definiti “Khawarij”, ma piuttosto “Mujâhidîn”?

Inoltre, quando Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) esternò un’opinione diversa da quella di alcuni Sahâbah per ciò che riguarda il sacrificio dell’agnello, citò dei versetti del Corano e degli ahadîth profetici per confermare i suoi propositi. Gli altri Sahâbah (radiAllahu ‘anhum) risposero: “Ma né Abu Bakr, né ‘Umar (che Allah si compiaccia di entrambi) l’hanno mai dichiarato wâjib (obbligatorio)”. Egli in quell’occasione pronunciò una frase divenuta celebre: “Vi ho detto: Allah (subhânaHu waTa’ala) e il Suo Messaggero (sallAllahu ‘alayhi waSallam) hanno detto… e voi mi dite che Abu Bakr e ‘Umar (radiAllahu ‘anhuma) hanno detto?? Non temete dunque che il cielo si abbatta sulla vostra testa?!”.

Egli sarebbe allora contento oggi di vedere che il suo nome viene strumentalizzato per contraddire un versetto decisivo del Corano??

In conclusione, le parole di Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) non possono essere impiegate a favore dei tiranni che sostituiscono la Shari’ah. Per essi, è il versetto della spada ad essere più adeguato, quello in cui Allah (‘azza waJalla) dice:

فَاقْتُلُوا الْمُشْرِكِينَ حَيْثُ وَجَدْتُمُوهُمْ وَخُذُوهُمْ وَاحْصُرُوهُمْ وَاقْعُدُوا لَهُمْ كُلَّ مَرْصَدٍ فَإِنْ تَابُوا وَأَقَامُوا الصَّلَاةَ وَآَتَوُا الزَّكَاةَ فَخَلُّوا سَبِيلَهُمْ

…uccidete questi associatori ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati. Se poi si pentono, eseguono la salât e pagano la zakât, lasciateli andare per la loro strada… (Corano IX. At-Tawba, 5)

E ciò perché è riportato in un hadîth riferito dall’Imâm Ahmad nel suo Musnad, sull’autorità di Jabir ibn ‘Abdullah (radiAllahu ‘anhu): “Il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) ci ordinò di combattere con questa (indicando la sua spada) colui che tralasci questo (indicando il Corano)”.

Ciò è esattamente quello che Ahlu-s-Sunnah wa’l-Jama’ah sostengono riguardo a chi governa in modo non conforme a ciò che Allah (‘azza waJalla) ha rivelato, cambiando completamente la Shari’ah oppure non legiferando (secondo essa) che in alcuni punti; si tratta di una miscredenza maggiore (Kufr Akbar). Se essi non riuscissero ad applicarla soltanto in QUALCHE situazione, ciò potrebbe essere considerato come una miscredenza meno grave della miscredenza (Kufr duna Kufr) o come una miscredenza minore (Kufr Asghar).

Al-’Allamah, il grande Muhaddîth (Sapiente degli ahadîth) del nostro secolo (XX°,ndt), Ahmad Shâkir, spiega la differenza tra Kufr Asghar (minore) e Kufr Akbar(maggiore) e la sua conclusione è sconvolgente:

“Ciò deriva dalle parole di Abu Majliz. Quando gli ‘Ibadiyyah (Khawarij) gli chiesero il significato del versetto, si auguravano che egli dichiarasse il Takfîr (dichiarazione di apostasia) sul gruppo del Sultano (l’Imâm ‘Ali). Abu Majliz allora rispose che avevano fatto ciò che avevano fatto, sapendo che era un peccato. Così, la domanda posta dagli ‘Ibadiyyah ad Abû Majliz e Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) non riguardava ciò su cui gli innovatori contemporanei si sono fondati, ossia il giudizio concernente le ricchezze, i costumi e il sangue secondo una legge divergente dalla Legislazione dei Musulmani. La loro domanda non riguardava nemmeno il fatto di promulgare una legge che i Musulmani siano obbligati a seguire, e che consista nel riferirsi al giudizio di altri che Allah (‘azza waJalla) nel Suo Libro, o il Suo Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) nella Sunnah.

In effetti, questa azione non è altro che un rigetto della Legge di Allah (subhânaHu waTa’ala), una diserzione dalla Sua religione e un preferire delle leggi dei miscredenti alla Legge di Allah (‘azza waJalla). E nessuno, tra la gente della Qiblah (ossia i Musulmani), di qualsiasi tendenza (scuola giuridica) dubita della miscredenza di coloro che ripetono tali propositi o vi invitano la gente.

E dovunque viviamo, oggi, vi è un abbandono delle Leggi di Allah (‘azza waJalla) in generale, senza alcuna eccezione. Vengono preferite altre cose alla Sua Legge, che è stata rivelata nel Suo Libro e attraverso la Sunnah, e viene denunciata la “severità” della Shari’ah!

Chiunque utilizzi le parole di Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) e di Abu Majliz come prova per cambiare il loro statuto, sperando di allearsi con i dirigenti o cercando di fare in modo che il giudizio tramite qualcosa di diverso da ciò che Allah ha rivelato sia accettabile nell’Islâm, la sua condizione è, conformemente alla Shari’ah, quella di una persona che ha negato la Sovranità di Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo). Deve dunque pentirsi pubblicamente. Se lo ammette, sarà la prova che egli si trova in stato di miscredenza minore. Ma se insiste nelle sue dichiarazioni e non fa Tawba (pentimento) e accetta queste leggi, allora tutti sanno come agire con un Kâfir che insiste nel suo Kufr”.

Lo shaykh al-Islâm Muhammad ibn ‘AbdulWahhâb (rahimahullah) disse riguardo a questo argomento:

“…La seconda forma di Taghût è il governo trasgressore che cambi le Leggi di Allah (subhânaHu waTa’ala). La prova si trova nelle Parole di Allah (‘azza waJalla):

أَلَمْ تَرَ إِلَى الَّذِينَ يَزْعُمُونَ أَنَّهُمْ آَمَنُوا بِمَا أُنْزِلَ إِلَيْكَ وَمَا أُنْزِلَ مِنْ قَبْلِكَ يُرِيدُونَ أَنْ يَتَحَاكَمُوا إِلَى الطَّاغُوتِ وَقَدْ أُمِرُوا أَنْ يَكْفُرُوا بِهِ وَيُرِيدُ الشَّيْطَانُ أَنْ يُضِلَّهُمْ ضَلَالًا بَعِيدًا (60)

Non hai visto coloro che dicono di credere in quello che abbiamo fatto scendere su di te e in quello che abbiamo fatto scendere prima di te, e poi ricorrono all’arbitrato degli idoli (Taghût), mentre è stato loro ordinato di rinnegarli? Ebbene, Satana vuole precipitarli nella perdizione (Corano IV. An-Nisâ’, 60)

La terza forma di Taghût è colui che governa mediante qualcosa di diverso dalla Legge rivelata da Allah (‘azza waJalla). La prova si trova nelle Parole di Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato):

إِنَّا أَنْزَلْنَا التَّوْرَاةَ فِيهَا هُدًى وَنُورٌ يَحْكُمُ بِهَا النَّبِيُّونَ الَّذِينَ أَسْلَمُوا لِلَّذِينَ هَادُوا وَالرَّبَّانِيُّونَ وَالْأَحْبَارُ بِمَا اسْتُحْفِظُوا مِنْ كِتَابِ اللَّهِ وَكَانُوا عَلَيْهِ شُهَدَاءَ فَلَا تَخْشَوُا النَّاسَ وَاخْشَوْنِ وَلَا تَشْتَرُوا بِآَيَاتِي ثَمَنًا قَلِيلًا وَمَنْ لَمْ يَحْكُمْ بِمَا أَنْزَلَ اللَّهُ فَأُولَئِكَ هُمُ الْكَافِرُونَ (44)

Facemmo scendere la Torâh, fonte di guida e di luce. Con essa giudicavano tra i giudei, i Profeti sottomessi ad Allah, e i rabbini e i dottori: (giudicavano) in base a quella parte dei precetti di Allah che era stata loro affidata e della quale erano testimoni. Non temete gli uomini, ma temete Me. E non svendete a vil prezzo i segni Miei. Coloro che non giudicano secondo quello che Allah ha fatto scendere, questi sono i miscredenti (Corano V. Al-Mâ’ida, 44)“

Il vecchio Mufti della Penisola Araba, al-’Allamah (il Sapiente ben informato nella dottrina religiosa), al-Muhaddîth (sapiente di ahadîth), al-Faqih (giurista islamico), shaykh Muhammad Ibn Ibrâhîm, discendente dello shaykh sopra menzionato, si riferì in particolare a coloro che strumentalizzano la dichiarazione di Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu):

“In quanto a ciò che è stato citato come della miscredenza minore della grande miscredenza (Kufr duna Kufr), quando una persona giudica secondo altra cosa che la Legge divina, sapendo bene di essere peccatrice e che la Legge di Allah è la Verità, ciò non riguarda che coloro a cui ciò accada una volta in casi isolati. Ma per ciò che riguarda coloro che promulgano una serie di leggi, e obbligano la gente a sottomettervisi, si tratta in questo caso della miscredenza maggiore, anche se dicano: ci siamo sbagliati e la Legge religiosa è più giusta. Tale miscredenza pone dunque chi se ne renda colpevole al di fuori della religione“.

Il grande Sapiente spagnolo, l’Imâm al-’Allamah Abu Muhammad ‘Ali ibn Ahmad ibn Sa’îd ibn Hazm az-Zahiri riferì con cura lo statuto di coloro che tralasciano il Giudizio di Allah (‘azza waJalla) e l’enormità di una tale azione:

“Allah (‘azza waJalla) dice:

الْيَوْمَ أَكْمَلْتُ لَكُمْ دِينَكُمْ وَأَتْمَمْتُ عَلَيْكُمْ نِعْمَتِي وَرَضِيتُ لَكُمُ الْإِسْلَامَ دِينًا

…Oggi ho reso perfetta la vostra religione, ho completato per voi la Mia grazia e Mi è piaciuto darvi per religione l’Islâm… (Corano V. Al-Mâ’idah, 3)

Allah (che Egli sia Esaltato e Magnificato) dice anche:

وَمَنْ يَبْتَغِ غَيْرَ الْإِسْلَامِ دِينًا فَلَنْ يُقْبَلَ مِنْهُ وَهُوَ فِي الْآَخِرَةِ مِنَ الْخَاسِرِينَ (85)

Chi vuole una religione diversa dall’Islâm, il suo culto non sarà accettato, e nell’Altra vita sarà tra i perdenti (Corano III. Âl-’Imrân, 85)

Così, chiunque sostenga che qualcosa dell’epoca del Messaggero (sallAllahu ‘alayhi waSallam) non sia più valida, per ciò che riguarda il giudizio, e che ciò sia cambiato dopo la sua morte, ha già scelto una religione diversa dall’Islâm. Ciò è dovuto al fatto che gli atti d’adorazione, il giudizio delle cose dichiarate harâm e delle cose legiferate come halâl, e i verdetti della religione che esistevano al suo tempo (Pace e benedizioni di Allah su di lui), costituiscono l’Islâm che Allah (subhânaHu waTa’ala) ha gradito per noi. E l’Islâm non è nient’altro che questo.

Così, chiunque tralasci uno qualsiasi di questi aspetti, ha semplicemente abbandonato l’Islâm. E chiunque parli di una cosa diversa da ciò, ha semplicemente parlato di qualcosa di diverso dall’Islâm; non vi è alcun dubbio sul fatto che Allah (‘azza waJalla) ci ha informati di tutto, e che Egli l’ha già perfezionato (l’Islâm).

Riguardo a chiunque pretenda che qualcosa del Corano o degli ahadîth sui quali dobbiamo basarci sia abrogato, e tale persona non presenti delle prove o un testo che abroghi il precedente, allora egli mente a proposito di Allah (‘azza waJalla) e invita al rigetto della Shari’ah, alla da’wah di Iblîs (Shaytân) e pone ostacoli sulla Via di Allah – imploriamo il rifugio da ciò presso Allah!

Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo) dice:

إِنَّا نَحْنُ نَزَّلْنَا الذِّكْرَ وَإِنَّا لَهُ لَحَافِظُونَ (9)

Noi abbiamo fatto scendere il Monito (il Corano) e Noi ne siamo i custodi(Corano XV. Al-Hijr, 9)

Così, chiunque sostenga che il Corano sia stato abrogato ha semplicemente detto una menzogna sul suo Signore, sostenendo in realtà che Allah (‘azza waJalla) non abbia preservato il Corano dopo averlo rivelato”.

Dobbiamo dunque comprendere da tutto ciò che non abbiamo alcuna scusa e che non possiamo nascondere la miscredenza evidente di questi governanti che sono tra noi, i quali semplicemente non sopportano che nemmeno la più piccola particella della Shari’ah venga applicata…

As-salamu 'alaykum waRahmatullahi waBarakatuHu. Benvenuto/a su questo blog. I commenti costruttivi saranno visibili appena il gestore del blog li avra' approvati inshaa Allah.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...