Fadlu-l-Hijâb

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, Colui Che dona misericordia

فَضْلُ

الْحِجَابِ

Il Dono dell’Hijâb

 

(dietro il velo della donna musulmana)


 

a cura di Umm Yahyâ ‘Aisha Farina

Prefazione del Direttore del Centro Islamico di Ginevra, prof. Hani Ramadan


Prefazione

Riguardo all’abbigliamento della donna musulmana, le fonti dell’Islâm, il Corano e la Sunna, comportano molto chiaramente l’obbligo di portare il velo. A questo proposito conviene ricordare che esistono due interpretazioni dei testi: l’una considerante che la donna può mostrare il suo viso, l’altra affermante che ella debba al contrario coprirlo. Non si tratta, quindi, di una tradizione culturale locale, bensì di insegnamenti derivanti dall’Islâm.

Oggi, un’ampia polemica è nutrita attorno a questa seconda interpretazione, qualificata di estremista e integralista. Tuttavia, nel mondo musulmano, dai primi tempi dell’Islâm, e fino ai nostri giorni, delle donne hanno applicato questi precetti senza che la loro fondatezza fosse messa in dubbio dai sapienti più autorevoli. A questo titolo, è il caso di fare le seguenti osservazioni:

Innanzitutto, occorre assolutamente mettere da parte certe “fatâwâ” (opinioni giuridiche) dei sapienti che sono condizionati dal potere. Le dichiarazioni dello Shaykh At-Tantawi sul niqâb non sono accettabili, non più di quella, dello stesso autore, che tendeva a legittimare la costruzione di un muro tra l’Egitto e Gaza.

Secondariamente, l’opinione di quelle donne e quegli uomini che si esprimono in nome dell’Islâm senza disporre delle referenze e delle conoscenze sufficienti non può servire in alcun caso da argomento in questo dibattito. L’origine musulmana di una deputata al Parlamento Italiano non ne fa la portavoce delle donne musulmane che desiderano semplicemente praticare la loro religione secondo le loro convinzioni.

In terzo luogo, infine, in uno Stato di diritto e secondo i princìpi della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, un essere umano, foss’anche musulmano, dovrebbe avere la possibilità di vivere la sua fede in tutta libertà.

Alcune femministe incorrono in una contraddizione evidente quando si accaniscono contro il codice di abbigliamento della musulmana praticante e rispettosa delle ingiunzioni coraniche. Il loro discorso consiste nel dire alla musulmana: “Tu sei libera di essere libera a modo mio!”.

Giudicate voi quale grado di arroganza e di vanità occorra avere per tenere simili discorsi.

Che Allah benedica gli sforzi di nostra sorella Umm Yahyâ, così come tutte le donne e gli uomini che senza ipocrisia rivendicano che ciascuno possa, nel reciproco rispetto, beneficiare della propria libertà!

Hani Ramadan

Direttore del Centro Islamico di Ginevra

 

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Fadlu-l-Hijâb (dietro il velo della donna musulmana)

Inshallah vi chiediamo un du‘a speciale, perché questo libro possa essere presto stampato, âmîn.

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