Due shaykhe nel Maghreb


بسم الله الرحمن الرحيم 
 السلام عليكم ورحمة الله وبركاته

 


Fâtima bint Muhammad Ibn ‘AbdAllah Al-Fihrî,

La fondatrice della moschea Al-Qarâwin e della più grande università del Maghreb


All’epoca dell’Emiro Idriss II (che Allah abbia misericordia di lui), fu fondata la città di Fes. L’Emiro ne fece la capitale del suo califfato. Immediatamente, il commercio e l’industria vi fiorirono, e ciò spinse moltissima gente ad immigrarvi. Giunsero anche ottomila andalusi, provenienti dalla Spagna. Centinaia di famiglie giunsero anche dalla città di Qayrawân, in Tunisia. Gli andalusi si installarono dunque da una parte e i qarâwiyyin dall’altra, sotto il regno del califfo Yahyâ Ibn Idrîs Ibn Idrîs (234-249 H.)

Tra le famiglie che si installarono a Fes, vi fu quella del giurista Abû ‘AbdAllah Muhammad Ibn ‘AbdAllah Al-Fihrî Al-Qayrawâni. Costui vi morì e vi fu sepolto, dopo una vita spesa nella ricerca e nella diffusione del sapere e nella pietà. Lasciò, morendo, due figlie illustri, Fâtima Umm al-Banîn (la madre dei bambini) e Maryam Al-Qânita (la sottomessa ad Allah), che ereditarono una grande fortuna. Ora, la moschea della città era allora esigua e non bastava ai fedeli. Fâtima considerò allora la questione e decise di investire la sua parte di eredità nella costruzione di una nuova moschea nel quartiere dei qarâwiyyin.

Voleva fare, in questo modo, una sadaqa jâriyya (un’elemosina che continua), che le sopravvivesse e la cui ricompensa le pervenisse finché fosse durata la moschea. Per fare ciò, acquistò un terreno a uno dei berberi Hawwâra e lo riservò alla costruzione del suo nobile progetto.

I lavori cominciarono il 1° Ramadân dell’anno 245 dell’Hijrah, corrispondente al 30 novembre 857 dell’era cristiana. La nostra generosa Fâtima decise anche di digiunare, a partire dal primo giorno dei lavori, fino all’ultimo giorno, che avrebbe visto il compimento dell’opera, come offerta ad Allah da parte sua. Fece scavare, dunque, un pozzo in questo terreno, e i mattoni che servirono alla costruzione della moschea furono fabbricati a partire da quest’acqua e da questa terra.

La moschea fu edificata dunque nel migliore dei modi e vi fu aggiunto un minareto maestoso. Divenne la grande moschea della città, nella quale i fedeli compivano la preghiera congregazionale del venerdì. Un gran numero di sapienti di tutte le discipline vi insegnavano agli studenti avidi di sapere. Il numero di questi sapienti raggiunse centoventi, ripartiti in tutte le discipline, che si trattasse della fisica, della chimica, della medicina, dell’architettura, così come delle scienze religiose e linguistiche.

Inoltre, la più grande delle biblioteche fu creata all’interno di questa moschea, e vi furono racchiusi dei libri riguardanti tutte le discipline dell’epoca. Con questa biblioteca, la moschea di Fes divenne la più grande università nell’occidente (Maghreb) musulmano. I re e gli emiri, del Maghreb e dell’Andalusia, si occuparono del restauro e dell’ampliamento della moschea, e per fare ciò gareggiarono nell’ingegnosità e nei doni, come menzionò Ibn Khaldûn.

Questa moschea fu protetta e preservata dalla benedizione divina, e non le fu fatto alcun torto, dalla sua costruzione fino ai giorni nostri, continuando ad accogliere migliaia e migliaia di fedeli e di aspiranti al sapere e alla scienza.

Che Allah sia soddisfatto di Fâtima Al-Fihriyya e delle sue simili, tra le benefattrici e le patrone che donarono disinteressatamente, unicamente per l’amore di Allah. Che Egli la faccia abitare nel Suo vasto Paradiso, âmîn!

Umm Al-Qâsim

(Maryam bint Muhammad Ibn ‘AbdAllah Al-Fihrî)

La fondatrice della moschea della “sponda dell’Andalusia”

Si tratta di Maryam bint Muhammad Al-Fihrî, la sorella di Fâtima Al-Fihriyya (che Allah abbia misericordia di loro). Dopo la morte del loro padre, le due illustri sorelle ereditarono dei beni considerevoli, che consacrarono alle opere pie e utili alla comunità. In effetti, come abbiamo visto innanzi, Fâtima Al-Fihriyya, la sorella di Maryam, utilizzò una gran parte della sua eredità per la costruzione di una grande moschea a Fes. Sua sorella Maryam, stimolata dall’esempio della sua caritatevole sorella, decise di costruire, anch’ella, una grande moschea nel quartiere degli Andalusi, che non aveva allora luoghi di preghiera degni di questo nome.

Ella consacrò dunque,per questo nobile progetto, una gran parte della sua eredità. Acquistò un vasto terreno e fece edificare una grande e splendida moschea che divenne il polo d’attrazione di tutti i sapienti e studenti venuti ad acquisire le scienze nelle loro differenti discipline.

Tra i sapienti che frequentavano la moschea e vi tenevano delle lezioni, vi era lo shaykh Jabr Allah Ibn Al-Qâsim Al-Andalusî, una referenza in materia di fiqh malikita e fondatore delle sue regole.

Vi era anche lo shaykh Muhammad ‘AbdAllah ibn Mahmûd al-Huâri, così come altri sapienti e shuyukh eminenti. Da parte loro, i sultani maghrebini gareggiarono nell’ampliamento e nell’abbellimento della moschea, per cui crearono delle fondazioni pie (awqâf) per la sua manutenzione.

La moschea della riva degli Andalusi è ancora in piedi fino ai nostri giorni, e continua ad accogliere i credenti che vengono a pregare e ad invocare Allah in una atmosfera profondamente spirituale. Che Allah accordi la Sua misericordia a Maryam, la benefattrice, e faccia sì che questa moschea, che ella aveva costruito per amore Suo, resti fino alla fine dei tempi, per testimoniare la beneficenza e la generosità di questa donna credente e pia, la cui vita fu consacrata al bene e alla pietà.

tratto da: “ASSALIHATS”, di Fdal Haja (Universel)

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