Consiglio agli uomini musulmani che trascurano le loro famiglie adducendo a pretesto la da’wah

 


بسم الله الرحمن الرحيم 
 السلام عليكم ورحمة الله وبركاته

 


Domanda:

Cosa potrebbe consigliare agli uomini musulmani che cercano la conoscenza presso i centri islamici, e si ritrovano coinvolti nelle varie questioni di da’wah, socializzando quindi con i fratelli (presso il masjid e altrove), e contemporaneamente trascurando i diritti delle loro famiglie? Le loro famiglie soffrono a causa della loro assenza e negligenza.

Non sono in grado di studiare e contemporaneamente lavorare per fornire il necessario per le loro famiglie?

Poiché so che molti fratelli si trovano in questa situazione, ho pensato che molte persone potrebbero trarre vantaggio dal consiglio che lei potrà offrire.

Risposta di Shaykh Muhammad ‘ Umar Bâzmûl, docente presso l’Università di Umm al-Qurâ di Mecca.

(Clicca qui per ascoltare la sua risposta in arabo)

Il Messaggero di Allah (sallallaahu ‘ alayhi waSallam) disse:

“In verità tua moglie ha un diritto su di te, e in verità il tuo ospite ha un diritto su di te, e in verità il tuo corpo ha un diritto su di te…”[1]

Quindi, sulla base di questo, dico che il fatto di occuparsi della propria famiglia, provvedere alle sue spese e occuparsi degli affari della stessa sono indubbiamente dei doveri. L’impegno dell’uomo negli sforzi per la da’awah fa parte delle responsabilità collettive, e talvolta è raccomandato. Se altri soddisfano tale dovere, allora (il singolo) non è obbligato ad impegnarvisi.

Senza dubbio, un uomo ha più diritto di occuparsi dei suoi doveri individuali, piuttosto che impegnarsi nelle azioni raccomandate, o in ciò che altri gestiscono già sufficientemente.

Così, se vi sia un conflitto tra i doveri relativi ai propri figli, alla propria moglie o ai propri ospiti, o perfino a se stesso, e il beneficio generale derivante dall’essere coinvolto in affari di da’wah, allora io dico: No! Occuparsi dei doveri correlati a tua moglie e ai tuoi figli, ai tuoi ospiti e a te stesso deve essere prioritario rispetto al tuo coinvolgimento negli affari della da’wah, poiché le prime cose fanno parte dei tuoi doveri, mentre il tuo sforzo per la da’wah è (semplicemente) raccomandato, (e ciò) finché tale da’wah non dipenda totalmente da te, ma vi siano altri che se ne occupino (insieme a te).

Pertanto, stai incorrendo nel peccato trascurando i diritti della tua famiglia! E non hai il diritto di giustificarti dicendo di essere completamente occupato con gli affari della da’wah, poiché questa non può essere una scusa (valida), che ti esoneri dal peccato, in questo caso. Avrai fallito se percorri tale strada.

Guardate l’esempio del Messaggero di Allaah (sallAllahu ‘alayhi waSallam)!

Egli era solito adempiere all’obbligo della da’wah, chiamando alla Via di Allah, che Egli sia Glorificato ed Esaltato. Nonostante ciò, ‘Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) disse: “Il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) soleva essere al servizio della sua famiglia. Quando sentiva l’azân, lasciava tutto per la preghiera, come se non ci conoscesse nemmeno”.[2]

Ella ricordò anche che (il Profeta sallAllahu ‘alayhi waSallam) soleva andare ad attingere l’acqua, mungeva le capre, ecc. Si occupava cioè di tutto ciò che era necessario in casa, e delle cose che servivano alle sue mogli. E il Messaggero di Allaah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) è stato il nostro modello ed esempio.

Dunque, ha forse il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) fallito nel badare agli affari delle sue mogli? Ha forse il Messaggero (sallAllahu ‘alayhi waSallam) trascurato gli altri suoi obblighi a causa del suo coinvolgimento nella da’wah, nonostante fosse il Profeta?! Certamente, la risposta è: no.

Allo stesso modo, chi vuole chiamare alla via di Allah, Potente e Maestoso, deve prima prendersi cura delle proprie responsabilità individuali. Dopodiché, egli può impegnarsi negli affari raccomandati.

Ma agire come fanno alcuni fratelli (che Allah li guidi sulla Retta Via), che abbandonano le loro famiglie e le persone a carico, trascurando di occuparsi degli affari della loro famiglia, riducendosi talvolta ai limiti della completa povertà, senza lavorare per guadagnare denaro per le loro famiglie, e senza nemmeno cercare il necessario per esse; convinti di far ciò per amore della da’wah… ciò è senza dubbio ignoranza, una grave forma di abbandono, e una contraddizione con la Sunnah del Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui).

E noi non siamo a conoscenza di nulla di tutto questo, né derivante dalla Sunnah del Messaggero (sallAllahu ‘alayhi waSallam), né dalla Sunnah del Compagni (che Allah si compiaccia di loro), né dalla Sunnah dei Pii Predecessori, o di chiunque altro, secondo cui essi fossero soliti comportarsi in questo modo.

Prendete ad esempio Abû Bakr As-Siddîq (che Allah si compiaccia di lui), Amîr al-Mu’minîn della sua epoca (dopo la morte del Messaggero di Allah, sallAllahu ‘alayhi waSallam)! Egli era solito uscire per cercare un guadagno, eppure era l’Emiro dei musulmani! Così, gli venne detto: “O Amîr al-Mu’minîn! E se tu ti limitassi a stare a casa tua…”. Ma egli rispose: “E allora chi si prenderà cura della mia famiglia, chi guadagnerà i soldi per i loro bisogni?”. Così i Compagni si riunirono e convennero che Abû Bakr avrebbe ricevuto uno stipendio dal Pubblico Tesoro.

Abû Bakr, il Khalîfah, non concepiva la possibilità di stare seduto a casa, senza provvedere ai bisogni della sua famiglia, ed era il comandante dei credenti! Allora, che dire degli altri, tra i comuni musulmani, tra quelli che si impegnano negli affari della da’wah?

Senza dubbio, tale negligenza è in contraddizione con la Sunnah del Messaggero (sallAllahu ‘alayhi waSallam) e con la Sunnah dei Compagni (che Allah sia soddisfatto di loro), ed è veramente spiacevole vedere così tante famiglie trascurate per questa ragione.

Ancora peggio,molti genitori non vogliono sposare le loro figlie a uomini giovani che aderiscono alla Religione e sembrano giusti, temendo che essi possano trascurare in questo modo le loro figlie. Tutto questo, in realtà, è il risultato della scarsa comprensione della gente riguardo la da’wah e della (generale) incomprensione della Religione.

Sono stupito da alcune persone che si occupano della da’wah, e non capiscono correttamente situazioni come questa. Dico quindi: Costui avrebbe forse bisogno di qualcuno che gli facesse da’wah, e gli insegnasse la Sunnah, prima di poter insegnare a sua volta alla gente!

Inizia con te stesso, vietandoti il suo male;
E quando cesserà, allora sarai un saggio.

Tradotto dalla versione in inglese, a cura di Bakkah.net


[1] Sahîh Al-Bukhârî, n.1975 (4/275 del Fathu-l-Bârî) e Sahîh Muslim m.2722 (4/283 di Sahrh An-Nawawî)

 

[2] Sahîh Al-Bukhârî n.676 (2/201 del Fathu-l-Bârî), senza la frase “come se non ci conoscesse nemmeno”

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