Al-Hayâ’ (la timidezza, il pudore)


بسم الله الرحمن الرحيم

 

Cos’è l’Hayâ’?

Il termine Hayâ’ deriva dalla parola hayât la quale significa “vita”, ma di questo significato parleremo più avanti in questo saggio. Il significato di questa parola riguarda tanti concetti. In italiano essa può essere tradotta come “modestia”, “timidezza”, “vergogna”, “pudore”, “onore”, ecc. Il significato originale di Hayâ’, riguardo alla natura del credente, si riferisce a un genere di sentimenti spiacevoli e cattivi associati all’imbarazzo. Questo imbarazzo è causato dalla paura di essere esposto o criticato per qualche immeritevole o indecente condotta.

Secondo l’Islam, l’Hayâ’ è una caratteristica che spinge un credente ad evitare ogni cosa disgustosa o detestabile. Essa lo preserva dalla negligenza nel compiere alcuni dei suoi doveri verso gli altri; ma quando egli diventa incapace di mantenere gli impegni [ed adempiere agli obblighi], questo lo fa sentire molto male e si vergogna. Tale reazione è dovuta al fatto che egli ha scontentato Allah infrangendo dei doveri.

L’Hayâ’ svolge un ruolo fondamentale nella vita dei musulmani perché costituisce un elemento molto importante della fede [îmân]. Se non possediamo nessun tipo di hayâ’ è molto probabile che la nostra fede sia molto debole, come riporta il seguente hadîth narrato da Abu Hurayrah (radi Allahu ‘anhu):

Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “La fede è composta da più di sessanta rami [parti] e l’Hayâ’ costituisce una parte della fede” (il termine Hayâ’ comprende diversi concetti, perciò deve essere tradotto ricorrendo a vari termini, quali ad esempio “rispetto per se stesso, modestia, timidezza, scrupolo”). [Bukhari]

Veniamo a sapere dal Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) anche l’importanza di possedere l’Hayâ’ e di come non si tratti affatto di una caratteristica vergognosa, al contrario; si dovrebbe vergognare colui che non la possiede.

Abdullah Ibn ‘Umar (che Allah si soddisfi di entrambi) narrò:

Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) passò vicino a un uomo, il quale ammoniva suo fratello riguardo all’Hayâ’ dicendo: “Sei troppo timido, ed io ho paura che questo ti possa arrecare dei danni.” Riguardo a questo [a queste parole] l’Apostolo di Allah disse: “Lascialo stare, perché l’Hayâ è [una parte] della fede”.” [Bukhari]

Questo hadith è la prova che la timidezza non è soltanto una caratteristica che riguarda le donne, ma anche un attributo che dovrebbero possedere tutti  gli uomini credenti perché è proprio quel che indica il valore della loro religione.

Ora prenderemo in considerazione diversi tipi di hayâ’. Quanti tipi di hayâ’ abbiamo?

Hayâ’ si divide in due tipi: buona e cattiva

Buona  Hayâ’ significa vergognarsi di commettere un crimine o qualsiasi altra cosa che sia stata vietata da Allah l’Altissimo e dal Suo Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) mentre l’Hayâ’ negativa consiste nel provar vergogna nel compiere un atto comandato da Allah e dal Suo Messaggero (sallAllahu ‘alayhi waSallam).

In primo luogo parleremo della buona hayâ’.

Ad esempio, chiunque sia credente, deve costruire la sua personalità e il suo carattere con la giusta dimensione di hayâ’. È fondamentale che egli provi vergogna di fronte a qualsiasi cosa che scontenti Allah, avendo fede che [un giorno] dovrà rispondere per tutte le sue azioni. Se un credente sviluppa in se stesso questo tipo di sentimento, esso lo aiuterà ad ubbidire a tutti gli ordini di Allah e nello stesso tempo ad astenersi dai peccati. Una volta consapevole del fatto che Allah ci osserva per tutto il tempo e che dovremo rispondere [davanti a Lui] per ogni movimento che facciamo in questa dunyâ [vita], un credente non trascurerà nessun ordine di Allah e del Suo Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui). Più è forte il sentimento di hayâ’, più forte diventa lo stimolo di evitare le cose illecite e più cresce la consapevolezza di essere osservati da Allah. Per sviluppare il senso di questo tipo di hayâ’ [hayâ buona] bisogna continuare a studiare e ad approfondire la conoscenza che riguarda la nostra Religione [dîn].

Un altro tipo di hayâ’ è più di natura sociale e riguarda altri che Allah. Di regola essa riguarda i rapporti all’interno della famiglia. Potremmo portare l’esempio di un bambino che non voglia fare una cosa spiacevole agli occhi di sua madre, della moglie che non voglia compiere un’azione sgradevole agli occhi di suo marito, ma anche di uno studente il quale stia attento a non pronunciare alcunché di scorretto davanti al suo educatore (da’i). Ancora un altro genere di hayâ’ riguarda un credente, quando egli diventi timido nei confronti di se stesso [ovvero provi vergogna di fronte a se stesso]. Questo accade nel momento in cui egli abbia raggiunto il massimo grado di îmân [della fede]. Questa sua timidezza nei confronti di se stesso gli provoca un grande imbarazzo o genera in lui un enorme senso di colpa nel momento in cui egli faccia, dica o veda qualsiasi cosa illegittima o addirittura quando egli compia il minimo peccato. Tale comportamento [con se stessi] costituisce un alto grado di autocontrollo attraverso il quale un credente viene rafforzato nella dedizione verso Allah.

Dopo aver discusso i diversi tipi della “benefica” hayâ’, passiamo alla spiegazione di un tipo di hayâ’ che non solo è in disaccordo con gli insegnamenti del nostro Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), ma costituisce altresì una prova evidente della debolezza dell’îmân di certe persone. Questo aspetto negativo [la cattiva hayâ’] si impernia sui sentimenti di vergogna e imbarazzo al momento di compiere un atto ordinato da Allah tramite il Corano, oppure tramite la Sunna del nostro Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui). Dunque questo genere di hayâ’ spinge all’imbarazzo nel compiere le cose lecite e l’imbarazzo dinanzi agli ordini di Allah, provocando nello stesso tempo un sentimento di vergogna. Questo significa – per chi lo prova – non seguire un obbligo imposto dall’Islam, poiché si prova un sentimento d’imbarazzo dinanzi agli altri a causa di questo precetto. [Tale atteggiamento] è assolutamente proibito, perché esso significa maggior rispetto per la gente di questa dunyâ [di questa vita] paragonato al rispetto per l’Unico che ha creato l’intero universo. La cattiva hayâ’ significa anche vergognarsi o avere paura della ricerca della conoscenza [‘ilm] dell’Islam e cercarla solo per i motivi di questa vita terrena, per paura di essere visto come una persona ignorante. Anche questa azione è in contrasto con quello che ci ha ordinato Allah nel Corano, ossia cercare la conoscenza (la sapienza) e predicarla agli altri.

Questa società ci fornisce tanti esempi [di hayâ negativa]. La gente corre appresso alla laurea per ottenere un titolo scientifico in giurisprudenza, ingegneria, ecc. dedicando dai quattro ai sei anni della loro vita a studiare le materie che serviranno solo in questo mondo. Vi siete mai domandati perché? Beh, probabilmente in questa società le persone, musulmani inclusi, scelgono la carriera  allo scopo di ottenere un alto guadagno e una posizione sociale, perciò scelgono di diventare degli avvocati, dei medici, ecc. Però non si rendono conto che il miglior mestiere nell’Islam è fare il da’i o l’insegnante di Religione. Costoro [gli insegnanti dell’Islam e i sapienti] agli occhi di Allah valgono perfino più di quelli che stanno a casa dedicandosi [solamente] alle prediche o alla ‘ibada [all’adorazione di Allah]. Se i musulmani desiderano studiare la giurisprudenza, perché mai non si dedicano allo studio della Shari’a [legge islamica]? Se essi vogliono studiare la scienza, perché allora non scelgono la scienza islamica? Questo comportamento spiega quanto le persone [i musulmani] ritengano di maggior valore la loro carriera terrena e quanto si sentano imbarazzate ad esprimere foss’anche un semplice interesse verso gli studi islamici, solo perché così non sarebbero considerate allo stesso livello di altre persone “istruite”. Questo significa possedere la cattiva hayâ’, ovvero provar vergogna per qualcosa cui ci incoraggiano Allah e il Suo Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui).

Un altro esempio di hayâ’ negativa è molto comune per le nostre sorelle [che vivono] in questa società occidentale, e su tale argomento si concentrerà il resto di questo saggio. Quanto alle donne, uno degli aspetti più importanti dell’hayâ’ è la custodia della loro castità e modestia. Per custodirle, le donne devono seguire gli ordini di Allah, il Quale comanda di tenersi nascoste da tutti gli uomini illeciti per loro [cioè che non siano per loro “mahram”] e di occultare in loro presenza i loro ornamenti [la loro bellezza]. Questo ordine proveniente da Allah racchiude tutti gli aspetti dell’hayâ’ per tutte quelle [donne credenti] che seguono questo ordine. Le donne credenti e le seguaci [delle parole di Allah] si vergognano di disubbidirGli. In questa società esse diventano timide verso l’altro sesso, a causa del sentimento di vergogna che proverebbero se degli uomini sconosciuti le guardassero. Queste credenti possiedono hayâ’, perché si vergognano di uscire mostrandosi in pubblico e commettendo questo grave peccato di lasciare che tutti possano ammirare la loro bellezza. In questa società ci sono tante donne [musulmane] che dichiarano di provare hayâ’, ma il fatto che esse non vestano l’hijab dimostra il contrario. La dichiarazione secondo cui la donna della società di oggi non debba coprirsi è ovviamente una miscredenza. Se queste donne veramente possedessero il senso di hayâ’, certamente non contraddirebbero alcun ordine di Allah, anche se qualche ordine andasse contro le loro passioni. L’hayâ’ della donna deriva dalla sua modestia, dalla sua timidezza e dal suo timore di Allah, dunque come potrebbe possedere hayâ’, e al contempo camminare in pubblico senza velo? La prova [della sua oscenità] sta nell’hadith:

Abdullah Ibn Umar (radi-Allaâhu ‘anhu) narrò che il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: “In verità l’hayâ’ (la modestia) e l’îmân [la fede] sono dei compagni. Appena se ne perde uno, si perde anche l’altro”. [Bayahqi]

Ci sono tanti versetti nel Corano e tanti ahadîth che spiegano i motivi per i quali bisogna indossare l’hijâb. La Shari’a, ovvero la legge islamica, non ha mai smesso di ordinare l’hijâb, chiarendo ogni aspetto a questo riguardo e avvertendo che trascurando foss’anche lievemente [tale precetto], ne possono derivare volgarità e superbia. In altre parole, tali atteggiamenti sono stati proibiti per chiudere la porta all’indecenza e all’oscenità, rafforzando così il pilastro dell’hayâ’. La modestia [hayâ’] e il fatto di conservare il proprio onore sono di primaria importanza per tutelare la morale di qualsiasi società. E per questa ragione la modestia fu chiamata ornamento della donna, poiché la protegge da tanti peccati e impedisce agli uomini malintenzionati di avere dei brutti pensieri su di lei. Questo tipo di hayâ’ è stato descritto come facente parte della natura della donna credente, allo scopo di proteggerla dagli abusi degli uomini senza alcuna morale.

Fu narrato da Anas Ibn Malik (che Allah si soddisfi di lui) che il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Quando la volgarità [oscenità] fa parte di una cosa, [allora questa cosa] diventa difettosa; e quando l’hayâ’ è parte di una cosa, essa diventa bella.” [Tirmidhi]

Dunque è ovvio che l’hijâb svolga un ruolo importante riguardo all’hayâ’ perché esso impedisce l’oscenità, mentre l’hayâ’ favorisce questa protezione dall’oscenità. A questo punto l’îmân della persona diventa più forte. Dunque le due cose [îmân e hayâ’]  si accompagnano. Ai tempi del nostro amato Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui), quando fu rivelato il versetto relativo all’hijâb, tutti i credenti [Muhâjirûn e  Ansâr] corsero a casa dalle loro mogli, dalle loro figlie e dalle altre donne della loro famiglia per informarle dell’obbligo di coprirsi. Quelle che avevano un velo ne fecero uso, mente quelle che non lo possedevano se lo procurarono. Ad esempio il seguente hadîth riporta:

Fu narrato da ‘Aisha (radi Allahu ‘anha): “Che Allah abbia misericordia delle prime emigranti. Quando scese il versetto “di lasciar scendere il loro velo fin sul petto” (Corano XXIV. An-Nûr, 31), esse strapparono una parte dei loro spessi indumenti [che mettevano sopra gli altri] e li trasformarono in velo. E quando fu rivelato il versetto “e di coprirsi dei loro veli” (Corano XXXIII. AL-Ahzâb, 59), le donne degli Ansâr uscirono [così coperte] che sembrava avessero dei corvi posati sopra le loro teste” [Abu Dawud]

Questo hadîth ci indica che tutte quelle donne volevano custodire la loro modestia, perciò seguirono gli ordini di Allah adempiendo ad essi. Altre narrazioni parlano del livello di modestia di ‘Aisha (radi Allahu ‘anha).

‘Aisha narrò (radi Allahu ‘anha):

“Solevo entrare a casa mia dove era [sepolto] il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam), togliendomi il vestito, poiché vi si trovavano [solo] mio marito e mio padre; ma quando ‘Umar fu sepolto accanto a loro, giuro su Allah che non ci entrai più, senza essere avvolta [nel mio hijâb], per pudore nei confronti di ‘Umar.” [at-Tirmidhi e Ahmad]

Quelle donne che nella società di oggi scelgano di non portare il velo, pur avendo la fede nei loro cuori, possono essere classificate come musulmane ma non come credenti. La verità è che l’hayâ’ è una caratteristica specifica del mu’min (credente). La gente che ignora gli  insegnamenti del Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) non fa caso né all’hayâ’ né all’onore. Siccome hayâ’ e îmân dipendono l’una dall’altra, o sono presenti entrambe, oppure periscono insieme. Perciò il Profeta (la pace su di lui) ci trasmise in un hadîth:

Quando non hai [più] hayâ’, allora fai quello che ti pare

Oggi la volgarità e i suoi elementi sono diventati delle caratteristiche comuni anche tra i musulmani, i quali con un certo zelo imitano i miscredenti, che d’altro canto hanno combattuto per far abbandonare l’hijâb alle donne musulmane, per poi spingerle alla superbia e all’indecenza. Questi musulmani hanno dunque adottato lo stile di vita dei cristiani, più di quanto non seguano le tradizioni del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam). Perciò tali persone vivono un dilemma. Da un canto desiderano lanciare gli sguardi verso le mogli e le figlie di altri musulmani che camminano per la strada mezzo vestite ma d’altro canto non hanno il coraggio di negare gli insegnamenti del Sacro Corano e del Profeta (pace e bendizioni di Allah su di lui). Non possono dichiarare di aver abbandonato l’Islam e nemmeno sopportare di vedere le altre musulmane che portano l’hijâb e dimostrano possedere l’hayâ’. Essi sono stati negligenti nei confronti dell’oscenità così a lungo che alla fine è perito il loro senso di hayâ’ che l’Islam comanda di preservare. Salvaguardare l’onore fa parte dei desideri naturali i quali obbligano un uomo a proteggere il rispetto e la dignità delle donne. Quello che non capiscono questi uomini e queste donne è il fatto che se le donne non indossano l’hijâb e non coltivano l’haya’ nel loro cuore, alla fine fanno divertire quelli che seguono il sentiero di shaytân, come dimostra il seguente hadîth:

Malik Ibn Uhaymir (che Allah si compiaccia di lui) riferì di aver sentito dire dal Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam):

“Allah non accetterà nessuna opera buona né alcun atto di adorazione da chi sia superbo e volgare”. Domandammo: “Chi è la persona superba e volgare ?” Egli rispose: “Un uomo la cui moglie diverte degli uomini ghayr-mahram [coloro che non siano suoi parenti stretti – gli uomini dinanzi a cui ella dovrebbe osservare l’hijâb].”

Ora la parola “diverte” significa che ella fa mostra  della sua bellezza [agli uomini estranei] invece di tenersi coperta [quando si trovi in loro presenza]. Se i fratelli musulmani della società odierna fossero coscienti dei benefici dell’hayâ’ e dell’hijâb, assolutamente non potrebbero tollerare il contrario [di essi]. Ai tempi del nostro amato Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) i mariti non potevano nemmeno immaginare che le loro mogli uscissero scoperte, figuriamoci se le avrebbero lasciate libere di esporre le loro grazie in presenza di uomini estranei. Il seguente hadîth ne è la dimostrazione. Il seguente hadîth dimostra chiaramente questo fatto. Fu narrato da Al-Mughira (radiAllahu ‘anhu):

Disse Sa’d Ibn ‘Ubada:  ”Non esiterei ad uccidere mia moglie a colpi di spada, se la trovassi [in intimità] con un altro uomo”. Queste parole furono riportate al Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam), il quale disse: “Vi meravigliate della Ghira (gelosia) di  Sa’d ? Per Allah, io sono più geloso di lui ed Allah è più geloso di me. E a causa della Sua gelosia, Allah ha proibito le cose oscene compiute sia in pubblico che in segreto. E nessuno ama che la gente torni a Lui pentita, e supplichi il Suo perdono, più di Allah, e per tale ragione Egli inviò gli ammonitori e gli annunciatori della lieta novella. E nessuno ama essere adorato più di quanto [lo ami] Allah, e per tale ragione Allah ha promesso di garantire il Paradiso [a coloro che operano il bene]”. ‘Abdul Malik disse: “Nessuno è più geloso [ha più Ghira] di Allah.” [Sahih Bukhari]

Questo dovrebbe essere sufficiente per capire perché l’hijâb è così importante per le donne affinché esse coltivino l’hayâ’ e conducano la vita da vere credenti [mu’minât]. A volte però accade che le persone abbiano vissuto nel peccato per così lungo tempo, che alla fine non distinguono più il bene dal male. In altre parole, l’indulgere, da parte di una persona, nell’oscenità, conduce ad una perdita di saggezza e ad una diminuzione della capacità di distinguere tra le buone e le cattive azioni.

Come disse il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui):

Possiedo il senso dell’onore (una parte dell’hayâ’). Soltanto chi abbia oscurità nel suo cuore è privo dell’onore.”

Qualcuno potrebbe allora obiettare: se l’osservare l’hijâb e il salvaguardare il senso dell’hayâ’ sono tanto importanti, non abbiamo nulla che ce ne dimostri i meriti? Ebbene, la risposta a questa domanda si trova nel Corano e negli ahadîth.

Vi sono innumerevoli meriti derivanti dall’hayâ’ per chi lo voglia sapere. Ne menzioniamo solo alcuni:

1. Allah ama l’hayâ’. Ce lo insegna l’hadith:

In verità Allah  (è Uno che) possiede l’hayâ’, Egli è il Protettore. Egli ama l’hayâ e [ama] coloro che vicendevolmente coprono i loro peccati [agli occhi di terzi][Bukhari].

2. L’hayâ’ in se stessa è l’orgoglio dell’islâm, come indicato dal nostro Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam): 

Ogni sistema di vita ha un carattere innato. Il carattere dell’Islam è l’hayâ’”; oppure: “Ogni dîn ha un carattere innato. Il carattere dell’Islam è l’hayâ” [Abu Dawud]

3. L’Hayâ’ non reca altro che bene. Il nostro Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “L’hayâ’ reca soltanto il bene” [Bukhari]

4. L’Hayâ’ è un chiaro indizio della nostra fede [îmân]. Come disse il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui), rivolgendosi a un Ansâr che biasimava la timidezza di suo fratello: “Lascialo, perché l’Hayâ’ è (parte della) Fede” [Bukhari]

5. Infine, ma non di minore importanza, l’Hayâ’ ci conduce al Paradiso. Come disse il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui): “L’Hayâ’ deriva  dall’îmân; l’îmân conduce in Paradiso. L’oscenità deriva dall’avversione e l’avversione conduce al fuoco”. [Bukhari]

Realmente, la parola Hayâ’ deriva dalla parola Hayât, che significa vita. È evidente che chi possieda l’ Hayâ’, vivrà una vita islamica. Invece chi non la possiede vivrà una vita che islamicamente è morta, ma piena di vita secondo questo dunyâ.

Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse:

L’Hayâ’ e l’onestà  saranno le prime a sparire da questo mondo, perciò continuate a chiederle ad Allah” [Bayahqi]

Per concludere, dobbiamo capire che l’Hayâ’ è una caratteristica importante sia per gli uomini che per le donne. Gli uomini devono controllarsi, cercando di sposarsi in giovane età, e se non ne siano capaci dovrebbero digiunare.

Alle donne invece è stato impartito l’ordine di  celarsi [agli sguardi], in modo che gli uomini non cedano ai sussurri di satana e che non manchino di rispetto alle donne o se ne approfittino.

Nel Corano ci sono tanti versetti i quali spiegano chiaramente come ci dobbiamo comportare. Allah è Onnisciente, perciò Egli sapeva che noi avremmo dovuto affrontare questo tipo di problema vivendo in questa società. Non vi è alcuna valida scusa per cambiare le regole dell’Islam e praticare soltanto quello che ci pare. Allah ha detto sia agli uomini che alle donne come devono preservare il loro pudore. Ma se qualcuno di loro rifiutasse di seguire gli ordini del loro Signore, che Egli abbia pietà di loro e li guidi sulla retta via.

Di’ ai credenti di abbassare il loro sguardo e di essere casti. Ciò è più puro per loro. Allah ben conosce quello che fanno . E di’ alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare i loro ornamenti … [Suratu-n-Nûr (24):30-31]

E tutta la lode appartiene ad Allah. Che la Sua pace e le Sue benedizioni siano su Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam), sulla sua famiglia, sui suoi compagni e i suoi veri seguaci, fino al Giorno del Giudizio.

Zahra Abdul-Haseeb

Jazakillahu khayran Fatima Asya Baraka per la traduzione

fonte

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