O voi che credete, non entrate in case che non siano le vostre senza aver chiesto il permesso e aver salutato la gente (che le abita)

 

بسم الله الرحمان الرحيم

 (dal Tafsîr di Ibn Kathîr)

يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا لَا تَدْخُلُوا بُيُوتًا غَيْرَ بُيُوتِكُمْ حَتَّىٰ تَسْتَأْنِسُوا وَتُسَلِّمُوا عَلَىٰ أَهْلِهَا ۚ ذَ‌ٰلِكُمْ خَيْرٌ لَّكُمْ لَعَلَّكُمْ تَذَكَّرُونَ

 

فَإِن لَّمْ تَجِدُوا فِيهَا أَحَدًا فَلَا تَدْخُلُوهَا حَتَّىٰ يُؤْذَنَ لَكُمْ ۖ وَإِن قِيلَ لَكُمُ ارْجِعُوا فَارْجِعُوا ۖ هُوَ أَزْكَىٰ لَكُمْ ۚ وَاللَّهُ بِمَا تَعْمَلُونَ عَلِيمٌ

O voi che credete, non entrate in case che non siano le vostre senza aver chiesto il permesso e aver salutato la gente (che le abita); questo è meglio per voi. Allah ben conosce quel che fate. Se non vi trovate nessuno, non entrate comunque finché non ve ne sia dato il permesso;

e se vi si dice: “Andatevene!”, tornatevene indietro. Ciò è più puro per voi.

Allah ben conosce quel che fate. (Corano XXIV. An-Nur, 27-28)

Queste parole divine sono una regola di condotta raccomandata, anzi imposta da Allah (subhanaHu waTa’ala). Essa consiste nel non entrare all’interno di case altrui senza aver prima chiesto l’autorizzazione per tre volte, e aver salutato coloro che le abitano. Se questa autorizzazione è accordata, si può entrare, altrimenti bisogna ritirarsi senza insistere oltre.

A questo proposito, è citato nel Sahìh che Abu Musa (radi’ Allahu ‘anhu) chiese per tre volte l’autorizzazione di entrare in casa di ‘Umar ibn al-Khattàb (radi’ Allahu ‘anhu). Non avendo ricevuto tale autorizzazione, Abu Musa (r) ritornò sui suoi passi. Qualcuno chiese a ‘Umar (r): «Non hai sentito la voce di Abu Musa che chiedeva il permesso di entrare in casa tua?». Egli ordinò che lo si chiamasse, Abu Musa (r) era già lontano, ma lo raggiunsero e gli chiesero di tornare indietro. Quando fu in presenza di ‘Umar (r), questi gli chiese: «Perché ti sei ritirato?». «Ho chiesto per tre volte» rispose «il permesso di entrare, senza che mi fosse accordato. Ho sentito il Profeta (pace e benedizioni su di lui) dire:«Quando uno di voi chiede per tre volte il permesso di entrare senza ottenerlo, deve ritirarsi». »

‘Umar (r) esclamò allora: «Devi fornirmi una prova dell’autenticità di questo hadìth, altrimenti ti batterò brutalmente»

Abu Musa (r) si recò presso un gruppo di Medinesi e li mise al corrente dell’accaduto. Essi gli dissero: «Il più giovane di noi testimonierà per te, verrà con te da ‘Umar». Abu Sa’id al-Khudri (r), che era l’uomo di cui parlavano, si recò da ‘Umar insieme ad Abu Musa (r) e gli riferì l’identico hadìth. ‘Umar (r) allora replicò: «Devono essere stati gli affari nei mercati che mi hanno impedito di ascoltare personalmente questo hadìth».

Anas (r), da parte sua, riferì: Il Profeta (s) domandò una volta l’autorizzazione di entrare a casa di Sa’d ibn Ubada (r) dicendo: «Assalamu ‘alaykum waRahmatullah (che la pace e la misericordia di Allah siano su di voi)». Questi gli rispose a voce bassa, senza che il Messaggero di Allah (s) potesse sentirlo. Il Profeta (s) ripeté il saluto tre volte, poi se ne andò. Sa’d (r) gli corse dietro e gli disse: «Oh Messaggero di Allah! Che mia madre e mio padre siano il tuo riscatto! Non ti ho fatto sentire la mia risposta soltanto perché volevo ricevere più benedizioni ascoltando la tua voce!». Poi lo invitò in casa e gli offrì delle uvette secche. Il Profeta (s) ne mangiò un po’ e alla fine disse: «Che gli uomini virtuosi mangino del tuo cibo, gli angeli ti benedicano e i digiunatori interrompano il digiuno a casa tua» (Ahmad Abu Da’ud e Nisa’i).

Colui che chiede l’autorizzazione sappia che facendolo non deve stare proprio dinanzi all’entrata, ma deve rimanere a destra o a sinistra; così si comportava il Messaggero di Allah (s), così come riferì ‘Abdullah ibn Bishr (r), poiché a quell’epoca non vi erano tende che chiudessero le porte. Un giorno, infatti, un uomo chiese il permesso di entrare a casa del Profeta (s). Poiché si trovava dinanzi alla porta, egli (s) gli fece notare: «Stai a destra o a sinistra, poiché questa autorizzazione (prima di entrare) non è stata imposta se non a causa di ciò che si potrebbe vedere all’interno stando davanti alla porta»

Il Messaggero di Allah (s) disse anche: «Se un uomo guarda all’interno della tua casa senza la tua autorizzazione,  anche se tu gli lanciassi delle pietre e gli cavassi un occhio, non avresti commesso peccato» (sahihayn)

Jabir (r) riferì: Mio padre doveva ad un altro una somma di denaro. Mi recai a casa del Profeta (s) e bussai alla porta. Rispose: «Chi è alla porta?». «Sono io» risposi. La mia risposta dispiacque al Profeta (s).

In effetti, egli (s) detestava sentire una tale risposta, poiché occorre dire il nome e anche il soprannome per meglio identificarsi, altrimenti il fatto di chiedere il permesso non avrebbe più alcun senso.

‘Amr ibn Sa’id Thaqafi (r) riferì che un uomo chiese l’autorizzazione di entrare in casa del Profeta (s) dicendo: «Posso entrare?». Il Messaggero di Allah (s) disse allora ad una schiava: «Alzati e vai da costui ad insegnargli il modo in cui si entra (in casa d’altri), poiché lo ignora. Che dica: Assalamu ‘alaykum, posso entrare?». L’uomo, sentendo le parole del Profeta (s), esclamò: «Assalamu ‘alaykum, posso entrare?», ed egli (s) glielo permise.

Ibn Mas’ud (r) spiegò: «Siete tenuti a chiedere il permesso anche quando entrate a casa di vostra madre o di vostra sorella».

In quanto alle circostanze di questa rivelazione, ‘Adyi ibn Thabit (r) riferì che una donna degli Ansar disse una volta: «Oh Messaggero di Allah, qualche volta mi accade di trovarmi in uno stato per cui desidero che nessuno entri in casa mia, anche se si trattasse di mio padre o di mio figlio. Ma, malgrado ciò, alcuni entrano…». Allora fu rivelato il versetto: O voi che credete, non entrate in case che non siano le vostre senza aver chiesto il permesso…

‘Ata ibn Abi Rabah riferì di aver sentito dire da Ibn ‘Abbas (r): Vi sono alcune cose che gli uomini rinnegano, cioè:

  1. Allah (SWT) dice: Presso Allah, il più nobile di voi è colui che più Lo teme (Corano XLIX. Al-Hujurat, 13), ma gli uomini, al contrario, dicono: «Il migliore è quello che proviene dalla famiglia più nobile»
  2. Le regole dell’educazione: Chiesi al Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi wasallam) se dovevo chiedere l’autorizzazione per entrare nella camera delle mie sorelle che abitavano insieme a me, ed egli (s) mi rispose affermativamente. Siccome continuavo a ripetergli la domanda, sperando che mi esentasse da quest’obbligo, egli (s) rifiutò rispondendomi: «Vorresti forse vedere tua sorella nuda?». Io risposi di no, allora egli (s) proseguì: «Chiedi allora questo permesso!». Alla terza volta, mi chiese: «Vuoi obbedire ad Allah (SWT)?». Io risposi: «Sì!». Allora egli (pace e benedizioni su di lui) concluse: «Chiedi allora questo permesso!».

Molti ahadìth e raccomandazioni sono stati riferiti a questo proposito, dunque possiamo dedurne che è obbligatorio chiedere il permesso prima di entrare in casa altrui, e che è raccomandato farlo quando si entra in casa dei propri parenti.

Come mai questo permesso deve essere chiesto per tre volte? Gli Ulama’ hanno risposto:

  1. Per avvertire gli occupanti di una casa che c’è qualcuno alla porta
  2. Perché gli abitanti assumano un’attitudine conveniente
  3. Per lasciare loro la libertà: possono autorizzare l’ospite ad entrare così come gli possono rifiutare il permesso. Coloro ai quali non viene concessa l’autorizzazione devono ritirarsi, poiché la gente ha altre preoccupazioni e bisogni, ed è Allah l’Altissimo che conosce le ragioni di tale rifiuto.

Muqatil ibn Hayan (r) riferì: All’epoca preislamica (Jahiliyya) l’uomo incontrava qualcuno senza salutarlo (convenientemente), si accontentava di dire: «Ti auguro il buongiorno e la buonasera», che era la formula di saluto tra loro. Uno si rendeva a casa altrui, entrava senza avvisare né chiedere permesso, accontentandosi di dire: «Eccomi da voi!», o un’espressione analoga. Tale atteggiamento era una seccatura, e capitava che l’abitante della casa si trovasse in atteggiamento intimo con sua moglie. Allah (SWT) con questo versetto ha cambiato questo stato di cose, restituendo alle abitazioni il loro carattere sacro, purificando gli animi dai cattivi pensieri. Allah (SWT) dice: O voi che credete, non entrate in case che non siano le vostre senza aver chiesto il permesso e aver salutato la gente (che le abita)… E’ meglio per voi osservare questa regola, per essere protetti dal vedere entrare qualcuno in un momento inopportuno.

Se non vi trovate nessuno, non entrate comunque finché non ve ne sia dato il permesso, poiché entrare, in questo caso, sarebbe violazione di altrui domicilio. Il diritto di dare l’autorizzazione di entrare o di rifiutarla appartiene al padrone di casa. E se vi si dice: “Andatevene!”, tornatevene indietro. Ciò è più puro per voi, senza commettere alcuna trasgressione rispetto ai diritti altrui. Allah (SWT) conosce tutte le azioni degli uomini.

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