Lettera aperta al Senatore Ciampi in difesa del niqāb


Nel Nome del Dio Unico

Alla cortese attenzione del Senatore a vita della Repubblica

On. Carlo Azeglio Ciampi

Palazzo Madama

Oggetto: Proposte di legge denominate “leggi anti-niqaab ed anti-burqa”, ovvero Sbai-Contento e Mantini-Tassone.

Egregio Senatore,

Ci rivolgiamo a Lei, in vista del prossimo vaglio da parte del Senato della Repubblica delle proposte di legge in oggetto.

Come donne e come musulmane, speriamo che Lei si faccia portavoce delle nostre istanze, poiché, nonostante siamo le destinatarie, o per meglio dire le vittime, delle proposte di legge anti-niqab, non abbiamo avuto mai la possibilità di essere ascoltate e ci vediamo costrette ad essere rappresentate da persone prive delle competenze necessarie e tutto fuorché rappresentative delle comunità islamiche italiane, non avendo alcun titolo, né teologico né giurisprudenziale, per poter parlare a nome dei musulmani.

Lei in passato già prese a cuore il caso di una nostra sorella che venne multata per via del suo velo, dunque speriamo che voglia darci la possibilità di far sentire la nostra voce.

Abbiamo letto le proposte di legge in questione e, come potrà constatare Lei stesso leggendo i testi delle suddette, ne abbiamo dedotto quanto segue:

La “Sbai-Contento” poggia su basi discriminatorie, infatti chiede chiaramente che siano vietati gli “indumenti delle donne musulmane”. Come può essere applicabile? È incompatibile con l’art. 3 della Costituzione Italiana. Anche alcune ebree ortodosse indossano un velo che copre il viso, eppure le sole ad essere colpite dal divieto saremmo noi.

È dunque di nuovo il tempo di leggi ad hoc per questa o quella comunità razziale o religiosa? Ogni secolo deve avere le sue?

La Mantini-Tassone fa invece di peggio. Attraverso l’audizione di personaggi assolutamente ignoti alla maggioranza dei musulmani italiani, senza alcun titolo teologico o giurisprudenziale islamico, alcuni addirittura appartenenti o rappresentanti di associazioni laiche, affermano l’esatto contrario di ciò che l’Islam prescrive circa l’uso dell’abbigliamento femminile (hijab) e dell’uso del velo che copre il volto (niqab)!

Quando io e le mie sorelle musulmane abbiamo letto il resoconto delle audizioni, siamo rimaste allibite….. Nessun teologo, nessun sapiente, nessun giurista musulmano crederebbe mai che quelle dichiarazioni possano essere uscite dalla bocca di qualcuno che si dichiara musulmano. Eppure proprio in base a quelle, un centinaio di donne dai 18 anni in su,  rischiano di venire costrette a rinunciare alla propria vita fuori dalle mura domestiche, a non poter accompagnare i bimbi a scuola o ad andare a prendere un litro di latte o il pane al supermercato, non per la costrizione di qualche familiare (come alcuni vorrebbero far credere!) o per propria scelta ma a causa dello Stato che dovrebbe tutelare invece i loro diritti.

Di più: come al solito, siamo state descritte come donne “deboli, incapaci di decidere per noi stesse, schiave, sottomesse, poco acculturate se non completamente ignoranti”. Ci hanno definite “poche decine di donne sopra i 40 anni”, “immigrate”, “ abituate alle tradizioni tribali dei nostri paesi di nascita”.

Invece, come potrà constatare nel leggere le firme in calce, noi siamo in maggioranza italiane, nate in Italia, spesso abbiamo dovuto “combattere” contro il volere delle nostre famiglie, che avrebbero voluto farci rinunciare al velo. Molte di noi non hanno ancora 30 anni e molte hanno almeno una laurea. Di quali donne parlano dunque i politici che affermano che questa legge sia “necessaria”? Necessaria per chi?

Si parla di “sicurezza”. Come si può aumentare la sicurezza arrestando delle madri semplicemente per la loro scelta religiosa? O vietando ad una ragazza di studiare?

Altri stati democratici e sviluppati come la Svizzera, la Gran Bretagna, la Norvegia e perfino gli Stati Uniti hanno ritenuto una norma  che proibisca di coprire – se lo si desideri – parte del proprio viso, oltre che anticostituzionale anche inutile, ingiusta e sproporzionata, il che dimostra che non c’è alcun legame tra il niqāb e la sicurezza, come sostengono anche valenti giuristi i quali distinguono giustamente l’identificabilità da parte delle forze dell’ordine dalla visibilità da parte di tutti.

Ribadiamo con convinzione che il niqāb non riveste alcuna delle connotazioni politiche o estreme che sono state ad esso associate in evidente malafede; si tratta semplicemente di  una scelta sacra fatta da una credente solo per Dio, e in quanto tale chiediamo che venga tutelata dalla legge.

Fiduciose, La ringraziamo per l’attenzione accordataci e Le porgiamo i nostri migliori saluti.

Firmatari [loro sedi], 16 settembre 2011

Amatullah Anna Maria Cristiano, impiegata, Mo

Khadija Mariangela Palmieri, impiegata,  Bo

Bushra Haik, studentessa, Bo

Associazione Culturale Islamica “Tradizione e Comunità” – Genova

Forum “Discussioni sull’Islam” – www.islam.forumup.it

‘Umar Andrea Lazzaro, studente, Genova

Amal Miftah, studentessa, Pr

Iqra Viviana Helena Bulic, editrice, Mi

Aysha Cristina Mattiuzzo, ricercatrice, Fi

‘Aisha Farina, traduttrice

Camilla Checchin, studentessa, Treviso

J.S., studentessa, Massa Carrara

Ibrahim Giuliano Delnevo, studente, Genova

Federica Ayesha Lucarelli

Fatima Egesta, Bo

Anna Maria Panella, casalinga

Marianna Grilli, maestra d’asilo, Varese

Maria Grazia Durzu

Chiara Purgato, casalinga, Mi

Francesca Guerra, Casoria (Na), diplomata in lingue straniere

Mehmood Khan Zia Afzaal, Firenze

Amina Laura Cotognini

Khadija Anna L. Pighizzini, assistente biblioteca, Bergamo

Sante Ciccarello

Sara Vergeri, professione nonna 57 anni (musulmana da 20!), Alessandria d’Egitto

Yusuf Fabrizio Valerio Bosco

Maria Giulia Sergio

Marianna Sergio

Assunta Buonfiglio

Malika Michelina La Montagna

Fabio Michelangeli

Shaima Sehlaoui

Ornella Rihab Capitani, studentessa laurea magistrale

Amin AbuSara Gallo

Jessica Umm Adam Zanchi

Sanae Azzouzi

Nadia Minto

Gobbo Antonietta

Gino Minto

Shazia Shamim

Tariq Asim Mahmood

Asim Danesh

Salah-ddin Jdia

Silvana Archieri Iungo

Zahra Loredana Cortinovis

Antonella Hajar Villa, impiegata amministrativa, Bo

Aicha Luana, impiegata, Firenze

Lindita Dervisi, studentessa, MC

Abdullah Luca de Martini, insegnante

Associazione culturale islamica EL HODA, Cagliari…

Yahya Stefano Zini, architetto, Genova

AIMS-UK (associazione delle sorelle musulmane italiane nel Regno Unito) http://www.aims-uk.org

Nasreddine Riat
Mustapha Riat

… Inshaa Allah aggiungete la vostra firma (barakallahu fiki ukhti Amatullah Maria)>>>

Advertisements

As-salamu 'alaykum waRahmatullahi waBarakatuHu. Benvenuto/a su questo blog. I commenti costruttivi saranno visibili appena il gestore del blog li avra' approvati inshaa Allah.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...