Il divieto di raggruppare alcune preghiere senza un valido motivo

 

بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

Il divieto di raggruppare alcune preghiere senza un valido motivo

Alcune persone si basano sul seguente hadîth per autorizzare il raggruppamento di alcune preghiere senza ragioni particolari:

Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) riferì: “A Madinah, il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) riunì le due preghiere dello zuhr e dell’ ‘asr, e quelle del maghrib e dell’ ‘ishâ’, sapendo che non vi era nessun pericolo né pioggia”.

Secondo una versione di Waki’: “Chiesi a Ibn ‘Abbâs: “Perché fece questo?”, ed egli mi rispose: “Per non porre in difficoltà la sua comunità”.” (Sahîh Muslim, cap. IV – Del fatto di riunire due preghiere quando ci si trova in città (nel luogo di residenza)).

Tuttavia, come ha spiegato lo shaykh Bin Bâz (rahimahulah) (Majmû’ Fatawâ, vol. 12, pag. 303): “Vi è Ijmâ’ (consenso) tra i Sapienti riguardo al divieto di raggruppare le preghiere senza valide ragioni”.

Infatti, il Corano, così come gli ahadîth autentici dimostrano che è obbligatorio compiere le 5 preghiere nel loro tempo fissato, e che non è permesso raggruppare la preghiera dello zuhr con l’ ‘asr e quella del maghrib con l’ ‘ishâ’ senza una scusa shar’i (sharaitica, legale), come la malattia, il viaggio, la pioggia, ecc…

Gli orari delle 5 preghiere sono stati mostrati al Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) da Jibrîl (Gabriele, pace su di lui), come riferito in un lungo hadîth riportato da Jabir ibn ‘Abdullah (radiAllahu ‘anhu) e autentificato dallo shaykh Albani (rahimahullah), in Sunan an-Nisa’i (n° 526) e Sunan Tirmidhi (n° 150).

Questo hadîth, come molti altri, dimostra che l’ora di ciascuna preghiera si situa tra due limiti ben determinati. Ecco perché in condizioni normali non è permesso compiere una salat prima o dopo il lasso di tempo che rappresenta la sua ora stabilita.

A questo proposito, Allah (‘azza waJalla) dice:

فَأَقِيمُوا الصَّلَاةَ إِنَّ الصَّلَاةَ كَانَتْ عَلَى الْمُؤْمِنِينَ كِتَابًا مَوْقُوتًا (103)

…eseguite la Salat, poiché in verità, per il credente, l’orazione è un obbligo in tempi ben determinati (Corano IV. An-Nisâ’, 103)

As-Sa’adi (rahimahullah) (Tayassir al-Karim Rahman fi Tafsir Kalam al-Mannan, pag. 199) spiega questo versetto dicendo: “Ciò prova chela Salatha un tempo (ben determinato) e che la preghiera non è valida se non (è compiuta) nel suo tempo appropriato”.

Ibn Kathîr (rahimahullah) nel suo Tafsîr, spiega: “Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) spiega che ciò significa obbligatorio. Ha detto anche che la preghiera ha un tempo fisso così come il pellegrinaggio. Questa opinione è condivisa da Mujâhid, Salim ibn ‘Abdillah, ‘Ali ibn al-Husayn, Muhammad ibn ‘Ali, As-Sudî”.

In quanto all’hadîth riportato da Muslim, da Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu), secondo cui il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) raggruppò lo zuhr con l’ ‘asr, e il maghrib con l’ ‘ishâ’, quando si trovava a Madinah:

I Sapienti affermano che il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) non realizzò tale raggruppamento senza motivo; la base di questa affermazione riposa in particolare sul fatto che numerose prove tratte dal Corano e dalla Sunnah dimostrano la proibizione di raggruppare le preghiere prescritte senza scuse valide, ma anche perché Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) rispose – quando lo interrogarono su questa azione del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam): “Per non porre in difficoltà la sua comunità”.

An-Nawawî (rahimahullah) (Sharh Muslim, vol. 3) riferisce che i Sapienti hanno avanzato diversi motivi riguardo al Jam’ del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam):

– Alcuni Sapienti hanno affermato che il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha proceduto a questo raggruppamento a causa della pioggia, poiché in effetti in caso di forte pioggia il raggruppamento delle preghiere è permesso. Ma questa affermazione non è autentica, poiché in una delle due versioni dell’hadîth che abbiamo citato in precedenza, troviamo: “…sapendo che non vi era nessun pericolo né pioggia”.

– Altri Sapienti ritengono che non si sia trattato di un raggruppamento reale (Jam’ Haqiqi), ma piuttosto di un raggruppamento apparente (Jam’ Sûri) delle due preghiere.

Ciò significa che il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) avrebbe ritardato la prima preghiera finché restasse (appena) il tempo sufficiente per compierla prima della fine del suo tempo, e l’avrebbe compiuta in quel momento. Dopodiché, avrebbe pregato la seconda salât all’inizio del tempo di questa. Questo modo particolare sarebbe poi stato designato come un Jam’ delle due preghiere (nonostante fosse un raggruppamento solo apparente).

– Infine, un altro gruppo di Sapienti afferma che il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) raggruppò le preghiere a causa di una malattia o di una scusa simile, tra quelle che permettono (legalmente) il raggruppamento, allo scopo di sollevare dalla difficoltà la sua comunità.

Questi Sapienti si basano su questo hadîth per dimostrare il permesso di compiere il Jam’ in caso di malattia o in caso di una difficoltà che impedisca di realizzare la preghiera all’ora giusta.

Quest’ultima opinione è senza dubbio la più autentica, e si tratta del punto di vista dell’Imâm an-Nawawî e dell’Imâm Ahmad ibn Hanbal (che Allah abbia misericordia di loro). Tra i contemporanei, è l’opinione adottata in particolare da shaykh Ibn Bâz e shaykh Salih al-’Uthaymîn (che Allah abbia misericordia di loro).

Shaykh Bazmul disse riguardo all’hadîth di Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu):

“(…) È stato confermato secondo Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) che (una volta) il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) a Madinah raggruppò la preghiera dello zuhr con quella dell’ ‘asr, e quella del maghrib con quella dell’ ‘ishâ’, nonostante non vi fosse né timore né pioggia. E quando venne chiesto a Ibn ‘Abbâs quale fosse la ragione per cui il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) aveva fatto ciò, rispose: “Per non porre in difficoltà la sua comunità”. I Sapienti hanno spiegato: questo hadîth dimostra che è permesso al Musulmano che incontri una difficoltà che gli impedisca di compiere la preghiera nel tempo prescritto, di raggruppare lo zuhr e l’ ‘asr, e il maghrib e l’ ‘ishâ’, ma a condizione che ciò non diventi un’abitudine (ossia deve trattarsi di una cosa eccezionale).

Dunque è permesso al Musulmano che si trovi dinanzi ad una (reale) difficoltà che gli impedisca di compiere la preghiera nel suo tempo di procedere al raggruppamento, ma a condizione che non faccia di ciò un’abitudine (…)”.

(fonte: http://majid.assalam.free.fr/Bazmoul_stains.htm Domande-Risposte, lezione n° 2).

Questa opinione è anche quella di Ibn Sirin, di alcuni compagni di Malik e Shafi’i, ed è l’opinione adottata da Ibn Mundhiri e da un gruppo tra la gente dell’Hadîth; questi Sapienti pongono due condizioni perché la persona possa raggruppare la preghiera dello zuhr con quella dell’ ‘asr, e quella del maghrib con quella dell’ ‘ishâ’:

1. Che vi sia una ragione valida che impedisca alla persona di compiere la preghiera nel suo tempo prescritto.

2. Che ciò avvenga a titolo eccezionale; ciò significa che la persona non dovrà fare di questa pratica un’abitudine (Sharh Muslim dell’Imâm An-Nawawî, vol. 3).

Fawa’îd:

– È permesso di procedere al Jam’ in caso di malattia (es. Metrorragia, difficoltà di purificarsi per ogni preghiera…), di viaggio, di pioggia e di un (reale) bisogno (Sharh Siffat Salat Nabî dello shaykh Bazmul)

– Il permesso di raggruppare le preghiere non si applica che per la preghiera dello zuhr con quella dell’ ‘asr e quella del maghrib con quella dell’ ‘ishâ’ (Sharh ‘Umdatu-l-Ahkâm, vol. 1 di Ibn Salih al-Bassam)

– La persona può compiere il raggruppamento delle preghiere nel tempo dell’una o dell’altra preghiera. Se compie il raggruppamento nel tempo della prima preghiera, ciò è denominato Jam’ Taqdim, se lo compie nell’ora della seconda preghiera ciò è denominato Jam’ Ta’khir (Sharh Zad al-Mustaqana, vol. 1 di shaykh ‘Uthaymîn).

Molte persone hanno interpretato male l’hadîth di Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu), ritenendo che si potessero raggruppare le preghiere senza motivo.

E altre persone, soprattutto durante l’estate, periodo in cui l’ora della preghiera dell’ ‘ishâ’ è molto tardi, pensano che sia loro permesso di raggruppare la preghiera del maghrib con quella dell’ ‘ishâ’ durante tutta l’estate, col pretesto che lavorano presto al mattino oppure che non possono pazientare fino all’ora della salât, ecc…

Ora, ciò non è corretto, poiché i Sapienti non hanno menzionato il fatto che l’ora della salât sia tardiva come un motivo che permetta di raggruppare le preghiere.

A questo proposito, una persona chiese una fatwa a Lajna Da’ima (il Comitato permanente per le fatawâ), all’epoca presieduta dallo shaykh Ibn Bâz (rahimahullah), domandando se la gente che viveva in Europa poteva raggruppare la preghiera del maghrib con quella dell’ ‘ishâ’, dato che la sua ora era molto tardi, e il tempo del fajr era molto presto, e i loro figli non potevano pazientare fino al momento di compiere la salât della notte (‘ishâ’).

Il Comitato rispose dicendo:

“Malgrado (le ragioni) che avete menzionato, non vi è permesso anticipare la preghiera dell’ ‘ishâ’, (riunendola) col maghrib. È obbligatorio compiere la preghiera dell’ ‘ishâ’ dopo la scomparsa di “shafaq”. Conviene al Musulmano di pazientare e di sperare nella ricompensa di Allah in tutto ciò, conformemente alla Parola di Allah (‘azza waJalla):

إِنَّ الصَّلَاةَ كَانَتْ عَلَى الْمُؤْمِنِينَ كِتَابًا مَوْقُوتًا (103)

…In verità, per il credente, la salât è un obbligo in tempi ben determinati(Corano IV. An-Nisâ’, 103)

Così come la generalità degli ahadîth autentici riportati dall’Inviato di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) che dimostrano il tempo (prescritto) per le preghiere”

(fonte: Majmû Fatawâ Lajna Da’ima, vol. 8 pag. 132)

Perché non raggruppare le preghiere?

Domanda:

Perché non raggruppare le preghiere? So che il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) le raggruppò così come le separò. Perché il giorno di ‘Arafat le raggruppiamo… allora perché non fare lo stesso gli altri giorni?

Risposta:

La Lodespetta ad Allah.

La sua domanda è molto grave, poiché implica tutte le disposizioni religiose. Infatti, si potrebbe dire: perché essere obbligati a digiunare un mese completo? Perché non digiunare dei giorni isolati, ripartiti tra i vari mesi dell’anno?… Perché effettuare il pellegrinaggio in un periodo determinato, in modo tale da provocare la calca? Perché non permettere alla gente di recarsi in pellegrinaggio nel corso di tutto l’anno?… E si potrebbero porre numerose altre domande, che sarebbero obiezioni sollevate davanti al Giudizio di Allah… O fratello! Sappia che Allah l’Altissimo dice:

إِنَّ الصَّلَاةَ كَانَتْ عَلَى الْمُؤْمِنِينَ كِتَابًا مَوْقُوتًا (103)

…In verità, per il credente, la salât è un obbligo in tempi ben determinati(Corano IV. An-Nisâ’, 103)

Ossia a delle ore (determinate). Comprenda ciò che abbiamo appena detto. Chiedo ad Allah di guidarla e di dirigerla.

Shaykh Saad al-Humayd

L’Islâm consiste nel sottomettersi ad Allah l’Altissimo e a non opporsi al Suo Giudizio. Poiché Allah l’Altissimo dice:

وَمَا كَانَ لِمُؤْمِنٍ وَلَا مُؤْمِنَةٍ إِذَا قَضَى اللَّهُ وَرَسُولُهُ أَمْرًا أَنْ يَكُونَ لَهُمُ الْخِيَرَةُ مِنْ أَمْرِهِمْ

Quando Allah e il Suo Inviato hanno decretato qualcosa, non è bene che il credente o la credente scelgano a modo loro… (Corano XXXIII. Al-Ahzâb, 36)

Dice ancora (‘azza waJalla), a proposito degli orari delle preghiere:

إِنَّ الصَّلَاةَ كَانَتْ عَلَى الْمُؤْمِنِينَ كِتَابًا مَوْقُوتًا (103)

…In verità, per il credente, la salât è un obbligo in tempi ben determinati(Corano IV. An-Nisâ’, 103)

La rivelazione divina ha stabilito i tempi delle cinque preghiere con la parola e con l’atto, e il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) li ha applicati durante tutta la sua vita, poiché non raggruppava le preghiere se non in caso di viaggio o di difficoltà (costrizione).

Vorremmo attirare la vostra attenzione sul fatto che taluni innovatori sostengono il raggruppamento delle preghiere dello zuhr e dell’ ‘asr da una parte, e quelle del maghrib e dell’ ‘isha’ dall’altra, (anche) in caso di soggiorno e senza nessuna scusa (particolare). Non fidatevi di loro. Non state in loro compagnia e non li ascoltate. State in guardia, perché non rendano la pratica della vostra religione troppo difficile. Chiediamo ad Allah di assistervi e di guidarvi.

Islam Q&A (http://www.islam-qa.com/)

Raggruppare due preghiere a causa del lavoro

Domanda:

(Una persona) chiede: Qual è il suo punto di vista riguardante colui che raggruppa la preghiera dello zuhr con quella dell’ ‘asr a causa del lavoro, dichiarando di aver sentito uno shaykh in uno dei canali satellitari emettere un fatwa (che permette ciò)?

Risposta:

Chiediamo ad Allahla Suaprotezione! Ciò fa parte dei grandi peccati, (ossia) riunire le preghiere senza motivi (validi).

(fonte: Fatwa dello shaykh Ar-Rajahi)

Il raggruppamento delle preghiere

Domanda:

Nobile shaykh, da alcuni anni la gente della mia moschea raggruppa salâtu-l-maghrib e salâtu-l-’ishâ’ durante l’estate. Il loro argomento è che l’ora dell’ ‘ishâ’ è tardiva, e ciò reca pregiudizio alle persone anziane e a coloro che lavorano l’indomani. Praticano ciò per un mese, anche di più, e adducono come prova l’hadîth di Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu): “A Madinah, il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) riunì le due preghiere dello zuhr e dell’ ‘asr, e quelle del maghrib e dell’ ‘ishâ’, sapendo che non vi era nessun pericolo né pioggia”.

E nella versione di Waki’: “Chiesi a Ibn ‘Abbâs: “Perché fece questo?”, ed egli mi rispose: “Per non porre in difficoltà la sua comunità”.”

Sapendo che l’estate si avvicina e che ricominceranno ad agire in questo modo, è permesso raggruppare le due preghiere per le ragioni precedentemente citate, e di seguirli in questo, e ciò per un mese o più? La loro comprensione dell’hadîth è corretta? Potrebbe fornirci la spiegazione corretta di questo hadîth e indicarci ciò che è permesso o proibito fare in questo caso? BarakAllahu fikum!

Risposta dello shaykh Radjihi:

Questo è un atto sbagliato. Il raggruppamento delle due Salât senza ragione valida fa parte dei grandi peccati: riunire salâtu-l-maghrib con salâtu-l-’ishâ’ senza scuse fa parte dei grandi peccati, poiché Allah Ta’ala dice:

إِنَّ الصَّلَاةَ كَانَتْ عَلَى الْمُؤْمِنِينَ كِتَابًا مَوْقُوتًا (103)

…In verità, per il credente, la salât è un obbligo in tempi ben determinati(Corano IV. An-Nisâ’, 103)

Ciò significa che esse devono obbligatoriamente essere compiute negli intervalli di tempo stabiliti. Ed è stato autentificato che il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) diressela Salâtun giorno all’inizio del suo intervallo di tempo, e il secondo giorno alla fine di questo intervallo, ma mantenendosi entro l’orario prescritto. Non è dunque permesso all’orante di raggruppare due preghiere a meno che non disponga di una scusa, come il viaggiatore o il malato. Può anche raggruppare al-maghrib e al-’ishâ’ se vi sia nella sua regione una forte pioggia, un grande freddo o vento forte, o fango nelle strade, come evocò Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu): “Pregate nei vostri appartamenti se il fango raggiunge le vostre ginocchia”.

In quanto all’hadîth di Ibn ‘Abbâs (che Allah sia soddisfatto di lui), che evocò che il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) riunì al-maghrib e al-’ishâ’ senza che vi fossero paura o impedimenti particolari, è menzionato nelle Sunan di An-Nisa’i ciò che prova che tale raggruppamento non fosse che apparente. Egli (sallAllahu ‘alayhi waSallam) in effetti ritardò il compimento dello zuhr fino (quasi) alla fine del suo orario, in modo tale da terminare le 4 raka’at dopo il termine del tempo prescritto. Così, dopo il compimento di queste 4 raka’at che lo fecero uscire dall’orario (della prima preghiera), pregò immediatamente le 4 raka’at dell’ ‘asr all’inizio del loro intervallo di tempo. Allo stesso modo, ritardò al-maghrib fino (quasi) alla fine del suo tempo, e dopo aver pregato queste 3 raka’at, essere uscito dall’orario del maghrib ed essere entrato nel tempo dell’ ‘ishâ’ pregò le 4 raka’at dell’ ‘ishâ’ all’inizio del tempo prescritto (per quest’ultima preghiera).

Questo raggruppamento apparente fu effettuato per ragioni ben precise, ed egli (sallAllahu ‘alayhi waSallam) non lo fece che una sola volta a Madinah. Inoltre, i versetti, i testi e le prove menzionanti il fatto di compierela Salâtnel tempo impartitole sono senza equivoco, mentre questo hadîth può prestarsi all’interpretazione. E non vi è che la gente dal cuore malato che si attacca ai testi soggetti ad interpretazione rigettando i testi senza equivoco. Allah (subhânaHu waTa’ala) dice:

فَأَمَّا الَّذِينَ فِي قُلُوبِهِمْ زَيْغٌ فَيَتَّبِعُونَ مَا تَشَابَهَ مِنْهُ ابْتِغَاءَ الْفِتْنَةِ وَابْتِغَاءَ تَأْوِيلِهِ

Coloro che hanno una malattia nel cuore, che cercano la discordia e la (scorretta) interpretazione, seguono quello che è allegorico… (Corano III. Âl-’Imrân, 7)

In quanto a coloro che sono radicati nella scienza, riportano i testi chiari allo scopo di comprendere i testi che potrebbero prestarsi ad equivoco.

Riguardo all’hadîth che evoca ciò che accadde a Madinah, la sua interpretazione deve farsi tramite testi senza equivoco, così diremo che egli (pace e benedizioni di Allah su di lui) agì così in modo eccezionale, gli accadde qualcosa di particolare a Madinah, e per questo raggruppò le due preghiere. Non lo fece che una sola volta a Madinah, ed è menzionato nelle Sunan di An-Nisa’i che questo raggruppamento non fu che apparente, mentre ogni preghiera venne in effetti compiuta nel suo tempo; in apparenza furono raggruppate, ma nei fatti ciascuna fu compiuta nel suo orario.

Non è dunque permesso a costoro di raggruppare le loro preghiere, devono temere Allah (‘azza waJalla) e compiere ciascuna Salât nel suo orario, salvo in caso di pioggia, vento, freddo intenso o fango, e unicamente in tali casi, così come fece il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam). Egli non fece ciò (il raggruppamento menzionato dall’hadîth) che una sola volta, per un caso particolare, e non bisogna che la gente si attacchi a dei fatti soggetti ad interpretazione per tralasciare ciò che è senza equivoco. I testi sono effettivamente chiari: il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) pregò nel corso di tutta la sua vita ciascuna salât in orario, salvo una sola volta, per delle ragioni precise.

Come possiamo allora tralasciare una cosa che il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) compì per tutta la sua vita, quando esistono dei testi che dimostrano l’obbligo di compiere la salât in orario:

إِنَّ الصَّلَاةَ كَانَتْ عَلَى الْمُؤْمِنِينَ كِتَابًا مَوْقُوتًا (103)

…In verità, per il credente, la salât è un obbligo in tempi ben determinati(Corano IV. An-Nisâ’, 103)

Ciò significa che essa è stata prescritta in intervalli di tempo stabiliti. Vi è anche l’hadîth di Jibrîl che menziona l’obbligo di compiere ciascuna Salât tra i due intervalli. Come tralasciare questi testi chiari per adottare un testo soggetto ad equivoco, che mostra come egli (sallAllahu ‘alayhi waSallam) lo fece una sola volta nella vita, e per delle ragioni precise?

L’allievo domanda:

Quali erano le loro ragioni per aver ritardatola Salât?

Shaykh Radjihi:

 

Alcuni Sapienti hanno detto che fece ciò per una causa, una cosa eccezionale che accadde e che gli fece raggruppare le preghiere.

I sapienti hanno portato un esempio concreto: per qualcuno che scavi un pozzo nella pietra, discenda nel pozzo prima dello zuhr e non ne esca che verso la fine della giornata. Scaverà tutta la giornata, e non potrà risalire, per continuare a scavare, non ne avrà il tempo. In questo caso, costui può risalire dopo (che sia entrata) l’ora (dell’ ‘asr) e raggruppare le due preghiere (zuhr e ‘asr), ecco un caso eccezionale che rientra nelle parole di Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu): “Per non porre in difficoltà la sua comunità”.

In effetti, scavare il pozzo è un dovere per la persona, e nella pietra… ciò necessita di molto tempo: discendere nel pozzo, scavare, poi risalire, compiere salâtu-z-zuhr… poi ridiscendere: ciò richiederebbe molto tempo e lo porrebbe in difficoltà, dunque si tratta di un caso eccezionale, che rientra nelle parole di Ibn ‘Abbâs.

Ma che queste persone, residenti nel loro paese, raggruppino le due preghiere del maghrib e dell’ ‘ishâ’ senza ragione, e ciò per tutta l’estate, ciò è un errore ed è considerato come un grande peccato e contrario ai testi.

Una persona presente domanda il giudizio riguardante la preghiera così effettuata.

 

Risposta dello shaykh:

Riguardo alla preghiera (così effettuata): se si tratta di un jam’ taqdim (compiere maghrib all’ora giusta e subito dopo compiere ‘ishâ’) occorre rifare la preghiera (dell’ ‘ishâ’), poiché è una preghiera che non è compiuta in orario, ma se è un jam’ takhir (fare il maghrib più tardi, quando è già il tempo dell’ ‘ishâ’), allora non si recupera la (prima) preghiera (ossia la preghiera del maghrib è persa).

(fonte: domanda posta allo shaykh ‘Abd al-’Azîz ar-Radjihi (che Allah lo protegga) il mercoledì 4 del mese di Rabi-l-Awwal 1426 H (13 aprile 2005 d.C.).)

 


jazahAllahu khayran alla sorella Umm Assia

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