Consigli per le sorelle che disertano i corsi di lingua araba


بسم الله الرحمن الرحيم 
 السلام عليكم ورحمة الله وبركاته

 
Possiamo constatare tre tipi di “disertrici” dei corsi di arabo:

1- Coloro che non si interessano assolutamente all’apprendimento della lingua araba; il fatto di non riuscire a leggere non fa loro né caldo né freddo, wAllahu-l-Musta’an…

2- Coloro che sono interessate, ma che difettano di motivazione.

3- Coloro che sono motivate, ma si scoraggiano dinanzi alla mole di informazioni da assimilare.

Cara sorella, che trascuri completamente lo studio della lingua araba:

“La lingua araba fa essa stessa parte dell’Islâm, e sappiate che [l’apprendimento] dell’arabo è un dovere. Se è obbligatorio comprendere il Qur’ân e la Sunnah – ed essi non possono essere compresi senza conoscere l’arabo – allora i mezzi necessari per compiere tale dovere divengono anch’essi obbligatori” [shaykhu-l-Islâm Taqiyyu-d-dîn Ibn Taymiyyah (rahimahullah)].

Come sono vere le parole dello shaykh! Per comprendere il Qur’ân e la Sunnah, vi è una sola chiave: la lingua araba! Dunque, tu che non padroneggi la lingua araba, come puoi parlare del Qur’ân e della Sunnah? Come puoi dire “qâla Allâh” oppure “qâla-r-Rasûl (sallAllahu ‘alayhi waSallam)”, senza comprendere queste parole?

A coloro cui non fa né caldo né freddo di essere musulmane, senza nemmeno conoscere la lingua dell’Islâm, ricordo le parole dello stesso shaykh: “l’arabo, che è il simbolo dell’Islâm e la lingua del Qur’ân”.

E i sapienti dicono spesso: “Un Corano rivelato in arabo ad un Profeta arabo, per un popolo arabo”; che posto hai tu in questa frase?

O tu, che ti definisci “talibatu-l-‘ilm”, leggendo unicamente libri in italiano, medita su queste parole dello shaykh Sâlih Âl ash-Shaykh, muftî degli affari religiosi di Riyâd: “Non vi è scienza senza grammatica. Colui che non possieda la grammatica è un muqallid (imitatore)”, ossia segue le parole di uno shaykh ottusamente.

Sorella mia, come ti puoi definire “salafiyya”, nonostante la lingua dei Salaf ti sia del tutto ignota? Come ti puoi definire “salafiyya”, senza recitare il Corano nella lingua in cui esso fu rivelato? E Allah lo menziona ripetutamente nel Corano:

وَلَقَدْ نَعْلَمُ أَنَّهُمْ يَقُولُونَ إِنَّمَا يُعَلِّمُهُ بَشَرٌ ۗ لِّسَانُ الَّذِي يُلْحِدُونَ إِلَيْهِ أَعْجَمِيٌّ وَهَـٰذَا لِسَانٌ عَرَبِيٌّ مُّبِينٌ

Sappiamo bene che essi dicono: “C’è un qualche uomo che lo istruisce”, ma colui a cui pensano parla una lingua straniera, mentre questa è lingua araba pura (Corano XVI. An-Nahl, 103)

وَإِنَّهُ لَتَنزِيلُ رَبِّ الْعَالَمِينَ

نَزَلَ بِهِ الرُّوحُ الْأَمِينُ

عَلَىٰ قَلْبِكَ لِتَكُونَ مِنَ الْمُنذِرِينَ

بِلِسَانٍ عَرَبِيٍّ مُّبِينٍ

In verità, esso è davvero ciò che il Signore dei mondi ha rivelato, è sceso con esso lo Spirito fedele, sul cuore tuo, affinché tu fossi un ammonitore in lingua araba esplicita (Corano XXVI. Ash-Shu’arâ’, 192-195)

وَكَذَ‌ٰلِكَ أَنزَلْنَاهُ قُرْآنًا عَرَبِيًّا

Lo facemmo scendere [sotto forma di] Corano arabo (Corano XX. Tâ-Hâ, 113)

Riguardo coloro che sono demotivate: ponetevi queste domande, barakallahu fikunna:

Sorella, non ti rattrista il fatto di non poter leggere il Corano se non in italiano, sapendo che fu rivelato in arabo? Non ti rattrista balbettare ogni parola, al punto tale da abbandonare subito la lettura?

Non ne hai abbastanza di aspettare che il tale libro sia tradotto? Non ne hai abbastanza di leggere soltanto dei riassunti di libri, soprattutto sapendo che alcune traduzioni non sono fedeli al testo originale, talvolta per veicolare delle shubuhât (dubbi)? E – nell’ultimo caso – il fatto di non padroneggiare la lingua araba è addirittura pericoloso!

Non ne hai abbastanza di chiedere a destra e a manca, perché qualcuno telefoni a un sapiente al posto tuo? Non ti piacerebbe ascoltare le durûs dei grandi sapienti, senza dover disturbare ogni volta una sorella, tuo marito, o altri, chiedendo con insistenza: “Ehi, che ha detto? Che ha detto?”.

Sorella, non ti vergogni di non poter insegnare ai tuoi stessi figli? Ti fa piacere che un’altra debba educarli?

Quanto tempo aspetterai, sorella mia? Quando sarai sposata? Quando avrai un altro bambino [e ancora meno tempo]? Quando avrai compiuto l’hijrah? Cosa stai aspettando?! Uno dei Salaf diceva: “State in guardia dal “più tardi”, è la più grande arma del diavolo”. Hai dimenticato che non siamo padroni del nostro tempo e della nostra vita? Hai dimenticato che apparteniamo ad Allah e che a Lui faremo ritorno? Hai dimenticato che l’Angelo della morte non bussa alla porta prima di entrare?

E quando ti ritroverai dinanzi al tuo Signore, e dovrai rendere conto degli atti di adorazione che hai effettuato malamente, dell’apprendimento del Corano e degli ahâdîth che hai trascurato, ecc…

A causa di cosa? delle tue lacune in arabo…

Quel giorno, potrai presentare delle scuse dinanzi ad Allah? Potrai dirGli che non avevi il microfono per partecipare al tal corso? Potrai dirGli che non vivevi in un paese arabofono? Allah sa cosa contengono i cuori; allora – sorella mia – temi la Sua collera, se tutte queste scuse non erano che dei pretesti per coprire la tua pigrizia e la tua mancanza di motivazione!

Perché, certamente, non avevi il microfono, ma avevi i mezzi per procurartene uno. Dicevi di non trovare corsi vicino a casa tua, ma forse hai fatto finta di non esserne al corrente, o hai cercato altre scuse… dicevi di preferir restare a casa, ma una sorella teneva delle lezioni su paltalk… Sostenevi di vivere in un angolo sperduto, senza la connessione internet, ma hai mai chiesto a uno dei tuoi familiari arabofoni (fratello, padre, marito, ecc) di insegnarti almeno le regole di base, foss’anche una sola volta la settimana?

Dicevi che il tuo tale parente non era un buon pedagogo, che non aveva pazienza, ma – sorella mia – lo sai che ai tempi dei Salaf gli studenti venivano picchiati a colpi di bastone dai loro maestri? Si sono forse scoraggiati? No!, perché avevano una tale sete di sapere che ciò li motivava maggiormente ad apprendere!! Chi siamo noi, rispetto a loro, per fare questo genere di capricci? Ma noi preferiamo restare ignoranti, piuttosto che superare queste pseudo difficoltà. Preferiamo restare dipendenti da qualche decina di libri disponibili in italiano, piuttosto che sforzarci per avere accesso a delle montagne di sapere!

Allora, rifletti sorella mia e poniti la domanda: ho davvero una scusa per non partecipare ai corsi di arabo (di qualsiasi tipo)? Ho veramente una scusa per non poter leggere il Corano in arabo, così come gli ahâdîth? Sono tutte domande che occorre porsi, poiché puoi inventarti ogni sorta di scusa, Allah sa meglio di te che ne sei capace! Non potrai nasconderGli nulla il Giorno in cui tutte le azioni saranno svelate…

O tu, sorella mia, che hai abbandonato, perché ti sembrava troppo difficile… Ti ricordi quanto tempo ci hai messo per imparare a leggere e a scrivere in italiano? Lo sai che la scienza non si acquisisce se non dopo duro sforzo?

Yahyâ ibn Abî Kathîr diceva a suo figlio ‘Abdullah: “La scienza non si ottiene col rilassamento del corpo” (Sahîh Muslim).

Sai che il celeberrimo trasmettitore di ahâdîth, l’imâm al-Bukhârî, viaggiava per migliaia di chilometri per ottenere foss’anche un solo hadîth?

Ed ecco cosa consigliava shaykh Muqbil (rahimahullah) ai suoi figli:

“O figli miei, giuro per Allah che se la scienza potesse essere versata in un bicchiere, la verserei per voi, ma essa non si può acquisire che col duro lavoro, lo sfinimento, e consumandosi le ginocchia [rimanendo in ginocchio durante le lezioni dello shaykh]”.

E si trattava dei figli di uno shaykh, che avevano accesso ad una montagna di scienza permanentemente! Tuttavia, anche per loro, egli ricordava come fosse difficile! Allora che dire di noi? Possiamo forse acquisire il sapere rimanendo comodamente sdraiate sul divano? Possiamo acquisire il sapere se ci demoralizziamo perché non riusciamo a distinguere tra il soggetto e il complemento oggetto?

“La grammatica è una casa fatta di bambù, la cui porta d’ingresso è di ferro”.

È una metafora di shaykh Al-‘Uthaymîn che rende conto della difficoltà di accedere alla lingua… ma una volta che vi si acceda, diventa facile.

Subhanallah, sorelle, dovremmo vergognarci di non conoscere la lingua del libro del nostro Signore!! Ma attenzione, questa vergogna deve servirci unicamente per motivarci e deve essere messa da parte durante i corsi, per partecipare nel miglior modo possibile!

Il nostro vocabolario è povero? Abbiamo un accento strano? E allora?? Vorremmo forse diventare esperte di lingua araba in un mese?

Sorelle mie, le donne che vedete oggi leggere e scrivere in arabo, ascoltare i corsi dei nostri grandi sapienti, ecc… nonostante non fossero arabofone in precedenza… ebbene, sappiate che ciò che avete sotto gli occhi non è il risultato di 2, 3 o 4 mesi di apprendimento, ma di diversi anni! E non è finita, esse continuano a studiare! Ma si tratta di un apprendimento regolare; non seguono i corsi per un mese, poi si fermano, poi ricominciano l’anno seguente… Sicuramente c’è chi ce l’ha fatta anche così, ma è noto che l’albero che dona i frutti migliori è quello che viene annaffiato regolarmente…

Infine, vorrei dare alcuni consigli a coloro che sono già iscritte ad un ciclo scolastico (che Allah le ricompensi per il loro sforzo, hanno un grande merito masha Allah):

– l’assiduità

– la concentrazione

– la motivazione

– avere il comportamento proprio del Tâlib al-‘ilm: evitare di distrarre le altre, bandire le parole futili durante il corso, fare i compiti (eh… sì!)

– prendere appunti (shaykh Salih al-Shaykh ha molto insistito su questo punto durante i suoi corsi sulla metodologia del Tâlib al-‘ilm)

Allora, sorelle mie, smettiamo di parlare a vanvera e dire che siamo motivate, quando in realtà non facciamo alcuno sforzo…

Che Allah ci faciliti tutte nell’apprendimento della scienza e che ci doni la motivazione

Ecco un modesto consiglio che rivolgo prima di tutto a me stessa, sperando che nessuna si senta offesa…

Barakallahu fikunna,

Wa-s-salâm,

Una sorella del forum per l’apprendimento della lingua araba

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