Come gestire un bambino difficile?


La società d’oggi è, per quanto riguarda l’educazione del bambino, il risultato delle teorie della psicanalista Françoise Dolto, secondo cui sarebbe stato vietato vietare.

Avendo preso atto di un numero impressionante di bambini tirannici, allevati senza porre loro alcun limite, i pedagoghi d’oggi sostengono che il bambino abbia innanzitutto bisogno di essere inquadrato, di essere cosciente dell’esistenza di limiti e di ricevere un’educazione rigorosa, senza cui non potrà fiorire.

Il bambino difficile è spesso nominato “tirannico”. Quando parla, alcune espressioni ricorrono: “Non voglio”, “Mi rifiuto”, “No e no”.

Sarà sempre più difficile per i genitori trovare un modo per educarlo.

Il Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) ci ha insegnato: “Un genitore non può lasciare nulla di meglio del buon comportamento in eredità a suo figlio” [riportato da at-Tirmidhi].

Come mai ci si trova dinanzi ad un comportamento difficile?

1- Il bambino esprime talvolta i suoi sentimenti attraverso il suo comportamento, perché questo è l’unico modo che conosce per dirvi come si sente, cosa prova in fondo a sé stesso.

2- È importante sapere che il bambino refrattario usa la violenza per sentirsi in sicurezza, per proteggersi. Farlo sentire al sicuro significa contribuire a ridurre la sua volontà di potenza e le sue reazioni aggressive.

3- Un bambino refrattario a tutto è in verità un bambino che non ha fiducia in sé stesso. I genitori devono manifestare al loro figlio amore e affetto, anche nel caso in cui la reazione del bambino sia violenta (quanti mali derivano innanzitutto da una mancanza d’amore!)…

L’attitudine che i genitori dovrebbero adottare:

Bisogna sapere che i bambini difficili sono pieni d’energia, d’ostinazione e di caparbietà. Sono in generale dei bambini intelligenti e ben organizzati, che si fissano obiettivi precisi, che perseguiranno con successo.

Per questo motivo, i loro genitori devono imparare come comportarsi nei loro confronti. Poiché, se i genitori sappiano guidare il bambino verso delle direzioni positive, potranno ottenere dei risultati molto soddisfacenti, che li stupiranno. L’essenziale consiste nell’essere convinti che sia possibile riuscire ad educare il bambino difficile, affidandosi al nostro Signore.

L’educazione di questo tipo di bambini esige la presenza costante dei genitori, una forza morale efficace, la pazienza di un angelo, e un’indulgenza infinita. “E Allah è con i pazienti”. I genitori che si innervosiscano o che, esasperati, usino la violenza, commettono un errore imperdonabile.

Se il bambino refrattario e tirannico ha bisogno, più di un altro, di affetto, comprensione e pazienza, ha anche bisogno di limiti.

Il bisogno fondamentale di stabilire dei limiti:

I genitori a tendenza lassista, che permettono qualsiasi cosa al bambino, devono sapere che la loro percezione dell’educazione genera delle personalità mal costruite che, divenute adulte, saranno miserabili e soprattutto faranno soffrire coloro che stiano loro attorno. L’assenza di frustrazioni indispensabili genererà più tardi una soglia molto bassa del dolore. Molte persone che non possono sopportare, in età adulta, il minimo dispiacere e pretendono di ottenere tutto facilmente – e talvolta usano la violenza per ottenerlo – sono stati dei bambini che non hanno mai provato la frustrazione.

Per crescere bene, il bambino ha bisogno di passare attraverso l’esperienza della frustrazione. Ogni genitore deve assumersi il rischio di un disamore temporaneo da parte di suo figlio, attraverso cui quest’ultimo comprenderà cosa sia un limite. Stabilire limiti chiari e precisi riguardo l’ora di andare a dormire, le ore dei pasti, la pulizia… praticamente su tutto, dei limiti chiari ma accettabili.

Le 7 regole di base:

I genitori devono tener presenti le seguenti regole:

1) La coppia deve essere della stessa opinione:

La più piccola falla in seno alla coppia permetterà al bambino di infilarcisi. Ciò avrà l’effetto di rendere il bambino insicuro, e di conseguenza di esacerbare la sua violenza. I genitori si devono presentare uniti in un solo fronte, senza la minima discrepanza (mai mettere in forse l’autorità dell’altro genitore dinanzi al bambino).

2) Imporre orari fissi:

Conviene ritualizzare l’educazioine del bambino: orari fissi per i pasti, per andare a dormire…

3) Mai tornare sulle proprie parole:

Una punizione resta una punizione e deve essere effettuata.

4) Valorizzare il proprio figlio. Ricompensare sempre i suoi comportamenti positivi.

Fategli comprendere che lo sapete capace di gestire alcune situazioni coi suoi mezzi, ma che sarete sempre al suo fianco quando avrà bisogno di voi.

5) Se vostro figlio urla o dice delle parolacce, cercare – da parte vostra – di coprire il rumore che fa gridando più forte gli farà soltanto pensare che la forza e il potere sono i mezzi per risolvere i conflitti.

6) Riflettete sulla sua condotta e descrivetela in modo favorevole piuttosto che negativo. Non dite, per esempio, che è un bambino “ingestibile” o “stancante”, ma che è “pieno d’energia” ed “emozionante”.

7) Durante la crisi, evitate lunghe discussioni.

La discussione veicola al bambino l’idea che egli sia sullo stesso piano dei genitori. Invece che avventurarsi in una lunga discussione, è meglio limitarsi a far presenti le regole da seguire. Il bambino deve rispettarle, punto. È tutto. Quando la crisi è finita, trovare il momento per parlare al bambino, prima di ciò non è in grado di ascoltarvi.

Per concludere, che Allah venga in aiuto ad ognuno di noi; che Egli ci guidi e ci conceda la pazienza necessaria per compiere la nostra responsabilità, ossia l’educazione dei nostri figli, âmîn.

Linda Bendjafer

Psicologa dell’educazione, specializzata in psicopatologia del bambino e dell’adolescente.

fonte

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