Aggressione islamofoba: è diventato pericoloso andare in giro per una munaqqaba…


بسم الله الرحمن الرحيم
 
السلام عليكم ورحمة الله وبركاته

Sabato scorso, Sophie [nome di fantasia] era andata allo zoo, nella regione francese di Seine-et-Marne, col suo bambino di 13 mesi. Sophie indossa il niqâb, il velo integrale che non lascia vedere che gli occhi. Un torto, secondo i suoi aggressori, una donna e due uomini che hanno avuto cura di farglielo capire con la violenza. Col suo bambino in braccio, Sophie si è vista strappare il suo niqâb, prima di essere sbattuta con forza contro una rete dello zoo.

Il sito Al-Kanz l’ha incontrata.

Al-Kanz: Sabato scorso, lei è stata vittima di un’aggressione soltanto perché indossava un niqâb, vero? Potrebbe dirci di più?

Sophie:  Ero allo zoo con mio figlio. Tutto andava bene, finché una donna, accompagnata da due uomini, è venuta ad importunarmi, dicendo che non avevo alcun diritto di stare lì, che ero passibile di un’ammenda di 150 euro a causa del mio niqâb. Le ho ribattuto ironicamente che non doveva far altro che metterlo a verbale, dato che soltanto la polizia aveva il potere di far applicare la legge. Ha cominciato a tirare fuori i soliti pregiudizi: “Torna a casa tua!”… “Io, sono nel mio paese”. “Soltanto gli Arabi possono fare queste cose…”. Quando le ho risposto che ero francese “d.o.c.”, come si dice, se l’è presa con mio figlio, dicendomi che non aveva di certo una testa da francese. Sono seguiti degli insulti diretti contro l’Islâm e contro me in particolare.

I toni si sono accesi, finché ci siamo trovate vicinissime, ed è in quel momento che mi ha spinto, strappandomi il mio niqâb, così violentemente che perfino il mio jilbâb si è quasi staccato. Mi sono spontaneamente difesa, graffiandola, ed è in quel momento che uno dei due uomini mi ha sbattuta violentemente contro una rete. Durante tutta la scena, avevo in braccio il mio bambino di 13 mesi. Mi sono fatta prendere dal panico e mi sono dibattuta. Ero veramente sconvolta. Temevo talmente per la sicurezza di mio figlio, che mi sono difesa come potevo.

Al-Kanz: Secondo lei, è certo che l’abbiano aggredia perché è musulmana e porta un velo sul viso?

Sophie: Sì, gli insulti proferiti da questa donna erano chiaramente rivolti contro la religione musulmana, e quando le ho risposto che indossavo il niqâb per scelta, mi ha semplicemente dato della “m…”. Non tollerava che potessi passeggiare allo zoo indossando il niqâb. È questo che ha scatenato l’aggressione nei miei confronti.

Al-Kanz: Il luogo dell’aggressione era pubblico, trattandosi di uno zoo. Èstata soccorsa dai passanti?

Sophie: Sì, alhamdulillah, un uomo è arrivato di corsa e si è messo davanti a me per proteggermi; anche uno dei guardiani dello zoo ha cercato di far ragionare i miei aggressori, purtroppo però si trovava dietro un recinto. Non poteva dunque aiutarmi fisicamente.

Al-Kanz: Lei ha denunciato il fatto. La polizia ha dimostrato interesse, durante la sua deposizione?

Sophie: Sì. Hanno preso la mia denuncia estremamente sul serio, e mi hanno lasciato il tempo di raccontare i fatti nei particolari.

Al-Kanz: Come pensa di dare seguito alla vicenda?

Sophie: Aspetto notizie dal commissariato; conto di prendere un avvocato e andare fino in fondo alla questione, inshallah.

Al-Kanz: Ha subìto conseguenze fisiche, dopo questa aggressione?

Sophie: Alhamdulillah, non ho subìto conseguenze fisiche. Tuttavia, serbo effetti psicologici dovuti a questa aggressione, e ciò è altrettanto grave, se non peggiore, poiché ci metteranno più tempo a guarire e a cicatrizzare, rispetto ad un semplice livido. Sono ancora adesso estremamente sconvolta per ciò che mi è successo. Faccio fatica a credere che sia accaduto davvero.

Al-Kanz: Sarebbe a dire?

Sophie: Sono ancora traumatizzata, rivedo la scena nella mia testa. Le grida e i pianti di mio figlio mi straziano il cuore. Oltre ad essere stata aggredita, sono stata umiliata e sminuita, calpestata sotto i piedi. Un animale sarebbe stato trattato con maggior riguardo. Ho paura a uscire da sola. Mi opprime il pensiero di mettere piede fuori di casa. È triste da dire, ma è diventato pericoloso per una donna col niqâb uscire, anche solo per prendere un po’ d’aria col suo bambino.

Non è la prima volta che subisco, è ormai quotidiano sopportare insulti e scherzi, soprattutto dopo tutta questa polemica intorno al niqâb, da quando, ormai due anni fa, hanno inaugurato questa caccia alle streghe. Il tam tam mediatico a proposito del niqâb è stato intenso, alimentato da numerosi interventi patetici dei nostri politici sull’argomento. Oggi, la gente comune in Francia si sente più forte, si arroga il diritto di farsi giustizia da sé, si sente legittimata nell’agire. Per loro, noi non siamo nemmeno più esseri umani. Somigliamo a bestiame, che essi si sentono in diritto di cacciare.

fonte

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