‘Ulûm al-Qur’ân – Un’introduzione alle scienze del Qur’ân

بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, Colui che dona Misericordia

 

INTRODUZIONE

Il Qur’ân contiene le rivelazioni di Allah, il Creatore, Colui che provvede nell’universo. È il messaggio che Allah rivolge all’essere umano e, perciò, esso è per noi della più grande importanza. Per cogliere correttamente un messaggio, l’individuo ha innanzitutto bisogno di comprendere esattamente il suo contenuto; per fare ciò, egli dovrebbe studiare il Qur’ân approfonditamente e in dettaglio. In effetti, vi sono persone che passano tutta la loro vita a studiare il Qur’ân, a leggerlo e a riflettervi, e man mano che crescono e si evolvono, fisicamente e spiritualmente, vi scoprono dei nuovi significati e implicazioni.

Inoltre, conoscenze particolari riguardo le circostanze che hanno circondato l’apparizione del messaggio sono pure necessarie per una comprensione totale del suo senso e delle sue implicazioni. Benché una parte di questa conoscenza speciale derivi dallo stesso Qur’ân, altri aspetti non possono essere accostati se non con uno studio e una ricerca più ampi e approfonditi.

I musulmani si sono, fin dall’inizio, dedicati non soltanto allo studio del messaggio rivelato da Allah – il Qur’ân – ma anche a quello del suo quadro e della sua struttura, così come a ciò che diventeranno in seguito le scienze o la conoscenza a proposito del Qur’ân, ossia Ulûm al-Qur’ân.

L’approccio più consono al Qur’ân, secondo il mio umile punto di vista, può essere condotto in tre tappe. Dovete:

– Prima di tutto, ricevere il messaggio del Qur’ân, attraverso l’ascolto o la lettura;

– In secondo luogo, comprenderlo attraverso la riflessione e lo studio dei suoi significati;

– In terzo luogo, applicarlo in modo da porre ordine nella vostra vita, così come in quella della società, conformemente al suo messaggio.

La branca del sapere, chiamata Ulûm al-Qur’ân, può essere un mezzo per compiere la seconda tappa, ossia quella di comprendere il messaggio del Qur’ân, cogliendone l’ambito e le circostanze.

Secondo una definizione generale, Ulûm al-Qur’ân[1] indica gli studi in rapporto col Libro delle rivelazioni inviate all’ultimo Profeta, Muhammad (sallAllahu calayhi waSallam), ossia:

– La sua rivelazione;

– La sua raccolta;

– Il suo ordine e sistemazione;

– La sua scrittura;

– Le informazioni relative alle ragioni e alle circostanze della rivelazione;

– Le informazioni su ciò che fu rivelato a Mecca o a Medina;

– Le informazioni sull’abrogazione e i versetti abrogati;

– Le informazioni a proposito dei versetti chiari o equivoci.

Il termine comprende anche gli studi che si riferiscono al Qur’ân, quali:

– La spiegazione dei versetti e dei passaggi da parte del Profeta stesso (sallAllahu calayhi waSallam) e dei suoi Compagni, dei loro successori e degli ultimi esegeti del Qur’ân;

– I metodi di spiegazione;

– Le opere degli esegeti più noti.

Il proposito di questo libro – come d’altra parte tutti Ulûm al-Qur’ân – consiste nel permettere una migliore comprensione del messaggio coranico, fornendo delle informazioni sul suo ambito, la sua struttura e le circostanze della sua rivelazione. Si tratta, in buona misura, di una relazione descrittiva del soggetto tradizionale di Ulûm al-Qur’ân. Alcune branche di Ulûm al-Qur’ân, quali le divisioni del testo, il suo stile, la sua forma letteraria, ecc. sono state brevemente affrontate, mentre altre, che sembravano più importanti, sono state trattate in maniera dettagliata. Alcuni argomenti riferentisi alla comprensione del testo (asbâb an-nuzûl, an-nâsikh wa-l-mansûkh, ecc.) in particolare sono stati affrontati più ampiamente, mentre altri, quali i sette ahruf, o la scrittura uthmanî, utili soltanto per i lettori aventi una conoscenza approfondita dell’arabo classico, sono stati introdotti senza essere elaborati.

Mi sono accontentato di presentare i punti di vista generalmente accettati sulle questioni e, allorquando il consenso non fosse evidente, ho fatto riferimento alle più importanti tra le opinioni divergenti. Benché mi sia fatto un’opinione personale su alcune questioni, il mio scopo principale in questa introduzione è stato quello di informare il lettore e non di guidarlo, più o meno apertamente, in direzione delle mie proprie conclusioni.

Un certo numero di questioni riguardanti lo studio del Qur’ân è stato oggetto di un’attenzione particolare, poiché questa introduzione a Ulûm al-Qur’ân è concepita per dei lettori specifici, in particolare i giovani musulmani che non abbiano avuto o abbiano un accesso limitato alle fonti originali sull’argomento. Ho quindi incluso diversi temi sviluppati in modo particolare per questi lettori, quali:

– Gli orientalisti e il Qur’ân;

– Le traduzioni del Qur’ân;

– Le interpretazioni moderne del Qur’ân;

– La lingua del Qur’ân;

– La lettura e la recitazione del Qur’ân.

In più, e in modo particolare per aiutare questi lettori, ho citato spesso degli esempi tipo per illustrare i diversi punti discussi, allo scopo di renderli più comprensibili.

Che quest’opera (a quanto ne sappia, la prima in lingua italiana) adempia al suo scopo e vi aiuti a cogliere meglio il messaggio del Qur’ân e ad applicarlo nella vostra vita, e che Allah accetti questo umile sforzo e perdoni gli eventuali errori ivi contenuti.

Ahmad Von Denffer

Leicester

Ramadan 1981/1401

[1] Sâbûnî, Muhammad Alî, At-tibyân fî ulûm al-Qur’ân, Beirut, 1970, p. 10.

 

Inshaa Allah potete scaricare la traduzione completa del libro, seguendo il link sottostante:

Ulûm al-Qur’ân – Ahmad Von Denffer

L’uomo che leggeva il libro al contrario

Man reading Qur'an

Mi ricordo della prima volta che vidi un Corano.

Ero una bambina, e prendevo il TGV con mia madre. Lei mi lasciava andare in giro, e io trotterellavo lungo i corridoi dei vagoni.

Da lontano, vidi un signore girare le pagine di un libro, in maniera sorprendente. Era un signore senegalese o maliano, con un qamîs blu. Mi avvicinai piano piano. Leggeva a mezza voce, girando le pagine da sinistra verso destra.

Gli dissi allora: “Signore, ma lei legge il libro al contrario!”.

Rise, mi sorrise, e rispose: “Questo Libro si chiama Corano, è scritto in arabo, e l’arabo si legge da destra verso sinistra, allora io giro le pagine così”, e dicendo ciò mi mostrò il senso.

Vorrei tanto rivedere quel signore, per dirgli: “Anch’io, sebbene debba ancora far progressi, leggo oggi il mio Libro al contrario!”.

Oum Houdayfa

Da un campo profughi in Siria – Parla un volontario:

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Con la coda dell’occhio vedo una vecchietta che cerca di attirare la mia attenzione. Le sorrido e cammino verso di lei, mentre lei si dirige nella mia direzione. Mi dice ‘As-salamu ‘alaykum’, e continua: ‘Ho bisogno del tuo aiuto per qualcosa! Mi è permesso mangiare il riso che è stato acquistato per gli orfani? I bambini di mio figlio adesso sono affidati a me, ed io cucino il riso per loro. Volevo sapere… Ho 75 anni, e ho sempre cercato di fare le cose giuste, per Allah… Va bene se mangio il riso?’. La guardo con grande ammirazione e le rispondo: ‘Sì, inshaa Allah’. Continua: ‘Ma proviene dal denaro della sadaqah per ya’tîm (gli orfani)… Però non ho denaro per comprare alcunché… Altrimenti non avrei mai chiesto’… Subhanallah, prego che la Ummah possa avere il suo stesso timore di Allah e la sua stessa onestà. Una qualità che appartiene ormai a pochissimi. Che Allah migliori la sua situazione e faccia sì che quei bambini facciano parte dei pii. Alhamdulillah, sono stati benedetti nell’avere un così meraviglioso esempio nella loro nonna.

Talib al-‘ilm?…

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Prima di potersi anche solo definire ‘talib al-‘ilm’ (studente di scienze religiose), occorreva che un individuo memorizzasse il Qur’an. Non farlo era un indizio di pigrizia e una fonte di disonore.

Hafsah bint Sirîn memorizzò una riwâyah all’età di 12 anni, mentre sua sorella ne aveva 9 quando lo fece.

Hafsah in seguito giunse a padroneggiare tutte le qira’ât (letture del Qur’an), al punto tale che suo fratello (Muhammad ibn Sirîn) era solito consigliare ai suoi colleghi e ai suoi studenti di far riferimento a lei per qualsiasi chiarimento e spiegazione.

Quanti di noi hanno memorizzato almeno 3 juz (parti) del Qur’an? Eppure insistiamo a definirci studenti di scienze religiose…

Un amico dimenticato

Ramadan-Quran

La luna nuova di ramadân era stata avvistata. Sedevo al solito posto, tutto solo, nell’angolo della moschea, osservando un insolito numero di persone che si accalcavano all’entrata. Mentre guardavo la folla, notai un viso familiare dirigersi verso di me. Quando si avvicinò, mi resi conto che si trattava di Ahmad – un amico che avevo incontrato alla madrasa serale, tanti anni prima. Aveva solo 6 anni quando il suo insegnante me l’aveva presentato. All’inizio non credo gli piacessi, ma col passare degli anni il nostro legame si rafforzò e pensavo non mi avrebbe mai lasciato. Ma non appena compì 14 anni e terminò la madrasa, smise persino di rivolgermi lo sguardo. Lo aspettavo in moschea, col cuore dolente, sperando che tornasse, ma la sua vita era così piena di impegni da non avere nemmeno il tempo di pensare a me. Ora era passato un anno, 11 mesi per la precisione, da quando l’avevo visto l’ultima volta. Subhanallah! Com’era cambiato. Non in meglio, sfortunatamente, ma in peggio. Mentre rispolverava la nostra amicizia interrotta, si rese conto dell’errore commesso. Mi abbracciò, stringendomi forte. I suoi occhi si riempirono di lacrime, quando si rese conto che stare lontano da me l’aveva fatto allontanare dal suo Signore. Gli dissi di non preoccuparsi, poiché Allah (subhânaHu waTa’âlâ) ama i Suoi servi e perdona coloro che si pentono.

Man mano che i giorni di ramadân passavano, ritornammo uniti come un tempo. Giorno e notte eravamo insieme. Gli spiegai come vivere la sua vita e cosa fare per avvicinarsi ad Allah (subhânaHu waTa’âlâ). Ahmad non si stancava mai della mia compagnia. Prestava attenzione ad ogni mia parola – sforzandosi di comprendere – ma la verità è che io sono qualcuno che non tutti comprendono. Lo rivestii delle qualità dei credenti. Le lacrime scendevano lungo le sue guance, mentre gli descrivevo la punizione che lo avrebbe atteso se non si fosse attenuto ai comandi di Allah Ta’âlâ.

I suoi genitori e i suoi insegnanti gli consigliarono di coltivare la nostra amicizia e di continuare a frequentarmi. Cominciammo persino ad andare a scuola insieme, e lui passava l’ora di pranzo insieme a me. I suoi compagni di classe lo prendevano in giro e gli ridevano dietro le spalle, quando lo vedevano bazzicare in cortile dietro a me, ma ad Ahmad non importava e non mi lasciò. Gli dissi di non preoccuparsi, e gli narrai le storie dei profeti (pace su tutti loro); di come i loro popoli si presero gioco di loro e di come furono ingiusti nei loro confronti, eppure essi furono costanti e non rinunciarono.

Il nostro legame crebbe, sempre più forte, e passavamo sempre più tempo insieme. Trascorremmo pure gli ultimi dieci giorni di ramadân insieme, in i’tikâf, il ritiro spirituale in moschea. Ahmad stava sveglio tutta la notte ad ascoltarmi, ancora ed ancora, ma il suo interesse non scemava, e scopriva sempre qualcosa di nuovo in quello che avevo da dirgli.

Così, il ramadân passò. La gente che aveva trascorso l’i’tikâf in moschea andò a casa, a prepararsi per l’ ‘Îd, eccetto me. Rimasi in moschea, immaginando come avrei trascorso il giorno dell’ ‘Îd con Ahmad. E quel giorno giunse. Lo aspettai al solito posto, nell’angolo della moschea. La preghiera dell’ ‘Îd terminò e la congregazione si disperse, ma non vi era segno di Ahmad. Continuai ad aspettarlo, alle ore delle successive preghiere, ma non venne mai, e il mio cuore si spezzò quando mi resi conto che mi aveva abbandonato di nuovo.

È tardi, la preghiera dell’ ‘Ishâ’ è appena terminata. La moschea è vuota. Il custode chiude la porta e se ne va, ma io sono ancora qui, nel mio angolino, mentre la polvere comincia a posarsi su di me. Un’auto passa vicina alla moschea e i suoi fari, attraverso il vetro della finestra, mi illuminano il dorso. Il mio nome diviene per un attimo visibile, prima di sparire nuovamente nell’oscurità della notte: ‘Il Sublime Corano’.

Luqman Musa – Al-Jâme’ah, Leicester.

Educazione islamica

بسم الله الرحمان الرحيم

Quando si parla di educazione islamica, spesso si pensa all’istruzione prettamente religiosa che viene impartita nelle moschee, ai sermoni, o alle indicazioni fornite ai convertiti che entrano nella comunità musulmana.
Si ignora spesso un significato più ampio di educazione islamica, ovvero l’intero sistema di trasmissione della conoscenza da una generazione all’altra, di sviluppo dell’individuo, di promozione del bene, di disciplina e di miglioramento della comunità tutta.

Ghana Junior high school students

Inshaa Allah potete scaricare l’articolo completo di sorella Umm Yahya ar-Rumiyyah (che Allah la ricompensi) cliccando sul link sottostante:

Educazione-Islamica