Educazione islamica

بسم الله الرحمان الرحيم

Quando si parla di educazione islamica, spesso si pensa all’istruzione prettamente religiosa che viene impartita nelle moschee, ai sermoni, o alle indicazioni fornite ai convertiti che entrano nella comunità musulmana.
Si ignora spesso un significato più ampio di educazione islamica, ovvero l’intero sistema di trasmissione della conoscenza da una generazione all’altra, di sviluppo dell’individuo, di promozione del bene, di disciplina e di miglioramento della comunità tutta.

Ghana Junior high school students

Inshaa Allah potete scaricare l’articolo completo di sorella Umm Yahya ar-Rumiyyah (che Allah la ricompensi) cliccando sul link sottostante:

Educazione-Islamica

Lo Scaffale Islamico

BISMILLĀHIR-RAḤMĀNIR-RAḤĪM

Assālam ‘alaykum waraḥmatullahi wabarakātuhu 

Alḥamdulillāh, Lo Scaffale Islamico è finalmente disponibile all’indirizzo www.loscaffaleislamico.net 

scaffale

Si tratta di un portale creato per diffondere il messaggio dell’Islām, secondo il Sublime Corano, la Nobile Sunnah del Profeta Muḥammad (pace e benedizioni su di lui) e i suoi Pii Predecessori.

Lo Scaffale Islamico è dedicato a musulmani e non musulmani italofoni, interessati ad accrescere e migliorare la conoscenza dell’Islām proveniente da fonti autentiche e attendibili. Verrà regolarmente aggiornato con l’inserimento di nuovi testi ed articoli benefici (inshaAllāh) tradotti da un team di volontari seri e attenti, e con la collaborazione di revisori e correttori competenti ed esperti.

I testi potranno essere scaricati o sfogliati gratuitamente oppure essere acquistati comodamente da casa in versione cartacea ad un prezzo simbolico, atto a coprire soltanto le spese di stampa e produzione e con le spese di spedizione a carico del destinatario.

Il materiale tradotto è sottoposto ad un meticoloso lavoro di correzione eseguito a diversi livelli e da più persone per garantire qualità, accuratezza e correttezza della forma e del contenuto. Verifiche grammaticali, linguistiche e ortografiche ma anche revisioni dottrinali e controlli incrociati con il testo originale sono effettuati su ogni traduzione al fine di individuare inesattezze, alterazioni del significato e interpretazioni errate.

Ringraziamo Allāh, l’Altissimo per averci offerto la possibilità di realizzare questo progetto e anche tutte le persone che hanno collaborato, collaborano e collaboreranno in questo sforzo. Che Allāh le ricompensi per il loro prezioso contributo, amīn.

Chiunque abbia bisogno di maggiori informazioni o sia interessato ad aiutare Lo Scaffale Islamico, può contattarci via email all’indirizzo info@loscaffaleislamico.net

 

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Assālam ‘alaykum waraḥmatullahi wabarakātuhu
Lo Scaffale Islamico

Se il senso del sacro è relativo

Nel nome di Allah, Clemente, Misericordioso.

maglietta

Sono passati quasi vent’anni da quando lo stilista Karl Lagerfeld disegnò per Chanel un abito da sera su cui erano ricamati versetti coranici. La modella che inconsapevolmente lo indossò si chiamava Claudia Schiffer. Seguì la polemica, le pronte scuse e il (quasi) immediato ritiro del vestito incriminato. Da allora, abbiamo assistito a varie ricadute, dalla Shahâdah (testimonianza di fede islamica) sulle bottigliette dei succhi di frutta, al vergognoso (per qualsiasi altro paese del mondo) Calderoli con la maglietta in spregio del nostro Profeta Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui). Segno che evidentemente non si tratta di errori involontari. Nessuno di noi è nato ieri, evidentemente queste provocazioni sono studiate nei dettagli per una questione di marketing, e per una più generale volontà politica, che consiste nel provocare i musulmani tutti, sputando su ciò che essi hanno di più sacro, aspettando la reazione scomposta di qualche singolo, per poi potersi atteggiare a vittime. Ultima in ordine di tempo, una maglietta venduta in alcuni negozi della catena di abbigliamento ‘Ciao Ciao’, che sullo sfondo di un ‘omaggio’ alla città di New York reca stampati alcuni versetti del Corano. Per il musulmano, il Corano è Parola di Dio (Allah), e finanche il più breve versetto merita un rispetto particolare. Per esempio, per toccare il Libro, il musulmano compie le abluzioni come per la preghiera rituale, e soprattutto non lo porta in luoghi impuri, come la stanza da bagno. Probabilmente in una società che ha ormai dimenticato il senso del sacro, gli acquirenti della maglietta non si renderanno nemmeno conto di urtare la sensibilità di un miliardo e mezzo di credenti, anzi la maggior parte delle persone non sapranno nemmeno di cosa si tratti. Tuttavia, dubito che non lo sapesse chi ha ideato il fotomontaggio tra la bandiera a stelle e strisce e la storia del Profeta Mosè (pace su di lui). Mi preme pure far notare che in Italia, in teoria, tutte le religioni dovrebbero avere pari dignità davanti allo Stato, questo almeno secondo la tanto decantata Costituzione. Ma evidentemente, per parafrasare Orwell, alcune religioni sono ‘più uguali’ delle altre. Come mai anche solo mettere in discussione le cifre della Shoa è considerato addirittura reato penale, mentre il disprezzo della Parola di Allah o della figura del nostro amato Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) è impunito? Recentemente, E-bay si è profusa in scuse e ha pagato pegno alla comunità ebraica, dopo che sul suo sito qualche truffatore aveva messo all’asta sedicenti ‘divise carcerarie di ebrei morti ad Auschwitz’. Per tornare all’Italia, la lobby gay si è mobilitata in massa contro l’imprenditore Barilla, colpevole solo di considerare ‘normale’ la famiglia composta da mamma e papà piuttosto che da ‘papà e papà’. Anche in questo caso, gogna mediatica e pronte scuse del malcapitato Barilla. Invece, come da copione, Ciao Ciao non ha neanche avuto il buon gusto di rispondere alla civile lettera di Hamza Roberto Piccardo, dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia, nonché di togliere almeno dal commercio la maglietta. E in tutto questo, i radicali per la stampa italiana siamo sempre noi. Se difendere la sacralità della Parola di Allah significa essere radicali, ebbene siamo orgogliosi di esserlo.

Aisha Farina

Il Muhaddith, shaykh Sulaymân Al-’Alwan, un sapiente veridico che sfida i Sa’ûd.

بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, Colui che dona misericordia

 

alwan

Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “La superiorità del sapiente rispetto all’adoratore fervente è come la mia nei confronti dell’ultimo di voi”. Aggiunse quindi: “Allah, così come i Suoi angeli e gli abitanti dei cieli e della terra, ivi compresa la formica nel suo buco e il pesce nel mare, pregano in favore di coloro che insegnano il bene alla gente” [riportato da Tirmidhî].

“I sapienti sono i garanti dei Profeti presso i servitori di Allah, finché non frequentino i sultani. Poiché, quando frequenteranno i sultani, avranno tradito i Profeti. Stai allora in guardia da loro e non li avvicinare più” [riportato dall’imam Suyutî].

Sufyân ath-Thawrî rahimahullâh disse: “I Malâ’ikah (gli angeli) sono i custodi del cielo, e Ahlu-l-Hadîth (la gente dell’hadîth) sono i custodi della terra”.

Ecco la biografia dell’eminente sapiente, al-Muhaddith, al-Mujâhid, al-Mujaddid, Sulaymân ibn Nâsir al-’Alwân, che Allah lo fortifichi.

Sulaymân ibn Nâsir ibn ‘Abdillâh al-’Alwân è nato ed è cresciuto nella città di Buraydha, nella provincia di Al-Qassim, nel nord dell’Arabia Saudita, nell’anno 1389 dell’Égira.

È uno dei figli maschi di una famiglia di 9 ragazzi, ed ha 3 fratelli maggiori e 5 minori. Shaykh Sulaymân cominciò i suoi studi nell’anno 1404 H. All’età di 15 anni frequentava la 3ª classe del ciclo secondario; appena terminatala, non trascorse più di 15 giorni alla scuola superiore, decidendo infine di lasciare l’istituzione per andare a studiare direttamente presso dei sapienti le scienze islamiche, leggendo e ripassando i loro libri.

Si è sposato nell’anno 1410 H. ed ha tre figli maschi, il maggiore dei quali si chiama ‘Abdullâh.

Nei primi anni di vita, dimostrò una impressionante capacità mnemonica e una comprensione profonda delle diverse scienze della Shari’ah. E fin dall’inizio dei suoi studi privati Shaykh Sulaymân Al-’Alwân passò le giornate a leggere, memorizzare e ripassare i libri di scienze. Prima di tutto completò la memorizzazione del Qur’ân nel 1407 H. Poi si concentrò inizialmente sui libri di Ibn Taymiyyah, Ibn al-Qayyim, gli A’imma del Najd, Ibn Rajab, la Sîrah di Ibn Hishâm e Al-Bidayah wa-n-Nihayah di Ibn Kathîr. E li ripassava in compagnia dei sapienti specializzati in ogni dominio. Aveva l’abitudine di andare a trovare quattro sapienti al giorno, ciascuno di essi specializzato in una scienza diversa. Il primo subito dopo la preghiera del Fajr, il secondo dopo la preghiera del Zhuhr, il terzo dopo il Maghrib e il quarto dopo l’Ishâ’. Faceva così ogni giorno, a parte il venerdì. Fino al momento in cui cominciò lo studio dei quattro diversi madhâhib (scuole di giurisprudenza/fiqh) Hanbalita, Hanafita, Malikita e Shafi’îta. Studiò pure le opinioni di Ibn Taymiyyah, Ibn al-Qayyim e Ibn Hazm (che Allah abbia misericordia di tutti loro). Quando gli fu chiesto quante ore trascorresse quotidianamente nelle sue letture, nella memorizzazione e nel ripasso, Shaykh Sulaymân rispose: “Un po’ più di 15 ore al giorno”.

Nell’anno 1410 H. cominciò a impartire delle lezioni a domicilio, e l’anno seguente iniziò le lezioni settimanali in moschea, dopo Salat al-Fajr, Zhuhr e Maghrib, ad eccezione del venerdì. Quando si recava a Medina, si sedeva in compagnia di Shaykh Hammad al-Ansârî, che gli diede una ijâzah per insegnare i sei libri di ahadîth:

Al-Musnad dell’Imâm Ahmad,

Al-Muwattâ dell’Imâm Mâlik,

I due ‘Sahîh’ di Ibn Khuzayma e Ibn Hibban,

I due Musannaf di ‘AbdurRazzâq e Ibn Abî Shaybah.

Ricevette inoltre il permesso/licenza per trasmettere i Tafasîr (Esegesi) di Ibn Kathîr e Ibn Jarîr [at-Tabarî] e nella scienza della grammatica Al-Alfiyyah di Ibn Mâlik e diversi altri libri di Fiqh (giurisprudenza). Durante la sua visita sentì Shaykh Al-Ansârî recitare l’hadîth: “Il Misericordioso avrà misericordia di coloro che sono misericordiosi…”.

Questo fu il primo hadîth che lo Shaykh Sulaymân Al-’Alwân sentì interamente con la catena di trasmissione risalente fino al Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) direttamente dalla bocca dello Shaykh. Ciò accadde il 18/08/1413 dell’égira. Più tardi egli viaggiò alla Mecca e si sedette nei circoli dei sapienti e ricevette delle licenze simili, per insegnare i libri di Sunnah, del Tafsîr e di Fiqh.

Ritornò ad impartire delle lezioni nella sua moschea, a partire dai libri di Hadîth quali:

Sahîh al-Bukhârî,

Jami’ at-Tirmidhî,

Sunan Abî Dâwûd,

Al-Muwattâ dell’Imâm Mâlik,

Bulûgh al-Maram di Ibn Hajar,

Umdat al-Ahkâm,

40 Nawâwî.

Insegnò pure la terminologia dell’hadîth (Mustalah al-Hadîth), il fiqh, la grammatica e il tafsîr. Impartì poi delle lezioni di ‘aqîdah (dottrina) a partire da libri quali:

Al  ‘aqidah at- tadmuriyyah,
Al ‘
aqidah al Hamawiyyah,
Al ‘
aqidah al Wasitiyyah di Shaykh al Islam Ibn Taymyyah,
Kitâb at Tawhîd di Muhammad Ibn ‘
Abdil Wahhâb,
Ash Shari’
ah d’Al Ajurri,
As Sunnah di
cAbduLlâh Ibn Ahmad,
As Sunnah di Ibn Nasr,
Al Ibanah di Ibn Battah
As Sawa’iq e an-Nunniyah di Ibn Al Qayyim.

Gli studenti dello Shaykh riportano che egli insegnava a memoria, senza alcun supporto scritto.

Allo shaykh Sulaymân Al-’Alwân fu in seguito proibito di insegnare dal governo saudita, senza alcuna ragione. Shaykh Ibn Bâz (rahimahullâh) scrisse alle autorità a più riprese affinché lasciassero lo Shaykh libero di propagare la scienza, dando corsi alla moschea, ma queste lettere furono ignorate. Shaykh Ibn Bâz scrisse inoltre allo shaykh Sulaymân Al-’Alwân esortandolo a rimanere fermo, paziente e ad insegnare:

risala ibn baz alwan

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, Colui che dona misericordia.

Da ‘Abdul’Azîz ibn ‘Abdillâh ibn Bâz, al rispettabile figlio, il virtuoso Shaykh Sulaymân ibn Nâsir Al-’Alwân, che Allah gli permetta di ottenere la Sua soddisfazione e gli aumenti la scienza e la fede (îmân).

As-salamu ‘alaykum waRahmatullâhi waBarakâtuHu.

Seguitando:

Ho esaminato alcuni dei suoi scritti e letto certe cose che lei ha scritto nella refutazione di Ibn al-Jawzî e as-Saqqaf, e ne sono molto contento. E ho lodato Allah, gloria a Lui, Che le ha donato la comprensione della religione (dîn), il suo fermo attaccamento alla dottrina dei Pii Predecessori (‘aqîdah salafiyyah) e del fatto che lei la insegna agli studenti, refutando chi vi si oppone. Chiedo perciò ad Allah di ricompensarla col bene e di moltiplicare le sue ricompense, di aumentarle la scienza e la guida, e lo stesso sia per noi, per lei e per il resto dei nostri fratelli, perché possiamo essere parte dei Suoi servitori virtuosi e del Suo partito vittorioso.

In verità Egli è il Custode (Walî) di ciò ed è Colui Che è in grado di farlo. E noi le consigliamo il timore di Allah (Taqwâ), che Egli sia Esaltato, e di mettere in luce le questioni della dottrina corretta (‘aqîdah sahîha) e di chiarirle agli studenti così come alle altre persone nei suoi corsi specifici e generali. Di incoraggiare le persone, gli studenti e gli altri, leggendo spesso il Nobile Qur’an, sempre contemplando i suoi significati e agendo di conseguenza. Mettendo in luce la Sunnah del Messaggero (sallAllahu ‘alayhi waSallam) che sia confermata come da lui proveniente, allo scopo di beneficiare di essa, poiché si tratta della seconda rivelazione e della spiegazione del Libro di Allah, ed è un chiarimento per quanto riguarda i particolari il cui significato potrebbe non essere chiaro. Che Allah guidi i suoi passi, le aumenti la scienza utile, le opere buone, e che tenga noi e lei fermi sulla retta via, che Egli faccia sì che noi e lei possiamo essere in tal modo il Suo Hizb [partito] vittorioso e i Suoi alleati pii (awliyâ’ muttaqîn) e dei du’ât (predicatori) che richiamino a Lui con perspicacia (basîrah). Egli è certamente Al-Jawad (Il Donatore) e al-Karîm (Il Generosissimo).

Wa-s-salâmu ‘alaykum waRahmatullâhi waBarakâtuHu.

Muftî del regno dell’Arabia Saudita e Presidente del Consiglio dei Grandi Sapienti e della Ricerca Scientifica e dell’Ifta – Data: 11/5/1417 H”.

Shaykh Sulaymân Al-’Alwân fu in seguito autorizzato a fare lezione al pubblico nelle moschee a partire dal 3/6/1424 H., dopo un’interdizione di 7 anni. Shaykh Sulaymân ha anche dovuto affrontare l’opposizione dei suoi contemporanei per quanto riguarda il fiqh, a proposito della purezza (taharah) del sangue e dell’alcol. Della liceità di recitare il Qur’ân (senza toccarlo) in stato di janâba, e altre cose simili.

Fu imprigionato dopo aver scritto a proposito dell’innovazione (bid’a) che consiste nell’organizzare delle cerimonie allo scopo di festeggiare e felicitare coloro che hanno appena completato la memorizzazione del Qur’ân. Egli spiegò che queste cerimoine non erano note al tempo del Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), né al tempo dei Sahâbah (radiAllahu ‘anhum), né al tempo dei Tabi’în. Il Profeta (sallAllahu alayhi waSallam) disse: “Colui che introduca nella nostra religione un’innovazione che le sia estranea, bisogna rigettare tutto ciò che dice”.

Egli fu dunque imprigionato a Riyadh con altri sapienti che avevano assunto la sua stessa posizione, verso la fine del mese di Dhu-l-Hijjah dell’anno 1407 dell’égira per 18 giorni.

Shaykh Hamud Ibn ‘Uqla ash-Shucaybî rahimahullâh disse: “Non ho mai visto nel regno una persona riunire una tale memorizzazione con una tale comprensione, al di fuori di Shaykh Sulaymân Al-’Alwân”.

Concretamente lo Shaykh cominciò a memorizzare il Libro di Allah l’Altissimo all’età di 18 anni e i testi seguenti, avendo (come indicato innanzi) studiato le loro spiegazioni:

Kitâb at-Tawhid
al-Wasitiyyah
al-Hamawiyyah
al-Bayquniyyah
Umdat al-Ahkam
al-Ajrumiyyah
Nukhbat al-Fikr
ar-Rahbiyyah
Bulugh al-Maram
al-Usul ath-Thalathah
al-Waraqat
Mulhat al-I’rab
al-Alfiyyah
Kashf ash-Shubuhat

Senza dimenticare le sette raccolte di hadîth:

Sahîh Al Bukhârî
Sahîh Muslim
al Muwatta de l’Imam Malik
Sunan at Tirmidhi
Sunan Abi Dawud
Sunan an Nasai
Sunan Ibn Majah
Confronta: «Imatat al-Litham fi Sirat ash-Shaykh Sulayman al-‘Alwan»
إماطة اللثام في سيرة الشيخ سليمان العلوان

Shaykh Sulaymân ha appreso una quantità impressionante di ahadîth con la loro catena di trasmissione. Shaykh Al-’Uthaymîn (rahimahullâh) lo contattava per avere l’autenticazione di alcuni ahâdith quando non aveva il tempo di fare delle ricerche, e pure allo scopo di decantare al-cilm (la scienza) di shaykh Sulaymân.

Tra gli scritti dello Shaykh, i seguenti sono stati pubblicati:

Tanbīh Al-Akhyār ‘Alā Adam Finā’ An-Nār [Giusta rievocazione a proposito dell’eternità all’inferno]
At-Tibyān Fī Sharh Nawāqidh Al-Islām [“Commento chiarificatore a proposito degli atti che annullano l‟Islâm”]
Sharh Bulūgh Al-Marām [Spiegazione di Bulūgh Al-Marām]
Ahkām Qiyām Al-Layl [Le regole della preghiera notturna]
Al-Istinfār Lith-Thabb ‘An As-Sahābah Al-Akhyār [Alle armi, in difesa dei Compagni ben guidati]
Alā Inna Nasrullāhī Qarīb [Sì, il soccorso di Allah è certamente prossimo]
E altri scritti che devono ancora essere pubblicati:

Sharh Al- Usul Ath- Thalāthah [ Spiegazione dei Tre Princìpi fondamentali ]
Sharh Kitâb At- Tawhîd [ Spiegazione del Libro dell’Unicità ]
Hukm As- Salat ‘Ala Al- Mayyit Al- Ghā’ib [ Il giudizio riguardante le preghiere de defunto assente]
Hukm Al-’ Ihtifāl Bil- A’yād [Giudizio sulla celebrazione delle [altrui] feste]

Tra i suoi audio:

sharh tajrid tawhid al mufid
sharh al ‘aqîdah al Wasitiyyah
sharh sahîh al Bukhârî (kitâb bad-u al wahyi e kitâb al-îmân)
sharh unnan Tirmidhî (kitâb tahâra et kitâb as-siyyâm)
sharh ar-rawdul murbic (kitâb al hajj)

Vi sono molte registrazioni audio in possesso dei suoi studenti, che non sono diffuse in Internet (come il suo Sharh Kitâb at-Tawhîd, poiché egli non ne autorizza la diffusione), o che sono divulgate sotto forma di appunti (come il suo Sharh Bulûgh al-Marâm) [fonte: Musulmans du monde].

Shaykh Sulaymân al-’Alwân è stato arrestato il 3/9/1425 H. (2004 gregoriano) per aver rifiutato di emettere una fatwâ su ordine del governo, incarcerato in condizioni disumane, lasciando i suoi familiari senza alcuna notizia; è stato tenuto per la maggior parte del tempo in isolamento in celle raffreddate apposta, fino al dicembre 2012, quando è stato scarcerato. Sulaymân al-’Alwân si è ammalato gravemente di diabete durante la carcerazione, per cui ha avuto bisogno di cure, cui non gli è stato concesso di accedere se non dopo una campagna di sostegno. Ha avuto anche occasione di andare a trovare suo padre, che era ammalato, durante il mese di Ramadân 2008, per 3 giorni; molti studenti approfittarono di tale circostanza per andare a trovare Shaykh Sulaymân.

Durante questa detenzione gli fu proposto l’incarico di Muftî, e di andare in televisione, a condizione di ritirare alcune sue dichiarazioni, ma egli rifiutò.

Shaykh Sulaymân è uno dei sapienti più rispettati della nostra epoca; egli ha impiegato il suo tempo nell’educazione della ummah e nel consigliare i musulmani, in particolar modo i resistenti. Ha sempre difeso la dottrina islamica corretta di Ahlu-s-Sunnah wa-l-Jama’ah, contro tutte le innovazioni e deviazioni, insegnando a non precipitarsi verso la scomunica, ma anche e soprattutto contro l’eresia diffusa dell’irjâ’. Tramite i suoi scritti e i suoi audio egli difende la shariah (Legge) di Allah, e svela i casi di governi illegittimi che non regnano basandosi sulla Legge di Allah. Dopo la sua liberazione, ha moltiplicato gli interventi e le lezioni. Ha diffuso la sua scienza tramite le registrazioni delle sue lezioni, che sono poi state pubblicate su Youtube. In effetti la conoscenza e le parole dello Shaykh sono stati largamente diffusi negli ultimi tempi tramite Facebook e Twitter; in quest’ultimo sito, suo figlio ‘AbdulMâlik condivide le parole di suo padre Sulaymâm (con il tag # قال_والدي#). Shaykh Sulaymân ha invitato Shaykh Al-Fawzan e Shaykh Âl ash-Shaykh a dibattere con lui, ponendo come unica condizione che il dibattito fosse diffuso in diretta, senza peraltro ricevere alcuna risposta.

Ultimamente lo Shaykh è stato nuovamente accusato per la sua dacwah. Poco prima del processo allo shaykh è stato proibito di insegnare, e a suo figlio è stato proibito di twittare la scienza di suo padre.

Lo Shaykh aveva d’altra parte dichiarato poco prima ciò che suo figlio avrebbe poi pubblicato su Twitter:

“Hanno paura di twittare, poiché ciò ha svegliato le persone ingenue, ha rivelato gli ingiusti e i traditori e ha nociuto loro più di quanto abbiano fatto le armi”

[(قال_والدي : يخافون من تويتر لأنه أيقظ الغافلين وكشف المفسدين والخونة وعمل فيهم مالم تعمله الأسلحة ﴿ وما يعلم جنود ربك إلا هو]

Il 3 ottobre 2013 è stato condannato a 15 anni di prigione dal giudice taghût Fahd al-Humaydani, a causa della sua disobbedienza a “Walî al-’Amr”, per aver difeso Shaykh Nâsir al-Fahd che aveva sostenuto la resistenza irachena, e per aver emesso una fatwâ sull’obbligo del jihâd in Siria. Shaykh Al-’Alwân ha detto a suo figlio di aver rilevato non meno di 70 contraddizioni con la shari’ah nel verdetto reso nei suoi confronti. Suo figlio ha aggiunto: “Ho visto mio padre nel momento in cui [il giudice] ha letto la condanna a 15 anni, una cosa sorprendente. Egli non si è difeso, piuttosto si è pronunciato contro questo verdetto, che non era il giudizio della shari’ah di Allah. E ho visto in lui la tranquillità e la pace dello spirito, e la condanna non l’ha fatto smuovere per nulla. Che Allah aumenti la sua fede (îmân) e la sua fermezza”.

Nelle parole di ‘AbdulMâlik ibn Sulaymân vediamo i frutti degli insegnamenti di Shaykh Sulaymân; in effetti egli ha sempre pregato per ottenere la fermezza e non la liberazione.

Quando il verdetto a 15 anni di prigione è stato pronunciato, gli è stato proposto di dichiarare che i dirigenti dell’Arabia Saudita sono i governanti legittimi dei musulmani, e che i tribunali dell’Arabia Saudita sono retti dalla Legge di Allah, e non dai capricci dei re. Ciò allo scopo di essere liberato. Egli ha risposto: “Anche se mi tagliaste la testa, non lo direi!”.

Sulaymân al-’Alwân ha corretto il giudice taghût su alcune accuse, e quest’ultimo è sfuggito al dibattito, uscendo dall’aula.

All’uscita del tribunale, Shaykh Sulaymân sorrideva, per cui i musulmani che erano venuti a sostenerlo hanno creduto che fosse stato prosciolto, e hanno cantato un nashîd in suo onore. Il nostro Shaykh era soddisfatto di ciò che Allah aveva decretato per lui.

Una campagna di sostegno ha visto la luce tramite il tag # مؤامرة_محاكمة_العلوان#

Numerosi sapienti sostengono Shaykh Sulaymân al-cAlwân, tra cui:

Dr. Iyad al-Qunaybi

Shaykh Al-Muhaddith ‘Umar al-Hadoushi

Shaykh Ahmad Mussa Jibril

Ecco alcune dichiarazioni del nostro shaykh ‘Umar al-Hadoushi: “Al-’Alwân, anche se âl-Salûl (il regime saudita) sono stati duri con lui, è vittorioso per volontà di Allah. O giovani del Tawhîd, siate con lui, non lo abbandonate, fate fronte ai tawaghît di âl-Salûl, perché con questi esempi trionferete”.

العلوان وإن ضيق عليه*آل سلول منصور منصور بإذن الله يا شباب التوحيد قفوا معه لا تتركوه قفوا في وجه طواغيت آل سلول، فبمثله تنصرون

“Non vi è nulla di buono in voi, o giovani del Tawhîd, se lascerete umiliare ancora una volta Shaykh Sulaymân Al-’Alwân. Allah, Allah, Allah, [che Egli protegga] i custodi della religione; se non fosse per loro, gli eretici (zindîq) potrebbero esprimersi dai pulpiti (minbar)”.

لا خير فيكم يا شباب التوحيد إن أنتم تركتم المحدث سليمان العلون يهان مرة أخرى الله الله الله في حماة الدين لولاهم لخطبت الزنادقة على المنابر

“O Allah! In quanto a colui che ha complottato contro il Muhaddith Al-’Alwân, che i suoi complotti siano la sua distruzione.

وَمَكَرُوا مَكْرًا كُبَّارًا

hanno tramato un’enorme trama (Corano LXXI. Nûh, 22)

وَإِن كَانَ مَكْرُهُمْ لِتَزُولَ مِنْهُ الْجِبَالُ

foss’anche una trama capace di fare a pezzi le montagne (Corano XIV. Ibrâhîm, 46)

… Non vi è nulla di buono in questa vita [se permettiamo loro di] imprigionare i sapienti”.

اللهم من مكر للمحدث العلوان فاجعل مكره في تدميره، ومكروا مكرا كبارا وإن كان مكرهم لتزول منه الجبال لا خير في الحياة بعد سجن أئمة

“Le prove e le pene non fanno che aumentare la fede e la sottomissione dei credenti, particolarmente i sapienti. Allah dice:

وَلَمَّا رَأَى الْمُؤْمِنُونَ الْأَحْزَابَ قَالُوا هَـٰذَا مَا وَعَدَنَا اللَّهُ وَرَسُولُهُ وَصَدَقَ اللَّهُ وَرَسُولُهُ ۚ وَمَا زَادَهُمْ إِلَّا إِيمَانًا وَتَسْلِيمًا

Quando i credenti videro i coalizzati, dissero: “Ciò è quanto Allah e il Suo Messaggero ci avevano promesso: Allah e il Suo Messaggero hanno detto la verità”. E ciò non fece che accrescere la loro fede e la loro sottomissione (Corano XXXIII. Al-Ahzâb, 22)

Ed è stato detto: “Quante prove si sono trasformate in dono!”.

E questa è una verità; quanti sapienti sono stati uccisi per delle intenzioni ignobili e degli obiettivi politici, ma le loro idee e le loro parole sono rimaste tra la gente e sono diventate un punto di svolta per i figli dei musulmani, e gli esempi e le prove a questo riguardo sono numerosi. L’importante, è che noi diciamo la verità senza mischiarla al falso e che dichiariamo ciò che sappiamo religiosamente, a livello della shari’ah, della dottrina, della via da seguire. Allah dice:

وَلَا تَهِنُوا وَلَا تَحْزَنُوا وَأَنتُمُ الْأَعْلَوْنَ إِن كُنتُم مُّؤْمِنِينَ

Non perdetevi d’animo, non vi affliggete: se siete credenti avrete il sopravvento (Corano III. Âl-cImrân, 139)” Sulaymân Al-’Alwân.

Alî ibn Abî Tâlib (radiAllahu ‘anhu) ha meravigliosamente detto: “Non si conosce la verità tramite gli uomini; ma conosci la verità, eppoi saprai [chi sono] coloro che la seguono”.

“I deboli di spirito riconoscono la verità tramite gli uomini, non gli uomini tramite la verità” (Imâm Abû Hâmid al-Ghazâlî).

http://www.ana-muslim.org/muhaddith-shaykh-soulayman-al-alwan-savant-veridique-au-pays-saoud/

Inshaa Allah potete scaricare il libro in pdf cliccando sul link:

Shaykh Sulayman al-Alwan – biografia

rahma

ما أغلق الله على عبد بابا بحكمته إلا فتح له بابين برحمته

Allah non chiude ad un (Suo) servo una porta – per via della Sua saggezza
Senza aprirgli due porte – per via della Sua misericordia…

 Imam Ibn al-Qayyim al-Jawziyyah (rahimahullah)