L’uomo che leggeva il libro al contrario

Man reading Qur'an

Mi ricordo della prima volta che vidi un Corano.

Ero una bambina, e prendevo il TGV con mia madre. Lei mi lasciava andare in giro, e io trotterellavo lungo i corridoi dei vagoni.

Da lontano, vidi un signore girare le pagine di un libro, in maniera sorprendente. Era un signore senegalese o maliano, con un qamîs blu. Mi avvicinai piano piano. Leggeva a mezza voce, girando le pagine da sinistra verso destra.

Gli dissi allora: “Signore, ma lei legge il libro al contrario!”.

Rise, mi sorrise, e rispose: “Questo Libro si chiama Corano, è scritto in arabo, e l’arabo si legge da destra verso sinistra, allora io giro le pagine così”, e dicendo ciò mi mostrò il senso.

Vorrei tanto rivedere quel signore, per dirgli: “Anch’io, sebbene debba ancora far progressi, leggo oggi il mio Libro al contrario!”.

Oum Houdayfa

Da un campo profughi in Siria – Parla un volontario:

Profughi-siriani-in-Turchia-638x425

Con la coda dell’occhio vedo una vecchietta che cerca di attirare la mia attenzione. Le sorrido e cammino verso di lei, mentre lei si dirige nella mia direzione. Mi dice ‘As-salamu ‘alaykum’, e continua: ‘Ho bisogno del tuo aiuto per qualcosa! Mi è permesso mangiare il riso che è stato acquistato per gli orfani? I bambini di mio figlio adesso sono affidati a me, ed io cucino il riso per loro. Volevo sapere… Ho 75 anni, e ho sempre cercato di fare le cose giuste, per Allah… Va bene se mangio il riso?’. La guardo con grande ammirazione e le rispondo: ‘Sì, inshaa Allah’. Continua: ‘Ma proviene dal denaro della sadaqah per ya’tîm (gli orfani)… Però non ho denaro per comprare alcunché… Altrimenti non avrei mai chiesto’… Subhanallah, prego che la Ummah possa avere il suo stesso timore di Allah e la sua stessa onestà. Una qualità che appartiene ormai a pochissimi. Che Allah migliori la sua situazione e faccia sì che quei bambini facciano parte dei pii. Alhamdulillah, sono stati benedetti nell’avere un così meraviglioso esempio nella loro nonna.

Talib al-‘ilm?…

muslimah-read-alqraan

Prima di potersi anche solo definire ‘talib al-‘ilm’ (studente di scienze religiose), occorreva che un individuo memorizzasse il Qur’an. Non farlo era un indizio di pigrizia e una fonte di disonore.

Hafsah bint Sirîn memorizzò una riwâyah all’età di 12 anni, mentre sua sorella ne aveva 9 quando lo fece.

Hafsah in seguito giunse a padroneggiare tutte le qira’ât (letture del Qur’an), al punto tale che suo fratello (Muhammad ibn Sirîn) era solito consigliare ai suoi colleghi e ai suoi studenti di far riferimento a lei per qualsiasi chiarimento e spiegazione.

Quanti di noi hanno memorizzato almeno 3 juz (parti) del Qur’an? Eppure insistiamo a definirci studenti di scienze religiose…

Un amico dimenticato

Ramadan-Quran

La luna nuova di ramadân era stata avvistata. Sedevo al solito posto, tutto solo, nell’angolo della moschea, osservando un insolito numero di persone che si accalcavano all’entrata. Mentre guardavo la folla, notai un viso familiare dirigersi verso di me. Quando si avvicinò, mi resi conto che si trattava di Ahmad – un amico che avevo incontrato alla madrasa serale, tanti anni prima. Aveva solo 6 anni quando il suo insegnante me l’aveva presentato. All’inizio non credo gli piacessi, ma col passare degli anni il nostro legame si rafforzò e pensavo non mi avrebbe mai lasciato. Ma non appena compì 14 anni e terminò la madrasa, smise persino di rivolgermi lo sguardo. Lo aspettavo in moschea, col cuore dolente, sperando che tornasse, ma la sua vita era così piena di impegni da non avere nemmeno il tempo di pensare a me. Ora era passato un anno, 11 mesi per la precisione, da quando l’avevo visto l’ultima volta. Subhanallah! Com’era cambiato. Non in meglio, sfortunatamente, ma in peggio. Mentre rispolverava la nostra amicizia interrotta, si rese conto dell’errore commesso. Mi abbracciò, stringendomi forte. I suoi occhi si riempirono di lacrime, quando si rese conto che stare lontano da me l’aveva fatto allontanare dal suo Signore. Gli dissi di non preoccuparsi, poiché Allah (subhânaHu waTa’âlâ) ama i Suoi servi e perdona coloro che si pentono.

Man mano che i giorni di ramadân passavano, ritornammo uniti come un tempo. Giorno e notte eravamo insieme. Gli spiegai come vivere la sua vita e cosa fare per avvicinarsi ad Allah (subhânaHu waTa’âlâ). Ahmad non si stancava mai della mia compagnia. Prestava attenzione ad ogni mia parola – sforzandosi di comprendere – ma la verità è che io sono qualcuno che non tutti comprendono. Lo rivestii delle qualità dei credenti. Le lacrime scendevano lungo le sue guance, mentre gli descrivevo la punizione che lo avrebbe atteso se non si fosse attenuto ai comandi di Allah Ta’âlâ.

I suoi genitori e i suoi insegnanti gli consigliarono di coltivare la nostra amicizia e di continuare a frequentarmi. Cominciammo persino ad andare a scuola insieme, e lui passava l’ora di pranzo insieme a me. I suoi compagni di classe lo prendevano in giro e gli ridevano dietro le spalle, quando lo vedevano bazzicare in cortile dietro a me, ma ad Ahmad non importava e non mi lasciò. Gli dissi di non preoccuparsi, e gli narrai le storie dei profeti (pace su tutti loro); di come i loro popoli si presero gioco di loro e di come furono ingiusti nei loro confronti, eppure essi furono costanti e non rinunciarono.

Il nostro legame crebbe, sempre più forte, e passavamo sempre più tempo insieme. Trascorremmo pure gli ultimi dieci giorni di ramadân insieme, in i’tikâf, il ritiro spirituale in moschea. Ahmad stava sveglio tutta la notte ad ascoltarmi, ancora ed ancora, ma il suo interesse non scemava, e scopriva sempre qualcosa di nuovo in quello che avevo da dirgli.

Così, il ramadân passò. La gente che aveva trascorso l’i’tikâf in moschea andò a casa, a prepararsi per l’ ‘Îd, eccetto me. Rimasi in moschea, immaginando come avrei trascorso il giorno dell’ ‘Îd con Ahmad. E quel giorno giunse. Lo aspettai al solito posto, nell’angolo della moschea. La preghiera dell’ ‘Îd terminò e la congregazione si disperse, ma non vi era segno di Ahmad. Continuai ad aspettarlo, alle ore delle successive preghiere, ma non venne mai, e il mio cuore si spezzò quando mi resi conto che mi aveva abbandonato di nuovo.

È tardi, la preghiera dell’ ‘Ishâ’ è appena terminata. La moschea è vuota. Il custode chiude la porta e se ne va, ma io sono ancora qui, nel mio angolino, mentre la polvere comincia a posarsi su di me. Un’auto passa vicina alla moschea e i suoi fari, attraverso il vetro della finestra, mi illuminano il dorso. Il mio nome diviene per un attimo visibile, prima di sparire nuovamente nell’oscurità della notte: ‘Il Sublime Corano’.

Luqman Musa – Al-Jâme’ah, Leicester.

Educazione islamica

بسم الله الرحمان الرحيم

Quando si parla di educazione islamica, spesso si pensa all’istruzione prettamente religiosa che viene impartita nelle moschee, ai sermoni, o alle indicazioni fornite ai convertiti che entrano nella comunità musulmana.
Si ignora spesso un significato più ampio di educazione islamica, ovvero l’intero sistema di trasmissione della conoscenza da una generazione all’altra, di sviluppo dell’individuo, di promozione del bene, di disciplina e di miglioramento della comunità tutta.

Ghana Junior high school students

Inshaa Allah potete scaricare l’articolo completo di sorella Umm Yahya ar-Rumiyyah (che Allah la ricompensi) cliccando sul link sottostante:

Educazione-Islamica

Lo Scaffale Islamico

BISMILLĀHIR-RAḤMĀNIR-RAḤĪM

Assālam ‘alaykum waraḥmatullahi wabarakātuhu 

Alḥamdulillāh, Lo Scaffale Islamico è finalmente disponibile all’indirizzo www.loscaffaleislamico.net 

scaffale

Si tratta di un portale creato per diffondere il messaggio dell’Islām, secondo il Sublime Corano, la Nobile Sunnah del Profeta Muḥammad (pace e benedizioni su di lui) e i suoi Pii Predecessori.

Lo Scaffale Islamico è dedicato a musulmani e non musulmani italofoni, interessati ad accrescere e migliorare la conoscenza dell’Islām proveniente da fonti autentiche e attendibili. Verrà regolarmente aggiornato con l’inserimento di nuovi testi ed articoli benefici (inshaAllāh) tradotti da un team di volontari seri e attenti, e con la collaborazione di revisori e correttori competenti ed esperti.

I testi potranno essere scaricati o sfogliati gratuitamente oppure essere acquistati comodamente da casa in versione cartacea ad un prezzo simbolico, atto a coprire soltanto le spese di stampa e produzione e con le spese di spedizione a carico del destinatario.

Il materiale tradotto è sottoposto ad un meticoloso lavoro di correzione eseguito a diversi livelli e da più persone per garantire qualità, accuratezza e correttezza della forma e del contenuto. Verifiche grammaticali, linguistiche e ortografiche ma anche revisioni dottrinali e controlli incrociati con il testo originale sono effettuati su ogni traduzione al fine di individuare inesattezze, alterazioni del significato e interpretazioni errate.

Ringraziamo Allāh, l’Altissimo per averci offerto la possibilità di realizzare questo progetto e anche tutte le persone che hanno collaborato, collaborano e collaboreranno in questo sforzo. Che Allāh le ricompensi per il loro prezioso contributo, amīn.

Chiunque abbia bisogno di maggiori informazioni o sia interessato ad aiutare Lo Scaffale Islamico, può contattarci via email all’indirizzo info@loscaffaleislamico.net

 

Per essere regolarmente aggiornati sulle ultime pubblicazioni e progetti è possibile iscriversi alla mailing list tramite il sito. 

Assālam ‘alaykum waraḥmatullahi wabarakātuhu
Lo Scaffale Islamico